RIFORMA PENSIONI/ Il divieto di lavoro per chi sceglie Quota 41

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, per i lavoratori precoci che scelgono Quota 41 esiste un temporanea divieto di svolgere attività lavorativa

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IL DIVIETO DI LAVORO PER CHI SCEGLIE QUOTA 41

Rispondendo a una domanda posta da una lettrice di orizzontescuola.it, Patrizia Del Pidio ricorda che “i lavoratori precoci che accedono alla pensione con i 41 anni di contributi hanno divieto di svolgere attività lavorativa per il periodo che li separa dal raggiungimento prospettico dei contributi necessari per raggiungere la pensione anticipata ordinaria e di fatto i 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e i 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini. Il lavoratore precoce che vede liquidata la sua pensione con la quota 41 non può, quindi, svolgere nessun tipo di lavoro fino a che non sia trascorso il tempo che gli sarebbe stato necessario per accedere alla pensione anticipata ordinaria. Trascorso detto periodo, invece, la pensione diventa pienamente cumulabile con qualsiasi attività lavorativa, al pari di qualsiasi altra pensione”. Per Quota 102 resta invece il divieto di cumulo previsto per Quota 100 riguardante i redditi da lavoro, salvo quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale nel limite di 5.000 euro l’anno.

LE NOVITÀ SULLA DOMANDA PER LA QUOTA 102

Tanto sull’Opzione Donna quanto sulla riforma pensioni di Quota 102, da giorni l’Inps ha dato il via alla presentazione delle domande per accedere alla misura previdenziale nel 2022.

Ricordiamo che la Manovra ha modificato la norma pretendete sulla Quota 100, inserendo il diritto a pensione anticipata per chi raggiunge, entro il 31 dicembre 2022, un’età anagrafica 64 anni insieme a un’anzianità contributiva di almeno 38 anni. La domanda può essere già presentata all’Inps tramite Spid, carta nazionale dei servizi, carta identità elettronica 3.0. La domanda stessa va poi compilata online dai servizi accessibili presso la sezione “domanda pensione, ricostituzione, ratei, Ecocert, Ape sociale e beneficio precoci”. A quel punto, dopo l’accesso e il clic su “nuova prestazione pensionistica” va selezionato, “anzianità/anticipata/vecchiaia”, poi “pensione di anzianità/anticipata“ e infine poi “requisito quota 102”. È ancora possibile presentare la domanda con patronati e Caf oppure tramite i servizi del contact center dell’Inps. (agg. di Niccolò Magnani)

L’EUROPA RESTA IL CONVITATO DI PIETRA

Commentando quanto accaduto all’Eurogruppo, Giuseppe Pennisi, in un articolo pubblicato su formiche.net, spiega che “non ci si deve sorprendere se quando in estate inizierà il ‘grande negoziato’ sulla riforma delle regole europee per la finanza pubblica verranno messi sul tavolo anche i sistemi previdenziali; in fin dei conti, un mercato unico e una moneta unica possono voler dire anche sistemi previdenziali ‘compatibili’ per la libera circolazione dei lavoratori”. “Quindi, a mio avviso, la vera novità della riunione dell’Eurogruppo è che il welfare (non solo pensioni ma anche il così detto ‘reddito di cittadinanza’ che ‘i frugali’ hanno serie difficoltà a comprendere anche in quanto le loro Ambasciate a Roma li informano su abusi e malversazioni) potranno entrare nel ‘grande negoziato’”, aggiunge l’economia, facendo capire che ancora una volta il convitato di pietra sulla riforma delle pensioni può essere l’Europa.

LA VALORIZZAZIONE FIGURATIVA CHIESTA DALLA UIL

Domenico Proietti ritiene necessario arrivare a una riforma delle pensioni che introduca “nel sistema contributivo un meccanismo che garantisca future pensioni adeguate ai lavoratori”. Tutto questo, spiega il Segretario confederale della Uil in un intervento su pensionipertutti.it, mediante “un meccanismo che sappia valorizzare l’anzianità contributiva, i periodi di formazioni scolastica e professionale, che tuteli il lavoro di cura e che riconosca una copertura anche a tutti i periodi di disoccupazione nei quali il lavoratore è stato comunque attivo nella ricerca di impiego. Una valorizzazione figurativa, quindi, di tutti quei periodi riconosciuti come meritevoli di tutela, come ad esempio i periodi di disoccupazione non ‘coperti’ provvidenzialmente da altri strumenti, i periodi impegnati nel lavoro di cura e nell’assistenza di un familiare con disabilità, anche al di fuori del rapporto di lavoro, una piena valorizzazione dei periodi di studio e formazione professionale non concomitanti con periodi di lavoro, una valorizzazione dei periodi di congedo familiare o dei periodi dedicati alla cura dei figli, anche non concomitanti con rapporto di lavoro”.

RIFORMA PENSIONI, L’ODG DI BADOLE

La Legge di bilancio 2022, come noto, contiene anche delle misure di riforma pensioni. Al termine dell’iter parlamentare della manovra, alla Camera è stato approvato un ordine del giorno presentato da Mirco Badole che, come riporta bellunopress.it, ha l’obiettivo di aumentare le pensioni di guerra. “Gli invalidi e i mutilati di guerra sono una categoria di persone dimenticata da tutti, ma ancora piuttosto numerosa, alla fine del 2019 contava 99.000 italiani con una rappresentanza anche a Belluno. Ho incontrato personalmente il presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, Michele Vigne, la loro è un’istanza giusta e doverosa verso cittadini che hanno servito la patria e hanno riportato invalidità permanenti”, evidenzia il deputato della Lega.

LA RICHIESTA SULLE PENSIONI DI GUERRA

Ed è per questo motivo, spiega ancora Badole, “che, a margine dell’ultima Finanziaria, ho presentato un ordine del giorno al Governo in cui chiedo di rivedere gli importi economici previsti per pensioni, assegni e decorazioni al valore militare e l’assegno sostitutivo dell’accompagnatore, per aggiornarli e restituire loro l’originaria natura risarcitoria”, Nell’ordine del giorno, inoltre, “si chiede che gli importi economici non siano calcolati ai fini della concessione dell’assegno sociale o del calcolo dell’indicatore della situazione economica equivalente (Isee) o di strumenti analoghi e per il riconoscimento di misure di sostegno al reddito, comprese quelle legate all’emergenza Covid 19”. Non resta che vedere che seguito avrà questa iniziativa parlamentare.

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