RIFORMA PENSIONI/ I paradigmi da cambiare per misure più efficaci

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, le parole di Orietta Armiliato sulla necessità di rivedere i paradigmi con cui presentare proposte sulle misure

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I PARADIGMI DA CAMBIARE

In un post pubblicato sulla pagina Facebook del Comitato Opzione donna social da lei amministrato, Orietta Armiliato lancia un importante messaggio alle iscritte/agli iscritti: “Se si auspica ad una riforma pensionistica che sia più equa e più inclusiva di quella attuale, proviamo a cambiare i paradigmi, vi pare? Quindi, più che continuare a rimanere ancorati a misure che, per come sono scritte attualmente, non ricalcano esattamente quelle che sono le esigenze di oggi dei più, vuoi perché obsolete o restrittive piuttosto che stringenti o quant’altro, proviamo ad indirizzare la nostra visione verso qualcosa che possa maggiormente appagare quella che è l’espressione dei nostri bisogni correnti”. Intanto arezzonotizie.it segnala che tra il vicesindaco Lucia Tanti e il coordinamento Unitario Pensionati del Lavoro Autonomo – Cupla è stato raggiunto un accordo per “un tavolo di lavoro e di continuo confronto aperto ed un calendario già definito per tutto il 2022”. Il prossimo appuntamento è in programma per domani, venerdì 28 gennaio.

DATI INPS SULLE PENSIONI NEL 2021

Nell’ultimo rapporto dell’Osservatorio Inps sul monitoraggio dei flussi di pensioni si scopre un netto calo dei nuovi assegni nell’anno appena concluso, in attesa di capire ovviamente che tipo di conseguenze avranno le nuove misure della riforma pensioni approvata in Manovra per l’anno 2022.

Il totale delle pensioni con decorrenza nel 2021 è di 815.461, a fronte di 864.699 liquidate con decorrenza nel 2020: un calo del 6% netto, con dati comprendenti pensioni di vecchiaia, fondo pensioni e pensioni anticipate. Precisamente, -13,2% di pensioni erogate nel settore pubblico mentre è calo del 3.9% in quello privato: Diminuiscono anche le pensioni dei lavoratori autonomi: -12% i coltivatori diretti, coloni e mezzadri; -5,8% gli artigiani; -6% i commercianti; -3,2% i parasubordinati. In ultima analisi, il report aggiorna anche l’importo medio mensile relativo agli assegni: si passa dai 1.237 euro del 2020 a 1.203 euro nel 2021 (-2,7%); aumentano invece gli assegni sociali, che passano da 70.226 nel 2020 a 74.450 nel 2021 (+6%). (agg. di Niccolò Magnani)

LA RICHIESTA DEI SINDACATI AL MINISTERO DELL’ISTRUZIONE

Il ministero dell’Istruzione ha spiegato ai sindacati che presto verrà data la possibilità a chi nel mondo della scuola desidera usufruire di Quota 102 e Opzione donna di presentare la relativa domanda entro il 28 febbraio. “L’altra novità riguarda l’istituto dell’Ape sociale per le professioni gravose, esteso ai docenti di scuola primaria, che segue procedure e tempistiche differenti”, spiega la Flc-Cgil in una nota, in cui evidenzia che “le Organizzazioni Sindacali hanno segnalato come l’incongruenza tra le scadenze per la presentazione delle domande di pensione e l’approvazione della Legge di Bilancio costringa spesso le persone a scelte premature rispetto al delinearsi di tutti i possibili canali d’uscita. È necessario quindi, in questa seconda fase, consentire alle lavoratrici e ai lavoratori della scuola di optare, ove sussistano, per condizioni più favorevoli introdotte dalla recente normativa, prevedendo l’eventuale revoca dell’istanza precedentemente presentata. L’Amministrazione si è impegnata a verificare”.

L’APPLICATIVO PENSAMI DELL’INPS

Come ricorda Adnkronos, Inps ha reso disponibile sul proprio sito l’applicativo “Pensami”, acronimo di “Pensione a misura”, che consentirà a ogni utente di “visualizzare i possibili scenari pensionistici che gli si prospettano e quindi orientarsi tra le diverse possibilità legate alla sua particolare posizione. L’applicativo si articola su tre livelli da percorrere in sequenza obbligata, che forniscono informazioni sulle prospettive di accesso alla pensione via via più approfondite a fronte di domande più specifiche”. Il primo livello fornisce informazioni “sulle principali prestazioni pensionistiche alle quali il richiedente può accedere valorizzando tutta la contribuzione”. Il secondo livello “fornisce la decorrenza teorica delle prestazioni contemplate nel primo livello”. Il terzo livello “consente di avvalersi di alcuni istituti che influiscono sul diritto e sul sistema di calcolo delle pensioni (ad esempio, servizio militare, valorizzazione della contribuzione accreditata presso le casse professionali, ecc.) e di visualizzarne gli effetti sui propri scenari pensionistici”.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI CIGNA

Oggi è in programma un nuovo confronto tra Governo e sindacati sulla riforma delle pensioni e uno dei temi che verrà affrontato è relativo al futuro previdenziale dei giovani. In un articolo pubblicato su collettiva.it, Ezio Cigna ricorda che la proposta della Cgil “è quella di garantire una pensione contributiva di garanzia, per tutti i soggetti assicurati dopo il primo gennaio 1996, da inserire all’interno delle logiche dell’attuale schema contributivo, nel mix tra anzianità ed età di uscita, garantendo un trattamento di pensione di garanzia. Ossia, più cresce la contribuzione e l’età più l’assegno di garanzia cresce. In questo modo, si incentiva il versamento e il posticipo al pensionamento”. Alla contribuzione effettivamente versata, aggiunge il responsabile nazionale previdenza della Cgil, andrà aggiunta quella “valorizzata”.

LA PROPOSTA DELLA CGIL PER I GIOVANI

Si tratta di fatto di riconoscere a livello contributivo “tutti quei periodi di non versamento contributivo, come, la formazione, le politiche attive, stage, tirocini, buchi contributivi, lavoro di cura, potremmo dire tutti quei periodi che si ritiene abbiano la necessità di essere ‘presi in carico’. Quindi, la somma della contribuzione versata e quella valorizzata, legata a una certa età di uscita, determinerà un importo di pensione, che con il crescere degli anni di età, o dei contributi versati, potrebbe aumentare. Di fatto questa misura destinerebbe la risorse unicamente a quei soggetti che effettivamente hanno problemi d’inadeguatezza della pensione e incentiverebbe a stare nel mercato del lavoro versando contribuzione, dato che la garanzia cresce con l’aumento della contribuzione o dell’età di ritiro”.

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