RIFORMA PENSIONI/ Gnecchi (Inps): serve educazione previdenziale

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, secondo Marialuisa Gnecchi, in Italia occorrerebbe un’opera di educazione previdenziale

Sito Inps in tilt 1 aprile
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LE PAROLE DI GNECCHI

In un articolo pubblicato su pensionipertutti.it, Marialuisa Gnecchi ricorda che l’attuale situazione che vede tantissimi italiani costretti a restare in casa non è uguale per tutti. “Paradossalmente in questa situazione non è cambiata la disponibilità di risorse solo per i pensionati, a maggior ragione bisogna pensare quanto sia importante godere di una pensione dignitosa che ti permetta di vivere. Questo a conferma di quello che diciamo sempre: la pensione è il riassunto della vita lavorativa, delle retribuzioni, dei guadagni, della contribuzione versata”. La vicepresidente dell’Inps evidenzia anche che “le pensioni delle colf e delle badanti sono pensioni bassissime e per tutte coloro che hanno il primo contributo dopo l’1.1.96 non c’è neanche il salvataggio dell’integrazione al trattamento minimo, perché per le pensioni con il calcolo contributivo non è previsto e non è ancora stato sostituito da un’altra misura”. Dal suo punto di vista in Italia occorrerebbe “un’opera di educazione previdenziale e questa potrebbe essere l’occasione giusta”, visto che le persone sono a casa e avrebbero tempo di documentarsi.

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SIGLATA CONVENZIONE TRA CARABINIERI E POSTE ITALIANE

È arrivata la conferma della stipula di una convenzione tra Poste Italiane e l’Arma dei Carabinieri grazie alla quale gli anziani over 75 che ricevono la pensione sul conto postale e la riscuotono normalmente in contanti presso gli uffici postali potranno “chiedere di ricevere gratuitamente le somme in denaro presso il loro domicilio, delegando al ritiro i Carabinieri. Il servizio non potrà essere reso a coloro che abbiano già delegato altri soggetti alla riscossione, abbiano un libretto o un conto postale o che vivano con familiari o comunque questi siano dimoranti nelle vicinanze della loro abitazione”. In una nota si legge che “in base alla convenzione appena sottoscritta i Carabinieri si recheranno presso gli sportelli degli Uffici Postali per riscuotere le indennità pensionistiche per poi consegnarle al domicilio dei beneficiari che ne abbiano fatto richiesta a Poste Italiane rilasciando un’apposita delega scritta. I pensionati potranno contattare il numero verde 800 55 66 70 messo a disposizione da Poste o chiamare la più vicina Stazione dei Carabinieri per richiedere maggiori informazioni”.

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QUOTA 41 ADDIO?

La situazione della riforma pensioni è evidentemente “in stand by” dato la crisi economica in corso che non permette o quasi alla politica di concentrare sforzi diversi dall’attualità: ma è proprio l’emergenza sanitaria ed economica della pandemia da coronavirus che rischia di avere comunque già pesanti ripercussioni per l’immediato futuro anche sul fronte previdenziale. Congelato l’intero discorso sullo stop o meno della Quota 100 e l’adozione della Quota 41, ad esempio: la crisi fortissima italiana e non solo rischia di vedere improbabile l’adozione di uno strumento che manderebbe in pensione con 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica.

Restano poi le disquisizioni sull’attuale riforma pensioni ancora in uso, ovvero la Quota 100: nella recente intervista di Renato Brunetta a Il Giornale, l’esponente di Forza Italia ha commentato «Un Paese che si permette di buttare 15 miliardi sul reddito di cittadinanza e Quota 100 si può permettere di garantire alle aziende liquidità e la cassa integrazione ai lavoratori». Non solo, per Brunetta «Lo Stato deve garantire la liquidità bancaria per il tempo necessario alle aziende dei settori più colpiti. Il secondo strumento è la cassa integrazione in deroga. Lo Stato deve garantire lo stipendio ai lavoratori di tutti i settori esclusi dalla cassa». (agg. di Niccolò Magnani)

FONDI PENSIONI PER “PAGARE” LA CRISI?

La proposta arriva direttamente dal Presidente del Fondo Pensione “FonTe” e mira a rendere disponibili allo Stato parte del patrimonio di fondi pensione e casse di previdenza per “finanziare” la ricostruzione dell’Italia dopo l’emergenza coroanvirus, financo a pagare l’emissione di Eurobond. «Sembra ancora lontano il percorso che forse alla fine porterà al varo di uno strumento di debito europeo come quello degli Eurobond. Quanto meno perché la mancanza di un vero e proprio bilancio comune, e quindi di una politica fiscale europea, rende oggi ancora di difficile realizzazione quel percorso», spiega Maurizio Grifoni con un fondo sul Quotidiano Nazionale. Per il n.1 di FonTe, «Fondi Pensione e Casse di Previdenza potrebbero trovare in questi bond rendimenti interessanti grazie alle lunghe scadenze con cui verrebbero emessi, contenendo al massimo il profilo di rischio e senza problemi di liquidità anche grazie all’orizzonte temporale dei loro investimenti. Ovviamente con adeguati sistemi di incentivazione che azzerino la tassazione sui rendimenti generati da questi titoli di scopo».

RIFORMA PENSIONI, NOVITÀ PER RITIRO ASSEGNI

Sembrano esserci novità in arrivo per il ritiro delle pensioni dei mesi di maggio e giugno. Nei giorni scorsi, com’è noto, non sono mancati dei problemi fuori dagli uffici postali o bancari, dove si sono formati in taluni casi, delle code non certo sicure vista l’utenza e l’emergenza coronavirus in atto. E se a Isoletta d’Arce, comune nel frusinate, come spiega Il Messaggero, da oggi riapre l’ufficio postale, cosa che potrà essere di sollievo per i cittadini, sembra che gli italiani con più di 75 anni potranno ricevere la pensione direttamente a casa grazie al coinvolgimento dei Carabinieri.

IL COINVOLGIMENTO DEI CARABINIERI

Lo scrive infodifesa.it, spiegando che “il pensionato chiamerà il numero verde o la stazione CC e i Carabinieri, in un servizio appositamente comandato per le esigenze COVID19, procederanno a recapitare l’importo. I titolari di pensione dovranno firmare solo una delega che sarà dunque consegnata a Poste Italiane dai Carabinieri operanti”. Sembra che questa iniziativa incontri il favore del Comandante generale dell’Arma, Giovanni Nistri, e la presenza capillare dei Carabinieri sul territorio dovrebbe aiutare a rendere tale servizio particolarmente diffuso e apprezzato. Anche per evitare spiacevoli casi, come quelli che si sono verificati a Perugia di cui parla Il Messaggero, con tentativi di scippi ai danni dei pensionati che si erano recati a ritirare l’assegno alle Poste. Con il coinvolgimento dei Carabinieri la sicurezza sarà garantita e non si correranno rischi di sorta.

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