Riforma pensioni/ Le misure del Decreto milleproroghe

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, il Decreto milleproroghe, che contiene anche misure sulla previdenza, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale

riforma pensioni
La sede dell'Inps (LaPresse)

RIFORMA PENSIONI, LE MISURE DEL MILLEPROROGHE

L’Inps ha comunicato i nuovi tassi effettivi globali medi che possono essere applicati alle operazioni di cessione del quinto da parte dei pensionati italiani relativi al primo trimestre dell’anno. Come spiega pensionioggi.it, tali tassi, variabili a seconda dell’età del richiedente e dell’importo del prestito, possono andare dal 6,53% all’11,42%. Intanto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto milleproroghe e, come evidenzia altalex.com, vi sono misure riguardanti anche i temi di riforma pensioni. In particolare con il pacchetto di misure viene stabilito che “per tutto il 2021, ai pensionati della gestione previdenziale privata, non potranno essere richiesti gli indebiti percepiti relativi al 2018”. Inoltre, “sono sospesi fino al 31 dicembre 2021 i termini di prescrizione per il recupero dei contributi previdenziali ed assistenziali non versati. Quindi la proroga concede più tempo allo Stato per procedere alla riscossione coattiva dei contributi non versati”. Un dettaglio di non poco conto da tenere pertanto ben a mente.

L’INVITO DI GENTILINI AI PENSIONATI

In un’intervista al Corriere del Veneto, l’ex Sindaco di Treviso, Giancarlo Gentilini, invita i cittadini, specie del suo territorio dove è alto il numero di contagi da Covid, a rispettare le regole: “Bisogna stare attenti, lavare le mani, indossare la mascherina”. Tuttavia evidenzia che “un dato momento credo che dovremo convivere con il virus, perché se non muori di Covid muori di solitudine, o senza lavoro. Senza produzione non ci sono tasse. E con cosa pagheremo le pensioni e i servizi? Pensionati pensateci, vaccinatevi e difendetevi”. “Dobbiamo rimettere in moto l’economia e il lavoro, anche rischiando. Dobbiamo arrivare a una buona immunità di gregge. Vivadio, bisogna rischiare. La vita è un rischio. Bisogna anche essere fortunati, come i soldati in guerra, che il primo ad uscire dalla trincea sapeva già che il primo colpo era suo. Dobbiamo tenere duro e affidarci a chi sta cercando una soluzione a questo virus”, aggiunge Gentilini, secondo cui il vaccino anti-Covid “dovrebbe essere obbligatorio, come con la variola (l’anti-vaiolosa)”.

L’IPOTESI QUOTA 102

Non è la prima volta che se ne sente parlare ma negli ultimi giorni si è fatta più “insistente” del solito l’indiscrezione in merito alla prossima riforma pensioni da lanciare al posto della “scaduta” (a fine 2021) Quota 100. Stando al focus sul mondo pensioni di “QuiFinanza.it” le regole post Quota 100 – oltre all’impianto già inserito nell’ultima Manovra di Bilancio 2021 – potrebbero arrivare a considerare le due differenti ipotesi di Quota 41 e Quota 102. Se sulla prima la Lega sta da tempo lavorando ad una proposta di legge, è sulla seconda ipotesi che potrebbero avvenire novità importanti da giugno in poi: la nuova flessibilità di Quota 102 avrebbe un criterio anagrafico ‘peggiorativo’ rispetto alla precedente legge a firma Lega-M5s. Si passerebbe infatti dai 62 ai 64 anni di età, mentre resterebbe fermo il parametro contributivo dei 38 anni: lo scontro tra Governo, sindacati e opposizioni si farà imponente nei prossimi mesi anche perché resta sempre focale il tema delle coperture. Un costo per una nuova flessibilità che potrebbe aggirarsi sui 20 miliardi di euro che, al momento, non pare realizzabile avendo tra l’altro già diversi vincoli europei per i progetti del Recovery Plan. (agg. di Niccolò Magnani)

RIFORMA PENSIONI, IL PUNTO DELLA CIA

In un articolo pubblicato sul sito della Cia Toscana viene ricordato che in tema di riforma pensioni arrivano “poche novità dalla legge di Bilancio 2021” e che “solo la ‘Opzione donna’ ed i “salvaguardati” sono stati attenzionati dal Parlamento. Per gli altri aspiranti alla pensione, tutto resta invariato. Per la pensione anticipata sarà possibile andare in pensione con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne; per la pensione di vecchiaia occorrono 67 anni di età, con almeno 20 anni di contributi; per la Quota100, occorrono 62 anni di età ed almeno 38 anni di contributi (scadenza nel 2021). Chi andrà in pensione anticipata così come andrà in pensione con Quota100, dovrà attendere la ‘finestra mobile’: l’effettivo pensionamento avverrà dopo tre mesi dalla maturazione del requisito contributivo; per i dipendenti pubblici che andranno in pensione con Quota100 la finestra mobile è di sei mesi”. Va ricordato, tuttavia, che per Opzione donna la finestra è ancora più lunga, 12 mesi, e può arrivare fino a 18 per le lavoratrici autonome.

I CAMBIAMENTI PER LA CASSA FORENSE

Come ricorda studiocataldi.it, dal 1° gennaio è entrato in vigore il nuovo Regolamento Unico della Previdenza Forense “deliberato dal Comitato dei Delegati della Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense il 21 febbraio 2020 e approvato con nota del Ministero del Lavoro del 21 luglio 2020 (G.U. 11/8/2020)”. “In sostanza, anche su espressa richiesta dei Ministeri Vigilanti, è stato deciso di raccogliere all’interno di un unico Regolamento la disciplina contenuta nei Regolamenti previgenti, che sono stati sostituiti dal nuovo testo normativo”. Le precedenti norme regolamentari sono dunque state abrogate, ma “resteranno, comunque, consultabili sul sito di Cassa Forense nella sezione Documentazione – Normativa – Statuto e Regolamenti”. Il nuovo Regolamento unico “si compone di 88 articoli che riportano la disciplina contenuta nei 10 regolamenti preesistenti”. Il Presidente della Cassa forense, Nunzio Luciano, ha anche annunciato che “dopo il Regolamento Unico, l’ente previdenziale si è proposto un nuovo importante obiettivo: la revisione del sistema previdenziale forense”.

RIFORMA PENSIONI, MONTANTE CONTRIBUTIVO VERSO RIBASSO

In un articolo pubblicato sul Tempo viene ricordato che “la riforma delle pensioni che ha introdotto il metodo contributivo e che calcola il valore dell’assegno sui contributi effettivamente versati nel corso della vita, rivalutati sulla base di coefficienti agganciati alla crescita dell’economia, presenta il suo conto. Ed è salato”. Questo perché con un Pil in calo il montante contributivo scende “con la conseguenza però che la pensione a cui si può aspirare si decurta. Ed ecco che il meccanismo infernale, perché contabile e dunque applicato senza ‘sentimento’, si sta per tramutare in una corposa sforbiciata per chi lascerà il lavoro quest’anno”, perché scatta “la nuova riduzione dei coefficienti di trasformazione per il montante contributivo”.

LA STIMA DELLA UIL

Il quotidiano romano cita i calcoli della Uil, secondo cui “la penalizzazione sarà di circa 136 euro lordi all’anno per un pensionando di 67 anni che andrà in pensione a gennaio, con un assegno pari a quattro volte il minimo (circa 2.060 euro), rispetto a chi con la stessa età vi è andato a dicembre 2020”. Secondo il Segretario confederale della Uil Domenico Proeitti, “l’attuale meccanismo è penalizzante per i lavoratori e disincentiva la permanenza al lavoro, in netta contrapposizione con il principio alla base del sistema contributivo. Rimandando, infatti, l’accesso alla pensione si incorre nel pericolo di vedere il proprio montante contributivo calcolato con coefficienti più sfavorevoli”. Anche per questo la Cisl, tramite il Segretario confederale Ignazio Ganga, chiede di rivedere il meccanismo nell’ambito del confronto Governo-sindacati sulla previdenza.

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