RIFORMA PENSIONI/ Tridico: dopo Quota 100 non c’è il deserto

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, Pasquale Tridico ha evidenziato che “dopo quota 100 non c’è il deserto nelle anticipazioni pensionistiche”

Pasquale Tridico, presidente INPS
Pasquale Tridico, presidente INPS (Lapresse, 2020)

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI TRIDICO

Pasquale Tridico, in audizione alla Commissione parlamentare di controllo sull’attività degli enti gestori, ha detto che “sulla riforma delle pensioni si è detto poco, anche perché probabilmente non sono ancora iniziati i tavoli di confronto con i sindacati. Ci sono comunque valutazioni che l’Istituto è stato chiamato a fare”. Secondo quanto riporta Radiocor, il Presidente dell’Inps ha evidenziato che “dopo quota 100 non c’è il deserto nelle anticipazioni pensionistiche”, riferendosi alla presenza dell’Ape social e delle norme riguardanti i lavori usuranti. Misure sulle quali, dal suo punto di vista, “si dovrebbe approfondire e intervenire, anche con un intervento molto lieve”. Come riporta il sito del Giornale, Tridico ha anche parlato dell’effetto del Covid sulle pensioni. “Il numero di pensioni per invalidità, vecchiaia e superstiti eliminate per decesso nel 2020 e nei primi mesi del 2021 ha subìto un picco molto forte di circa quasi centomila pensioni eliminate nei mesi di marzo, aprile e maggio del 2020. Poi la malattia ha subito una riduzione forte e anche le pensioni eliminate”, ha spiegato.

APE SOCIALE, L’ULTIMA SCADENZA

Entro il prossimo 15 luglio 2021 scade il termine per la presentazione delle domande per accedere all’Ape sociale: la riforma pensioni prorogata anche per l’intero 2021 vede la scadenza della seconda finestra dell’anno per produrre all’INPS la domanda di certificazione. Si riferisce questa scadenza a tutti i lavoratori che maturano i requisiti per l’Ape sociale fino al 31 dicembre 2021 e che non hanno prodotto la domanda entro il 31 marzo scorso perché ancora non in possesso dei requisiti richiesti, o semplicemente ritardatari. Come noto, l’Inps dà tempo fino al 15 ottobre 2021 per dare una risposta circa l’accoglimento o il rigetto dell’istanza (come nota “PensioniOggi”): ricordiamo che la terza e ultima fase di monitoraggio per l’Ape sociale vedrà dal 16 luglio e il 30 dicembre 2021 la finestra disponibile, con l’Inps che dovrà dare risposta entro il 31 dicembre. «I termini di risposta dell’Inps hanno natura meramente ordinatoria dato che ancora oggi molti lavoratori che hanno prodotto la domanda nel primo scaglione ancora non hanno ricevuto comunicazione di accoglimento o di rigetto», conclude il focus di PensioniOggi. (agg. di Niccolò Magnani)

L’IMPORTANZA DELLA QUATTORDICESIMA

Come noto, a luglio diversi pensionati riceveranno anche la quattordicesima, oltre all’assegno mensile di spettanza. Come riporta padovaoggi.it, secondo Giuseppe Di Girolamo, Segretario generale dello Spi-Cgil Veneto, “la pandemia ha reso ancora più essenziale questa somma aggiuntiva. Non stiamo parlando di cifre che possono cambiare la vita, ma servono per rendere meno difficile questo periodo per certi versi surreale. I soldi sono destinati ai pensionati più poveri ma di certo andranno ad aiutare anche le famiglie di molti anziani, messe in ginocchio dalla pandemia. Rileviamo che la quattordicesima assume ancora più valore considerando che anche quest’anno per le pensioni l’adeguamento al costo della vita, la cosiddetta perequazione, è praticamente nulla. E così i pensionati di anno in anno vedono eroso il proprio potere d’acquisto e contro questa ingiustizia continueremo a lottare senza sosta”. Di Girolamo ricorda anche che tra le misure di riforma pensioni richieste dai sindacati c’è anche l’allargamento dei beneficiari della quattordicesima.

I PROBLEMI DI ALCUNI UFFICI POSTALI

Si avvicina il momento del pagamento delle pensioni presso gli uffici postali ed Edoardo Cioni della segreteria provinciale Confsal di Grosseto, come riporta ilgiunco.net evidenzia come “la pressoché totale assenza di turn-over genera molteplici disagi. In particolare, tra questi, vorremmo sottolineare l’aumento dei distacchi del personale, al fine di colmare le assenze in uffici che presentano forti criticità”. Il sindacalista spiega che “molti uffici continuano a lavorare sottodimensionati. Tra i casi più eclatanti, ricordiamo l’ufficio di Grosseto Centro, Follonica Centro e Grosseto 4. Ora che siamo entrati nel periodo estivo, anche negli uffici turistici si registrano disagi e, molto spesso, per assicurare il servizio, gli stessi Direttori sono costretti a svolgere attività di sportello. Anticipare il pagamento delle pensioni si è rivelata un’arma a doppio taglio. Molti lavoratori part-time hanno contratti con modulazione oraria adatta a coprire soltanto i primi periodi del mese, ma il pagamento delle pensioni è stato anticipato al 26 del mese precedente, per cui ci sono alcuni giorni in cui la carenza di organico è ancora più evidente”.

RIFORMA PENSIONI, LA LETTERA APERTA A DRAGHI

In una lettera aperta a Mario Draghi, riportata da firstonline.info, Massimo Angrisani ricorda che il passaggio al sistema di calcolo contributivo non è sufficiente per la sostenibilità del sistema pensionistico. “Un conto è la modalità di calcolo della pensione altro conto è il sistema finanziario di gestione. Certo in ambito contributivo la gestione finanziaria è fattibile in modo certo ed efficace, ma bisogna conoscere la relativa teoria”, scrive il professore di Metodi Matematici dell’Economia e delle Scienze Attuariali e Finanziarie, evidenziando tra l’altro che non basta una forte ripresa economica a risolvere il problema, vista la crisi demografica in atto. Dunque, “pensare di ampliare la spesa pensionistica, come da più parti si paventa, avrebbe un impatto fortemente oneroso e di lungo periodo sul sistema, finendo con il gravare pesantemente sulle generazioni future”.

IL PROBLEMA DEL DEBITO PENSIONISTICO

Per questo Angrisani ritiene “opportuno che prima di assumere nuove misure di allargamento della spesa sia necessaria una verifica della sostenibilità del sistema pensionistico italiano che parta dal grado di indebitamento del sistema stesso. È necessario, a mio avviso, calcolare con esattezza il debito del sistema pensionistico e in funzione di questo pianificare degli interventi”. Anche per questo il suo invito al Premier è anche quello di “considerare l’opportunità di tornare a rendere di gestione pubblica l’informazione sul Sistema Previdenziale italiano con il ripristino del Nucleo di Valutazione della Spesa Previdenziale”.

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