RIFORMA PENSIONI/ Catalfo e la soluzione per gli esodati

- Lorenzo Torrisi

Nunzia Caltalfo è stata ospite ieri di Radio Anch’io e ha parlato anche di riforma pensioni, rispondendo a una domanda sugli esodati

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Nunzia Catalfo, Ministro del Lavoro (LaPresse, 2020)

CATALFO E LA SOLUZIONE PER GLI ESODATI

Nunzia Caltalfo è stata ospite ieri di Radio Anch’io, la trasmissione in onda su Radio 1 e le è stata posta una domanda, pervenuta da diversi ascoltatori, circa gli interventi che si intendono adottare per risolvere l’annoso problema degli esodati ancora privi di salvaguardia nonostante siano passati più di otto anni dal varo della Legge Fornero. La ministra del Lavoro ha spiegato che il tema è stato sul tavolo nel confronto sulla riforma pensioni tra Governo e sindacati che si è tenuto martedì. “Faremo una verifica tecnica insieme all’Inps per vedere quale platea è rimasta fuori e va tutelata e nel caso ovviamente provvederemo”, ha aggiunto Catalfo. Si spera che questa volta si proceda davvero al varo di una nona salvaguardia, considerando che è dalla fine della precedente legislatura che se ne parla, ma non è mai stato preso un vero provvedimento. La questione dovrebbe quindi essere ben nota al mondo politico, che però ancora tarda a prendere le adeguate e opportune decisioni per ristabilire equità e giustizia.

CAZZOLA CONTRO I SINDACATI (E SALVINI)

“Che dire? I giovani noi li tuteliamo da pensionati. Salvini non tornerà al governo per lungo tempo o – ci auguriamo – mai più. Ma c’è qualcuno che non disdegna di raccogliere dal fango le sue proposte in tema di pensioni”. Con queste parole piuttosto dure Giuliano Cazzola conclude una sua analisi, pubblicata su startmag.it, relativa al confronto tra Governo e sindacati sulla riforma pensioni, in particolare analizzando le richieste della Cgil e le dichiarazioni del Segretario generale Maurizio Landini e di quello confederale Roberto Ghiselli. Per l’ex deputato, anziché puntare sulle politiche attive del lavoro e la riconversione professionale per quanti perderanno il posto a causa della crisi in atto, i sindacati cercano “di ottenere dal governo un ulteriore utilizzo del sistema pensionistico alla stregua di un ammortizzatore sociale privilegiato. Per loro non è importante l’equilibrio del sistema pensionistico, ma le possibilità di allargare il più possibile il ‘rifugio’ nel pensionamento anticipato”.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI PEDRETTI

In tema di riforma pensioni, giovani e anziani vengono spesso divisi e messi su due diversi versanti pronti a darsi battaglia. Anche per questo lo Spi-Cgil, come spiega il suo Segretario generale Ivan Pedretti, ha deciso di avviare “una collaborazione stretta e quotidiana” con l’Unione degli universitari e la Rete degli studenti, “con cui da tempo condividiamo idee, progetti e iniziative su tutto il territorio nazionale. A queste organizzazioni studentesche ci lega un rapporto antico, che si rinnova anno dopo anno e che ora è stato ulteriormente aggiornato ampliando sempre di più le ragioni del nostro stare insieme”. Come riporta italiannetwork.it, secondo Pedretti, occorre anche un intervento “per colmare un vuoto di rappresentanza che riguarda i giovani”.

LA QUESTIONE PREVIDENZIALE PER I GIOVANI

Da questo punto di vista, il sindacalista ritiene necessario “rafforzare la contrattazione sociale territoriale individuando le nostre comuni priorità rivendicative in particolare verso il trasporto pubblico, sulle tariffe dei servizi, sull’accesso alla cultura, sull’assistenza sanitaria per i fuorisede, sul grande tema della casa e degli affitti e sul recupero di immobili inutilizzati, anche di quelli confiscati alle mafie”. C’è poi ovviamente anche “la questione previdenziale, estremamente rilevante per i giovani e che dovrà essere affrontata all’interno della più generale vertenza sulle pensioni per assicurare un trattamento pensionistico adeguato e dignitoso alle future generazioni”. Tema che, come ricordato da Pedretti, è tra quelli oggetto del confronto tra Governo e sindacati.

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