Riforma pensioni/ Il Governo punta a Quota 102

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, per il post-Quota 100 il Governo sembra prediligere Quota 102 e pensa di rivedere i requisiti per chi svolge lavori gravosi

roberto gualtieri
Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri (LaPresse)

RIFORMA PENSIONI, IL GOVERNO PUNTA A QUOTA 102

Si stanno rincorrendo molte ipotesi su quella che potrebbe essere la misura di riforma pensioni chiamata a sostituire Quota 100 dal 2022. Secondo Il Messaggero, la soluzione “preferita” dal Governo sarebbe quella di alzare di due anni il requisito anagrafico di Quota 100, realizzando una sorta di Quota 102, con almeno quindi 64 anni di età e 38 di contributi. Inoltre, questa soluzione prevederebbe “un taglio del 2,8-3% della parte di pensione calcolata con il calcolo contributivo”. Va da sé una soluzione simile avrebbe in parte gli stessi “problemi” evidenziati riguardo a Quota 100, ovvero che sarebbe più facilmente accessibile per gli uomini rispetto alle donne, stante che per quest’ultime raggiungere i 38 anni di anzianità contributiva non è cosa da poco. Quota 102 costerebbe circa 8 miliardi di euro. Secondo il quotidiano romano, l’esecutivo starebbe anche studiando un ampliamento della possibilità di ricorrere al pensionamento anticipato per chi svolge lavori gravosi, andando a cambiare parte dei requisiti richiesti per l’accesso all’Ape social.

LE PAROLE DI GHISELLI E RENZI

Anche Roberto Ghiselli interviene nel dibattito creato dalle ultime dichiarazioni di Giuseppe Conte in tema di riforma pensioni. “Quota 100 non ha cancellato la legge Fornero… Se il Parlamento non interviene con una nuova legge dal 2022 tutto tornerà come prima. Il confronto in corso tra governo e sindacati ha l’obiettivo di una riforma della previdenza, basata sulla flessibilità e sul riconoscimento dei lavori gravosi, di cura, delle donne, dei precoci e di chi ha carriere deboli o discontinue. Sosterremo questo confronto con responsabilità e coerenza e, se necessario, con la mobilitazione della nostra gente”, scrive il Segretario confederale della Cgil sul proprio profilo Facebook. In un video su Twitter Matteo Renzi, come riporta online-news.it, evidenzia che Conte “ha detto una cosa importantissima, ha detto basta quota 100, basta cioè questa misura demagogica, populista, che proprio i Cinquestelle, insieme a Salvini, avevano voluto nel governo gialloverde. Si volta pagina. Noi abbiamo lottato per questo, perché le pensioni sono un argomento serio, delicato, non possono essere oggetto di spot populisti”.

DURIGON: DIKTAT UE PER PEGGIORARE RIFORMA PENSIONI

Ospite di Radio Cusano Campus, Claudio Durigon ha parlato dell’annunciato mancato rinnovo di Quota 100 dopo il 2021. “Se si vuole togliere quota 100 ci deve essere una strategia. Se l’alternativa è tornare alla legge Fornero ci barricheremo dentro il parlamento”, ha detto il deputato della Lega, evidenziando come sembra “ci sia un diktat da parte dell’Europa, ma non per migliorare la riforma delle pensioni, bensì per peggiorarla”. Manlio Di Stefano, ospite di Omnibus, la trasmissione in onda su La7, ha invece evidenziato che il Movimento 5 Stelle ha votato in favore di Quota 100 con l’obiettivo di arrivare poi a una riforma delle pensioni organica “e il lavoro che sta facendo la ministra Catalfo è di creare entro la fine del 2021 un sistema di riforma totale delle pensioni, che ovviamente risolva tutti quei problemi che il centrodestra stesso ha appoggiato quando sosteneva il Governo Monti, quindi con la riforma Fornero e il caos che si è creato”. Secondo il sottosegretario agli Esteri, dal momento che ci sarà una riforma pensioni prima del 2021 diventerà inutile parlare di abolizione di Quota 100.

RIFORMA PENSIONI, RENZI D’ACCORDO CON CONTE

Le parole di Giuseppe Conte su Quota 100 se hanno da un lato scatenato la reazione di Matteo Salvini, dall’altro hanno trovato l’approvazione di Matteo Renzi. “L’abolizione di Quota 100 è una svolta importante. Dopo aver cambiato linea in Europa, torniamo alla serietà sulle pensioni rimediando ancora ai danni del governo populista. Prossimo obiettivo: il Mes”, ha dichiarato in una nota il leader di Italia Viva. Ai microfoni di Radio 24 anche il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano ha detto di essere d’accordo con il Premier sul no al rinnovo di Quota 100. Walter Rizzetto, invece, sulla propria pagina Facebook ha condiviso un video in cui Luigi Di Maio dichiarava la propria contrarietà alla cancellazione di Quota 100, anche per evitare di creare nuovi esodati. “Ora, Luigi, glielo spieghi tu a Giuseppe che non troverà i voti necessari per “creare nuovi esodati ed abolire #Q100” in Parlamento? Fammi sapere. Grazie”, ha scritto il deputato di Fratelli d’Italia sempre molto attento ai temi di riforma pensioni. 

IL VALORE DEI LAVORI DI CURA

Tra le richieste dei sindacati al Governo in tema di riforma pensioni c’è quella di valorizzare i lavori di cura svolti dalle donne. Infatti, come scrive su Il Sole 24 Ore Vittorio Pelligra, “è necessario riconoscere che, se il lavoro è certamente cura, non sempre la cura è considerata lavoro”. Tanto che, essendo la “remunerazione” del lavoro di cura così bassa, si chiede il Professore associato di Scienze economiche all’Università di Cagliari, “non dovremmo forse aspettarci una riduzione della sua offerta? Una riduzione della disponibilità, soprattutto da parte delle donne ad essere esclusive e, al tempo stesso, disconosciute, responsabili del lavoro di cura? E infatti, questo è proprio ciò che osserviamo: la crisi demografica è una conseguenza di questo mancato riconoscimento, così come la crescente instabilità dei nuclei familiari e l’aumento delle spese private per l’acquisto di servizi assistenziali. Sono tutti sintomi, alcuni tra i molti, dello stesso fenomeno”. Valorizzare il lavoro di cura ai fini previdenziali, come chiede da tempo il Cods, sarebbe quindi un intervento molto importante.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI DAMIANO

L’annuncio di Giuseppe Conte riguardante la volontà del Governo di non prorogare Quota 100 non sorprende Cesare Damiano, che evidenzia “come tutti sanno questa misura del governo giallo-verde era a tempo, cioè una tantum. Infatti, scade al 31 dicembre del prossimo anno: sarebbe stato meglio chiamarla Finestra 100”. Secondo quanto riporta formiche.net, l’ex ministro del Lavoro spiega che a questo punto occorre che dal confronto Governo-sindacati in tema di riforma pensioni esca una misura di flessibilità per evitare il ritorno dello “scalone Monti-Fornero” e sottolinea che “i 38 anni di contributi previsti da Quota 100 sono troppi: escludono coloro che, soprattutto le donne, non hanno carriere continuative”. Da Damiano arriva anche l’invito a non dimenticare “gli ultimi esodati”.

SALVINI TORNA SULL’ANNUNCIO DI CONTE

Matteo Salvini, ospite di Mezz’ora in più, la trasmissione di Rai 3, evidenzia però che ci troviamo in un periodo in cui “sono a rischio milioni di posti di lavoro. Se uno viene lasciato a casa a 57 anni e torna la Fornero con la pensione a 67 anni come fa? Va a rubare?”. Per questo, secondo il leader della Lega, “rimettere la Fornero sarebbe un enorme danno. Lotteremo in parlamento: l’obiettivo è quota 41, e non cancellare opzione donna. Non staremo a guardare. Se e quando porteranno in parlamento qualcosa, faremo battaglie determinate perché in un momento di crisi col lavoro degli italiani non si scherza”. Salvini sottolinea anche che la Lega è estranea alla decisione presa dall’attuale Governo di alzare lo stipendio del Presidente dell’Inps Tridico.

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