Riforma pensioni/ Nuova procedura per assegni invalidità

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, da oggi sono cambiate le procedure per la presentazione delle domande di pensione per invalidità civile, cecità e sordità

bonus 600 euro
La sede dell'Inps (LaPresse)
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NUOVA PROCEDURA PER PENSIONI DI INVALIDITÀ

Da oggi sono cambiate le procedure per la presentazione delle domande di pensione per invalidità civile, cecità e sordità per i soggetti di età compresa tra i 18 e i 67 anni. L’Inps aveva infatti introdotto, alla fine dello scorso anno, in via sperimentale la possibilità di anticipare al momento della presentazione della domanda di invalidità civile le informazioni di natura socio-economica contenute nel modello “AP70”, di norma comunicate solo al termine dell’esito positivo della fase sanitaria. In questo modo diventava più rapido il processo di liquidazione delle prestazioni. La sperimentazione ha avuto esito positivo e pertanto l’Inps ha fatto sapere che “a partire dal 1° aprile 2020 tale modalità di presentazione della domanda di invalidità civile, cecità e sordità entrerà a regime, divenendo obbligatoria per tutti i soggetti di età compresa tra i 18 e i 67 anni”. Solo in alcuni casi “(soggetto ricoverato al momento della presentazione della domanda o titolare di altre prestazioni di invalidità incompatibili) sarà tuttavia necessario completare comunque il modello “AP/70” dopo la definizione dell’iter sanitario utilizzando l’attuale procedura della fase concessoria”.

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NUOVI PROBLEMI ALLE POSTE

Il ritiro delle pensioni di aprile presso gli uffici postali è filato liscio in gran parte dei comuni italiani, ma non sono mancate situazioni problematiche. Nei giorni scorsi erano state segnalate quelle a Napoli, mentre oggi l’edizione di Imola del Resto del Carino riporta quanto accaduto a Sesto Imolese, dove l’ufficio postale si è ritrovato a un certo punto senza contanti. “Secondo quanto riferito da Poste italiane, ci sarebbe stato un problema con la consegna dei soldi. In pratica il furgone portavalori non si è presentato alla filiale della frazione che si trova a diversi chilometri della città. Il servizio, il cui incarico è affidato a una ditta esterna, avrebbe dovuto portare il denaro per liquidare le pensioni dei residenti, un ‘lusso’ ieri possibile solo per parte di loro, grazie a quanto rimasto del fondo cassa, mentre altre persone sono state dirottate verso gli uffici in città”, si legge sul quotidiano emiliano. In ogni caso, come si legge, non si hanno notizie di pensionati che non hanno ricevuto quanto loro spettante.

INPS “PAGAMENTO PENSIONI OK SUI CONTI CORRENTE”

Visto il caos generato dal portale Inps dalla mezzanotte di oggi fino ancora a tutta mattina per quanto riguarda il bonus 600 euro per Partite Iva e lavoratori autonomi (QUI TUTTI I DETTAGLI) l’Istituto ha voluto rassicurare i pensionati italiani che si chiedevano se invece il pagamento delle pensioni tramite conto corrente da oggi 1 aprile fosse regolare o vi fossero anche li dei possibili disguidi. La vicepresidente Inps Luisa Gnecchi, in diretta streaming sul sito del Sole 24 Ore ha invece appena confermato «Oggi le pensioni sono regolarmente in pagamento sui conti correnti».

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L’Italia dunque procede con il ritiro delle pensioni dopo che da giorni è previsto già il pagamento scaglionato, mentre restano forti dubbi e tensioni politiche sul futuro della riforma pensioni stante la crisi da coronavirus: la posizione del Centrodestra è stata ribadita stamane nel confronto con il Governo (QUI LA NOTIZIA) ed è la stessa detta ieri da Matteo Salvini nell’intervista a il Giornale, «preferisco indebitarmi con gli italiani, mettendo a garanzia la Bce, che ha già detto che sottoscriverà centinaia di miliardi di titoli di Stato italiani, piuttosto che mettere a garanzia i risparmi, il lavoro, le pensioni o gli ospedali dei nostri figli. Fare debito in questa fase emergenziale non è un diritto ma un dovere anche se c’è modo e modo di fare debito». (agg. di Niccolò Magnani)

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI SCHIRÒ

Angela Schirò segnala che dall’Inps sono arrivate rassicurazioni sul fatto che “i pagamenti delle pensioni all’estero non dovrebbero subire ritardi nonostante il fatto che una buona parte dei dipendenti dell’Istituto, sia a livello centrale che periferico, stia lavorando da casa – con il metodo del cosiddetto ‘smartworking’ – a causa dell’emergenza coronavirus”. La deputata del Pd eletta all’estero, in una nota riportata da Askanews, evidenzia però di aver ricevuto alcune segnalazioni circa il fatto che, “a causa dei possibili disservizi postali in tutto il mondo, coloro i quali hanno scelto di riscuotere il rateo pensionistico tramite assegno postale (e che rappresentano poco meno del 10% dei pensionati all’estero) potrebbero avere problemi nella riscossione della pensione a seconda ovviamente della funzionalità del sistema postale del Paese ove risiedono”.

L’ALTERNATIVA ALL’ASSEGNO POSTALEin

In questo senso Schirò ricorda che “il pensionato all’estero può aprire un conto corrente presso qualunque banca nel proprio Paese di residenza e comunicarne i dati alla sede Inps che gestisce la sua pensione e alla banca che gestisce i pagamenti, al fine di avere l’accredito diretto delle proprie mensilità”. Inoltre, “il pensionato può riscuotere la pensione in contanti allo sportello presso i partner locali della banca che gestisce i pagamenti. Nella maggior parte dei Paesi, il pagamento viene localizzato presso agenzie Western Union”. Di fatto, quindi, per i pensionati all’estero c’è il modo di evitare futuri problemi dovuti ai disservizi postali.

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