RIFORMA PENSIONI/ Assegni integrati a mille euro in Campania

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, la Regione Campania ha deciso di varare un piano per l’emergenza socio-economica determinata dal coronavirus

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LaPresse
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PENSIONI INTEGRATE A 1.000 EURO IN CAMPANIA

La Regione Campania ha deciso di varare un piano per l’emergenza socio-economica determinata dal coronavirus del valore di 604 milioni di euro. Tra gli interventi c’è anche un “sostegno straordinario a favore dei pensionati titolari di pensioni sociali e di assegni sociali (75.665 persone)”. Concretamente, “nei mesi di maggio e di giugno prossimi, a tutti i pensionati che percepiscono dall’Inps un importo mensile inferiore a 1.000 euro la Regione Campania erogherà un contributo tale da garantire i 1.000 euro al mese. Poiché l’importo medio mensile erogato dall’INPS a questi soggetti è pari a 497 euro, la Regione Campania coprirà mediamente i restanti 503 euro”. Questo contributo potrà essere utilizzato per “servizi di assistenza socio-sanitaria domiciliare; servizi a domicilio per la consegna della spesa alimentare, l’acquisto medicinali, commissioni varie; acquisto di strumenti informatici o tecnologie per favorirne l’autonomia; acquisto di dispositivi igienico sanitari di protezione individuale”.

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LE PAROLE DI CAZZULLO

Rispondendo alla lettera di un lettore del Corriere della Sera, Aldo Cazzullo interviene sul dibattito relativo al comportamento tenuto dalla Germania finita nel mirino dell’opinione pubblica italiana per l’avversità mostrata verso i coronabond. Il giornalista scrive che “la Germania, come tutti in Europa, fa i propri interessi. Diffida di noi e, sinceramente, è difficile darle torto. Il pensiero di pagare gli stipendi ai forestali della Magna Grecia e le pensioni ai falsi invalidi non entusiasma i contribuenti tedeschi. Dovremmo dar loro garanzie che il debito condiviso a livello europeo servirà a tamponare l’emergenza sanitaria e a far ripartire la nostra economia; il che è pure nell’interesse della Germania”. Second Cazzullo, “questo ragionamento Angela Merkel – al bivio tra passare alla storia come statista tedesca o come leader europea – lo capirebbe. Bisogna però avere la credibilità e l’autorevolezza per farlo. Battere i pugni sul tavolo serve ad avere qualche titolo sui siti, e basta”.

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L’ITALIA PRONTA A FAR CONCORRENZA AL PORTOGALLO

“Quando l’emergenza Coronavirus sarà finita, l’Italia andrà in cerca di pensionati stranieri”: è quanto viene riportato da Avvenire con riferimento alla norma, inserita nella Legge di bilancio 2019, che prevede un trattamento fiscale agevolato (aliquota del 7%) per quanti decidano di trasferirsi dall’estero in uno dei piccoli comuni con meno di 20.000 abitanti nelle regioni del Sud e nelle Isole. Considerando che in Portogallo la tassazione è al 10%, il nostro Paese potrà quindi cercare di attirare pensionati stranieri. “Si tratta di un provvedimento per il quale c’è stata poca informazione e che è rivolto agli stranieri ma anche a tanti italiani emigrati che dopo un lungo periodo all’estero abbiano voglia di ritornare a casa”, ricorda l’avvocato Daniele Terranova dello studio legale Martinez e Novebaci. Vedremo se effettivamente, una volta passata l’emergenza legata al Covid-19, il clima, la cucina e anche il maggior risparmio fiscale convinceranno gli stranieri, pensionati e non, a trasferirsi in Italia.

RIFORMA PENSIONI, RICHIESTA PER ASSEGNI FINO A 1.500 EURO

Dalla Cna Pensionati Abruzzo arriva la richiesta di un intervento del Governo per una misura di riforma pensioni che cerchi di dare sollievo, in un momento difficile come quello attuale, a quanti incassano un assegno fino a 1.500 euro al mese, con una rivisitazione del sistema di rivalutazione. Concetta La Sorda, Segretaria della Cna Pensionati Abruzzo, ricorda infatti che “come è già successo per le gravi crisi economiche del recente passato, gli anziani dovranno supportare con le loro pensioni ai bisogni economici delle famiglie. In molte case la presenza di un nonno, non rappresenta solo una ricchezza affettiva, ma si rivela spesso come unica fonte di introito economico a fine mese”. Ecco quindi da dove nasce la richiesta della Confederazione, con l’obiettivo di creare “un sostegno concreto alle situazioni di povertà, in modo da avere una condizione di vita più dignitosa”. Vedremo se ci sarà una proposta più dettagliata e nel caso quale sarà la risposta dell’esecutivo di fronte ad essa.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI PEDRETTI

Ivan Pedretti evidenzia il problema che si pone per i pensionati italiani di fronte alla crisi determinata dal coronavirus. Il Segretario generale dello Spi-Cgil, intervistato dal direttore dell’agenzia Dire, Nico Perrone, spiega infatti che “il 60% ha una pensione dai 500 ai 700 euro per cui hanno una pensione già molto povera; se il Paese va in crisi anche queste persone avranno il problema di come sbarcare il lunario, lo avevano prima, tanto più oggi”. “Tra l’altro, i pensionati hanno avuto paura delle dichiarazioni poi smentite rispetto al fatto che non ci sarebbero state le risorse per pagare le pensioni, ovviamente poi uno è sempre preoccupato”, ricorda il sindacalista.

RIFORMA PENSIONI, LA RICHIESTA AL GOVERNO

Pedretti osserva quindi che per i pensionati non è stato previsto uno specifico provvedimento. “Prendiamo atto positivamente che le pensioni non sono messe in discussione, ma siamo preoccupati per il fatto che nell’ambito dei poveri c’e’ una quota importante che non viene mai considerata, bisogna garantire a tutti quelli che sono in difficoltà di ricevere un aiuto”. Da questo punto di vista, lo Spi-Cgil chiede quindi al Governo di “dare una risposta di maggiore finanziamento e intervento sul piano sociale che riguarda le case di riposo, ma anche chi porta a casa il pasto e le medicine alle persone sole. Ci sono associazioni del volontariato che vanno aiutate anche finanziariamente e che devono avere i dispositivi di sicurezza”. Vedremo quale sarà la risposta dell’esecutivo a questa sollecitazione sindacale.

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