RIFORMA PENSIONI/ Lo scontro Salvini-Renzi su Quota 100

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, botta e risposta tra Vito Crimi e Matteo Renzi a proposito delle conseguenze del ricorso al Mes da parte dell’Italia. Scontro poi anche con Salvini sulla Quota 100

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Matteo Salvini e Matteo Renzi negli studi di Porta a Porta (LaPresse)

RENZI VS SALVINI SU RIFORMA QUOTA 100

Non sono mancate scambi al “veleno” tra i due “Matteo” della politica nel lungo live di Sky Tg24: Renzi, dopo Crimi, ha incalzato anche l’avversario della Lega Matteo Salvini sul tema della riforma pensioni di Quota 100. «Se ci danno 37 mld, non è come dice la Meloni che bisogna tagliare da altre parti. Ci danno i soldi per spenderli nella sanità, punto. Li chiediamo noi, non perchè siamo geni, perchè abbiamo il debito pubblico, anche perchè qualcuno ha fatto nel governo precedente quota 100 mettendo in difficoltò i conti dello Stato con le pensioni..», spiega il leader di Italia Viva in diretta con Sky, interrotto dal segretario del Carroccio che punto sul vivo replica «Guai a toccare quota 100 per tornare alla Fornero: su questo faremo le barricate dentro e fuori il Parlamento. Lo dico già adesso: se provate a tornare alla legge Fornero, cancellando quota 100, dalla Lega avrete le barricate». Controreplica al vetriolo ancora di Renzi: «Salvini non ti ho interrotto, ti ho fatto parlare e rispettato, ora fai parlare me e se pensi che mi faccia paura una evocazione delle barricate…».

QUOTA 100, LO SCENARIO E LA SCADENZA

Nella rubrica “Esperto Pensioni” a cura della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro su “Repubblica” viene affrontato un tema tutt’altro che di secondo piano nell’appropinquarsi al diritto alla pensione per migliaia di cittadini italiani: in attesa di una riforma strutturata del piano pensioni a partire dal 2021-2022, al momento è ancora la legge “Quota 100” a normare l’uscita dal lavoro e così avviene che per chi matura oggi il “diritto” si ponga il quesito sulla possibilità o meno di sfruttare la regolamentazione anche dopo la fine del 2021 (data di scadenza naturale della Quota 100. Un insegnante con 62 anni e 38 anni di contributi chiede al portale “Esperto pensioni” delucidazioni sulla possibilità di “cristallizzare” il diritto acquisito per poter andare in pensione magari tra due anni: la risposta è affermativa, dato che «una volta maturati i requisiti, potrà essere azionata anche dopo il 31.12.2021 sempre a condizione che residuino risorse dedicate nel bilancio dello Stato, al momento più che abbondanti per l’accantonamento per Quota 100», spiegano i Consulenti del Lavoro, ribadendo come la pensione anticipata di Quota 100 non preveda alcun ricalcolo contributivo. (agg. di Niccolò Magnani)

RIFORMA PENSIONI, IL BOTTA E RISPOSTA CRIMI-RENZI

La riforma pensioni targata Fornero continua a essere citata. Questa volta con riferimento al Mes. Come riporta Adnkronos, infatti, durante un confronto tra politici organizzato da Sky Tg24, Vito Crimi ha fatto notare a Matteo Renzi che i risparmi che si avrebbero ricorrendo al Mes sanitario, pari a circa 300 milioni di euro, “ci costerebbero, per le condizionalità, in termini di impegni e di ulteriori costi per il nostro Paese, e lo abbiamo visto in passato quando ci è stato chiesto di fare le riforme strutturali, pensiamo alla legge Fornero o ad altre legge simili, e non abbiamo nessuna intenzione di ipotecare il futuro per quei trecento milioni”. Il leader di Italia Viva ha voluto far notare: “Che c’azzecca la Fornero. C’è specificato che non ci sono condizionalità, quindi questa frase è falsa, ‘sta cosa della Fornero non sta né in cielo, né in terra”.

IL “LEGAME” MES-PENSIONI

Un botta e risposta, dunque, tra due leader di partito che fanno parte della maggioranza, a dimostrazione che quello del Mes è un tema divisivo al di là degli schieramenti politici, come del resto avviene in materia di pensioni. Al tema del Mes è dedicato anche un articolo di Domenico Cacopardo pubblicato su Italia Oggi, nel quale si ricorda che tra gli oppositori al Meccanismo europeo di solidarietà si fa spesso riferimento agli effetti che il ricorso al Fondo salva-Stati in Grecia, con tagli a sanità e pensioni. “In realtà, la Grecia s’era drammaticamente impoverita per il susseguirsi di governi bancarottieri o quasi, capaci peraltro di truccare i numeri che affluivano agli enti statistici comunitari” e “dopo due anni-due anni e mezzo di gravi sacrifici, quel paese è tornato in bonis”, evidenzia Cacopardo.

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