Riforma pensioni/ Barbagallo apprezza precisazioni di Tridico

- Lorenzo Torrisi

Secondo Carmelo Barbagallo, Pasquale Tridico ha fatto bene a precisare che non ci sono problemi di liquidità per il pagamento delle pensioni

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Pasquale Tridico (Lapresse)

BARBAGALLO SULLE PAROLE DI TRIDICO

Secondo Carmelo Barbagallo, Pasquale Tridico ha fatto bene “a precisare che non ci sono problemi di liquidità per il pagamento delle pensioni, perché le sue precedenti dichiarazioni non erano per nulla tranquillizzanti. Questo deve indurre tutti a misurare le parole, soprattutto in una fase delicata come quella che stiamo attraversando e in cui in particolare gli anziani hanno bisogno di certezze e non di ulteriori ansie”. Il Segretario generale della Uil, in una nota, evidenzia che “ai pensionati si devono dare garanzie dal punto di vista economico, della salute, della sicurezza. Così come occorre mettere in campo anche strumenti di protezione dalle truffe e dalle fake news, che creano danni proprio ai soggetti più deboli”. Sono noti in effetti casi di notizie infondate che hanno preoccupato non poco specialmente gli anziani nelle scorse settimane. Per Barbagallo, “la chiarezza e la tranquillità delle informazioni possono rappresentare un primo aiuto e ciascuno di noi, ognuno per la propria parte, deve dare un contributo in questa direzione”.

LE PAROLE DI RAGAZZINI

Le parole di Pasquale Tridico sul pagamento delle pensioni nei prossimi tre mesi non sono state ben accolte dalla Federazione nazionale pensionati della Cisl, il cui Presidente Piero Ragazzini, in una nota spiega che le dichiarazioni del presidente dell’Inps “creano solo allarmismo e ansia. È per questo che gli chiediamo di fare immediatamente chiarezza al fine di ristabilire la tranquillità senza creare disagi ulteriori ai danni dei nostri pensionati”. Secondo il sindacalista, “non è accettabile che il presidente dell’Istituto di previdenza sociale faccia dichiarazioni del genere in un momento così critico e drammatico per il nostro Paese, facendo intravedere l’ipotesi della impossibilità di erogare le pensioni da maggio in poi a causa del mancato pagamento dei contributi per l’emergenza Coronavirus”. Da Ragazzini arriva quindi la richiesta “al presidente Tridico di fare chiarezza evitando di creare apprensioni e allarmismi inutili che in questo momento risultano deleteri e pericolosi”.

LA RICHIESTA AGLI UFFICI POSTALI

È tutto pronto per il pagamento anticipato delle pensioni presso gli uffici postali. Maurizio Mangialardi apprezza l’iniziativa di Poste Italiane di spalmare su più giorni la possibilità di incassare in contanti l’assegno, ma per il Presidente di Anci Marche “occorre l’apertura di sportelli postali temporanei. Nella logica del contenimento del contagio e del DPCM, occorre evitare comunque la concentrazione di soggetti per altro deboli come gli anziani, e tutelare al contempo anche i dipendenti di Poste Italiane che devono poter offrire il servizio nella massima sicurezza”. Giovanni Melchiorre, Sindaco di Bellante, comune della provincia di Teramo, ha inviato invece una diffida a Poste Italiane chiedendo, come riporta ekuonews.it, “la riapertura dell’ufficio postale del capoluogo, in quanto si stanno creando code nella sede di Bellante stazione a fronte della contemporanea chiusura di Petriccione e della riduzione degli orari”. L’obiettivo è quello di evitare assembramenti e rischi per gli anziani.

Tridico “soldi per pagare pensioni fino a maggio”

Una sicurezza da un lato, un’ansia possibile scatenata nei pensionati italiani: così le parole ieri del n.1 Insp Pasquale Tridico intervistato da Giovanni Floris a DiMartedì hanno suscitato non poche reazioni e ancora oggi fanno discutere. Si stava parlando delle problematiche di fondi e liquidità sulle pensioni dopo l’emergenza che tuttora è in corso sul fronte coronavirus: ebbene, Tridico ha cercato di rassicurare la platea ma scatenando reazioni tutt’altro che “serene”, «Abbiamo i soldi per pagare le pensioni fino al momento in cui è stato sospeso il pagamento dei contributi. Quindi fino a maggio non c’è problema di liquidità anche perchè possiamo accedere ad un ‘tesoretto’ che è il Fondo di Tesoreria dello Stato. Dopo di che immagino che in aprile ci sarà un altro decreto che dovrà anche dire cosa succederà alla sospensione dei contributi». Il problema potrebbe avvenire subito dopo, il che non è esattamente un’iniezione di “fiducia” nei pensionati italiani che come tutti sono costretti a casa dalle misure della quarantena nazionale. (agg. di Niccolò Magnani)

IL MESSAGGIO DEGLI ESODATI ESCLUSI

Un messaggio chiaro e netto arriva dalla pagina Facebook del Comitato 6.000 esodati esclusi, che da tempo chiede un intervento, nell’ambito delle misure di riforma pensioni, per risolvere la situazione degli esodati rimasti ancora esclusi dalle otto salvaguardie approvate fin dai tempi della Legge Fornero. “La nostra rivendicazione non è né in quarantena né in vacanza! Continua a essere cura di questo Comitato tenere alta l’attenzione dei nostri interlocutori politici e sindacali ai quali abbiamo inoltre inviato in questi giorni un appello affinché la questione della riapertura della nostra Salvaguardia venga risolta nell’ambito nel primo Decreto utile tra quelli economici e inerenti il lavoro attualmente in preparazione da questo Governo, essendo la nostra una categoria già drammaticamente colpita dall’ingiustizia subita che ci ha privato del reddito, e ora ulteriormente penalizzata dalla tragica situazione dell’epidemia di coronavirus. Stiamo allerta!”, sono le parole scritte da Gabriella Stojan.

RIFORMA PENSIONI, L’APPUNTAMENTO DEL 26 MARZO

Si avvicina l’appuntamento del 26 marzo, quando per molti pensionati, ma non per tutti, ci sarà la possibilità di ritirare in contanti anticipatamente l’assegno di aprile presso gli uffici postali. C’è chi si sta attrezzando dato che Poste italiane ha in questi giorni di emergenza razionalizzato le aperture delle proprie sedi sul territorio. L’edizione di Montecatini de La Nazione riporta per esempio le parole del Sindaco di Marliana, comune in provincia di Pistoia, Marco Traversari, che tramite la sua pagina Facebook si è rivolto direttamente ai suoi concittadini spiegando: “Oggi più che mai ci deve distinguere un sentimento di comunità e responsabilità. Avvicinandosi i giorni di riscossione delle pensioni e con gli uffici postali di Momigno e Montagnana chiusi, sono in contatto con la direzione provinciale delle poste per verificare l’opportunità, almeno nel periodo di pagamento delle pensioni, di riaprirli”.

LA VIGILANZA AGLI UFFICI POSTALI

Il Sindaco promette quindi di tenere informati i cittadini “in merito attraverso messaggi telefonici nei prossimi giorni. Dobbiamo assumere la consapevolezza che l’emergenza non è lontana da noi. È nostro obbligo stare a casa”. Umbria24.it segnala invece che il Prefetto di Perugia “ha sensibilizzato le forze di polizia per una immediata intensificazione dei servizi di prevenzione e controllo del territorio, finalizzata anche ad un’accurata vigilanza presso gli Uffici Postali della Provincia, allo scopo di garantire che il ritiro delle pensioni e lo svolgimento di tutti gli altri servizi agli sportelli avvenga in condizioni di massima sicurezza”.

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