RIFORMA PENSIONI/ Quota 100 e il nuovo rischio per gli esodati (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Si avvicina la manovra e i circa 6.000 esodati rimasti esclusi dalle otto salvaguardie tornano a chiedere un intervento di riforma pensioni

Quota 100
Quota 100, la riforma delle pensioni

IL NUOVO RISCHIO PER GLI ESODATI

Si avvicina la manovra e i circa 6.000 esodati rimasti esclusi dalle otto salvaguardie finora approvate tornano a chiedere un intervento di riforma pensioni che sani l’ingiustizia che li vede ancora in attesa di una soluzione al loro problema da quasi otto anni ormai. “Gli ultimi 6.000 esodati, che hanno gli stessi diritti dei 144.00 esodati già in pensione e sono esasperati di essere sistematicamente confusi con altre platee, chiedono che si metta finalmente termine al loro calvario che deve essere risolto solo e soltanto con la riapertura dell’ultima ottava salvaguardia estendendo per tutte le categorie in essa contenute (e non solo per una di esse come è stato finora), la maturazione del requisito al 31/12/2021, da inserire in questa Legge di Bilancio!”, fa sapere Gabriella Stojan dalla pagina Facebook del Comitato 6.000 esodati esclusi. “È la terza legge di Bilancio che vediamo passare e puntualizziamo che non intendiamo essere messi ulteriormente da parte”, aggiunge, facendo capire che non è certo la prima volta che ci si trova vicini a una soluzione che però la politica alla fine non adotta.

CATALFO: QUOTA 100 RESTA COSÌ COM’È

Sembra sia stata messa la parola fine sul caso riguardante la sorte della riforma pensioni con Quota 100. In una nota, infatti, Nunzia Catalfo fa sapere che “Quota 100 resta com’è, alla fine ha prevalso la linea che ho portato avanti e che definirei del buonsenso. Il confronto e il dialogo pagano sempre per arrivare al miglior risultato possibile per il bene dei cittadini. Sono molto soddisfatta”. Il ministro del Lavoro, stando a quanto riporta Mf-Dow Jones, fa anche sapere che è stata messa “in piedi una legge di bilancio importante, che non fa aumentare l’Iva, aiuta i lavoratori con il taglio del cuneo fiscale e favorisce la crescita. Una volta approvata è mia intenzione riunire intorno a un tavolo le parti sociali e discutere una riforma complessiva del sistema pensionistico per superare definitivamente la legge Fornero. In più, voglio istituire una commissione sui lavori gravosi”. Resta ora da vedere se, oltre a quanto verrà approvato dal Governo, Quota 100 resterà invariata dopo l’iter parlamentare della Legge di bilancio.

L’OPPORTUNITÀ DI QUOTA 100 ROSA

Il Comitato Opzione donna social ha proposto di rivedere Quota 100 abbassando il requisito contributivo per le donne da 38 a 36 anni. Questa proposta di riforma pensioni è stata già ribattezzata Quota 100 rosa e fatta propria dalla Uil nella persona del Segretario confederale Domenico Proietti che l’ha portata al tavolo di confronto con il Governo sulla previdenza. Tuttavia Orietta Armiliato ha potuto constatare, con un certo disappunto, che tra le iscritte al Cods la proposta è accolta con freddezza. Per questo ha scritto un post sulla pagina Facebook del Comitato evidenziando che si tratta di un’opportunità “seppur piccola, di provare quanto meno a far valorizzare qualche anno del doppio lavoro svolto in modo che sia colmato qualche buco contributivo che non ci consente di raggiungere magari in via anticipata la meritata pensione”. Un’opportunità di fronte alla quale sembra davvero controproducente storcere il naso. Quasi non si fosse coscienti di quanto sarebbe importante far riconoscere il lavoro di cura svolto dalle donne.

DA RIVALUTAZIONI 50 CENTESIMI IN PIÙ

Dal Governo è arrivata un’apertura a una misura di riforma pensioni per portare la soglia della rivalutazione piena degli assegni a 2.000 euro dagli attuali 1.500. Secondo quanto riporta il sito di Rassegna sindacale, lo Spi-Cgil ha calcolato che ciò porterebbe ai pensionati interessati circa 50 centesimi lordi, 40 netti, in più al mese. “Sono cifre irrisorie che non avranno alcun impatto significativo sui redditi da pensione. Si tratta praticamente di mezzo caffè al mese. Messa così è una presa in giro”, è il commento del Segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti. Intanto Domenico Proietti fa sapere che la Uil “è nettamente contraria all’introduzione di qualsivoglia finestra aggiuntiva su Quota 100. Il Governo commetterebbe un errore gravissimo a percorrere questa strada”. Cosa che ha sottolineato anche Stefano Fassina, deputato di LeU, durante la puntata di Omnibus in onda su La 7. L’ex viceministro dell’Economia si è detto anche pronto a fare le barricate in Parlamento con Lega e Movimento 5 Stelle per difendere Quota 100.

LE RASSICURAZIONI DI CONTE E MARATTIN

Giuseppe Conte dà rassicurazioni sul futuro della riforma pensioni con Quota 100. “Vogliamo conservare Quota 100, perché questo è l’indirizzo politico. Si è ragionato sulle finestre di uscita, ma nulla è stato ancora deciso. Quota 100 comunque rimane, questo senz’altro”, sono le parole del Premier riportate dal sito di Repubblica. Arrivano anche segnali di distensione da Italia Viva. Secondo quanto riporta Mf-Dow Jones, infatti, Luigi Marattin, che aveva proposto di cancellare Quota 100 due giorni fa, ha detto che non c’è intenzione di fare barricate sul tema. “Noi abbiamo detto che se ci fosse un’abolizione immediata siamo disposti a prenderci carico delle poche persone che hanno già firmato accordi per uscire dal mercato del lavoro contando su quota 100”, ha deputato il deputato di Italia Viva, aggiungendo che “se si tratta di aumentare qualche tassa per lasciare quota 100 così com’era l’anno scorso, noi abbiamo qualche dubbio. Ne discuteremo in maggioranza stasera e poi vedremo”. Dal suo punto di vista è più importante evitare l’aumento dell’Iva.

APERTURA SU RIVALUTAZIONE PENSIONI

I sindacati hanno incontrato ieri il ministro dell’Economia Gualtieri e quello del Lavoro Catalfo, in cui si è parlato anche di riforma pensioni. “Abbiamo detto che nel 2020 è utile che quota 100 rimanga così e su questo c’è stato l’impegno di aprire un confronto per arrivare a una revisione della riforma Fornero. C’è il problema della pensione di garanzia dei giovani, di riconoscere le differenze di genere, dei lavori gravosi, della separazione tra previdenza e assistenza. L’impegno che hanno preso è che si può aprire un confronto sull’insieme di questa materia da concludersi entro aprile 2020. Non è un risultato ma lo consideriamo un punto importante”, ha spiegato Maurizio Landini al termine secondo quanto riportato da Askanews. “Non mi sembra ci sia la volontà da parte del ministro del Tesoro e del Lavoro di rivedere in corso d’opera Quota 100”, ha aggiunto Annamaria Furlan. Dal canto suo Carmelo Barbagallo ha parlato di disponibilità, da parte del Governo, di portare la rivalutazione delle pensioni al 100% fino alla soglia dei 2.000 euro, dall’attuale 97%.

LA UIL CHIEDE PASSI AVANTI

La Uil non è molto soddisfatta di come sta procedendo il confronto Governo-sindacati anche sul tema riforma pensioni. “I tavoli tecnici su previdenza e fisco non hanno ancora sortito risultati apprezzabili. Per i lavoratori dipendenti, occorre aumentare le risorse per la riduzione del cuneo fiscale e detassare gli aumenti contrattuali. Per i pensionati e gli anziani, a oggi, non c’è riduzione delle tasse, né rivalutazione delle pensioni, né una legge quadro sulla non autosufficienza e su questi capitoli bisogna dare un segnale chiaro. Così come negativa sarebbe la ventilata introduzione delle finestre per accedere al pensionamento. Insufficienti, infine, sono le risorse per il rinnovo dei contratti”, si legge in una nota del sindacato di Carmelo Barbagallo, che chiede quindi “un significativo passo avanti, con risultati concreti e impegni precisi. Il Governo che ha dimostrato sensibilità nel dialogo sociale, traduca questo positivo atteggiamento in scelte coerenti e conseguenti”. Vedremo quali saranno le prossime mosse del confronto.

SPI-CGIL CHIEDE RISPOSTE CONCRETE

Il giudizio sulle mosse del Governo in tema di riforma pensioni dello Spi-Cgil è abbastanza chiaro. Il Segretario generale Ivan Pedretti, infatti, sulla sua pagina Facebook scrive: “A poche ore dalla presentazione della prossima manovra di bilancio i pensionati italiani sono del tutto spariti dai radar. Non c’è infatti alcun impegno da parte del governo per la definizione di una legge sulla non autosufficienza né sulla rivalutazione delle pensioni e sull’estensione della 14esima”. Il sindacalista ricorda che “all’incontro che abbiamo avuto con il governo appena venerdì scorso era emersa la volontà di dare delle prime risposte anche a milioni di persone anziane e in pensione. Di tutto questo oggi non troviamo più alcuna traccia e questo non va affatto bene”. Pedretti non nasconde che “i pensionati rischiano così di essere fortemente discriminati. Servono segnali precisi e risposte concrete. Se non dovessero arrivare siamo pronti a confermare la nostra mobilitazione scendendo in piazza insieme a Fnp-Cisl e Uilp-Uil il prossimo 16 novembre a Roma”.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI GUERRINI

Remo Guerrini, direttore dei patronati Cisl-Inas Lombardia, non nasconde che in questi giorni, con il timore che il Governo possa intervenire a modificare la riforma pensioni con Quota 100, ci sono state diverse persone che si sono presentate ai patronati “per chiedere informazioni, nel timore di perdere la possibilità”. Il Giorno riporta alcune considerazioni di Guerrini riguardanti i dati sulle domande presentate per accedere a Quota 100. Nel pubblico, infatti, non c’è una profonda differenza tra il numero di domande presentate dalle donne e dagli uomini, come accade invece nel privato. Questo perché nella scuola pubblica “gli insegnanti sono principalmente donne”. In generale, comunque, sul basso numero di domande rispetto alle aspettative hanno pesato anche “valutazioni sull’opportunità di andare in pensione con un assegno inferiore, e in tanti hanno preferito attendere. Un calcolo puramente economico”.

LE PAROLE DI ELSA FORNERO

Valutazioni che, nel caso di modifiche a Quota 100 da parte del Governo, potrebbero cambiare. In questo senso Elsa Fornero, partecipando recentemente a un seminario organizzato dall’Università di Modena e Reggio Emilia, ha rilasciato alcune dichiarazioni a lapressa.it, evidenziando che dal suo punto di vista non bisognerebbe cancellare Quota 100, ma si potrebbe fare qualche correzione dal 2021, spiegando però fin da ora che la misura non verrà rinnovata nel 2022. Come potrebbe essere intenzionato a fare anche l’attuale Governo, che ha come obiettivo proprio quello di arrivare alla fine della legislatura.

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