Riforma pensioni/ Ghiselli: legge delega per il post-Quota 100

- Lorenzo Torrisi

Roberto Ghiselli ha ricordato che il tavolo aperto tra sindacati e Governo puntata a mettere a punto, nell’arco del 2021, una riforma pensioni che entri in vigore dal 2022

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RIFORMA PENSIONI, GHISELLI SUL POST-QUOTA 100

In un video-intervento in cui ha parlato dei temi previdenziali con Democrazia e Lavoro Cgil, Roberto Ghiselli ha ricordato che il tavolo aperto tra sindacati e Governo puntata a mettere a punto, nell’arco del 2021, una riforma pensioni che entri in vigore dal 2022, cioè alla scadenza di Quota 100. L’esecutivo dovrebbe inserire questa riforma non nella prossima Legge di bilancio, ma in un’apposita legge delega, e dovrebbe anche valersi delle conclusioni delle commissioni tecniche relative all’allargamento dei lavori gravosi e alla separazione tra previdenza e assistenza. Il Segretario confederale della Cgil non ha nascosto il fatto che è difficile essere ottimisti su quale sarà il risultato del confronto, dato che se al tavolo con i rappresentanti dell’esecutivo si trovano convergenze, poi non passa inosservato il fatto che il Premier Conte parla di tante riforme, ma mai di quella delle pensioni. Sarà dunque importante tenere alta l’attenzione su questo tema, anche con mobilitazioni, ha evidenziato Ghiselli.

MARIO MONTI: “LEGGE FORNERO COLPA DELLA LEGA”

Intervenendo a “L’Aria du Domenica” l’ex Premier Mario Monti difende la riforma pensioni targata Elsa Fornero sotto l’egida del suo Governo “di unità nazionale”: non solo, per farlo contesta i suoi detrattori, a cominciare da Matteo Salvini e dalla Lega. «È stato mostruoso, non avrebbe fatto la campagna contro Elsa Fornero se non fosse una donna», contesta il professore ed economista della Bocconi. «Salvini critica la Fornero in modo aspro e poi i social moltiplicavano quegli insulti», prosegue Mario Monti mentre sempre in collegamento la stessa Fornero ribadisce «Salvini è il suscitatore dei quegli insulti». Chiosa finale sul tema del futuro pensionistico e delle lotte politiche: «Salvini deve ricordare che la crisi finanziaria che noi abbiamo dovuto rimediare è stata causata dal suo partito che ha mollato Berlusconi e gli ha impedito di fare per tempo una riforma pensioni più dolce e graduale». (agg. di Niccolò Magnani)

INPGI APPROVA UNA TANTUM PER DICEMBRE

Nella sua newsletter l’Inpgi segnala che “anche quest’anno, per il nono anno consecutivo”, è stato deciso di erogare, tramite un fondo alimentato con il contributo di 5 euro mensili versato dai giornalisti attivi, insieme alla tredicesima un importo un tantum di 2.000 euro per i pensionati con reddito fino a 35.000 euro l’anno e di 1.500 euro per i pensionati superstiti con reddito riferito all’intero nucleo familiare fino a 14.000 euro l’anno. Complessivamente avranno diritto a tale erogazione 444 pensionati diretti 13 nuclei familiari superstiti. “Anche quest’anno il Fondo di Perequazione ha deciso di tutelare i colleghi che percepiscono pensioni basse; tale intervento è stato reso possibile grazie alla solidarietà intergenerazionale dei colleghi attivi, sui quali, tra l’altro, negli ultimi anni ha fortemente influito la crisi del settore editoriale e la conseguente contrazione dell’occupazione e il ricorso agli ammortizzatori sociali”, sono le parole della Presidente dell’Inpgi Marina Macelloni.

RIFORMA PENSIONI, LA NOVITÀ PER I COMMERCIALISTI

Novità importanti arrivano per gli iscritti alla Cassa Dottori Commercialisti, dato che è stata  approvata dai Ministeri competenti la delibera assunta dall’Assemblea dei Delegati che prevedendo la proroga per il decennio 2023-2032 del meccanismo di accredito di quota parte della contribuzione integrativa sui montanti degli iscritti, ne aumenta anche la percentuale relativa. Come viene spiegato in un comunicato, tale misura, infatti, era stata temporaneamente riconosciuta per il periodo dal 2013 al 2022, e prevedeva che una percentuale pari all’1% del volume d’affari Iva del professionista venisse accantonato sui montanti individuali, in misura inversamente proporzionale all’anzianità contributiva.

APPROVATO IL BUDGET 2021 DI INARCASSA

Con la nuova delibera approvata dai Ministeri – oltre ad allungarsi il periodo di beneficio –  si innalza  la quota riconosciuta sui montanti che passa all’1,5%, con l’effetto di incrementare l’adeguatezza delle prestazioni previdenziali nella parte calcolata con il metodo contributivo. Intanto il comitato nazionale dei delegati di Incarcassa, la Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti, ha approvato il budget 2021 in cui di prevedono un flusso di entrate contributive al di sopra di 1 miliardo di euro e un avanzo economico di circa 352 milioni, nonostante l’impatto negativo della crisi epidemiologica da Covid-19. Iscrizioni e cancellazioni sono ipotizzate in linea con l’andamento dell’anno precedente, con la previsione di circa 169.000 iscritti e 42.000 pensioni in erogazione a fine 2021.

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