RIFORMA PENSIONI/ Verso estensione del contratto di espansione

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, nella Legge di bilancio dovrebbe entrare anche l’estensione del contratto di espansione alle aziende sopra i 50 dipendenti

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LaPresse

VERSO ESTENSIONE DEL CONTRATTO DI ESPANSIONE

Claudio Durigon, ospite di Radio anch’io, ha ripetuto quanto Matteo Salvini aveva detto nei mesi scorsi a proposito di riforma delle pensioni. “Se vincesse il centrodestra alle prossime elezioni, noi faremmo Quota 41”. Come riporta Adnkronos, l’ex sottosegretario all’Economia ha evidenziato che rispetto al dibattito attuale sulle misure da inserire nella Legge di bilancio, “noi stiamo ragionando su una formula che vada incontro sulle esigenze del governo ma anche ai lavoratori”. Nella manovra, come evidenzia Il Sole 24 Ore, dovrebbe esserci anche l’estensione del contratto di espansione, un provvedimento che il Carroccio, proprio tramite Durigon, aveva sollecitato nei mesi scorsi. Dunque la platea delle aziende che potranno utilizzare questo strumento che consente un prepensionamento fino a 5 anni dovrebbe arrivare a comprendere tutte quelle con almeno 50 dipendenti. Il quotidiano di Confindustria spiega che l’estensione consentirà di utilizzare lo strumento anche per le assunzioni, “opzione attualmente disponibile solo per le grandi aziende con oltre mille dipendenti”.

LA ROTTURA DEL TAVOLO SULLE QUOTE: PARLA RENZI

Dopo la rottura di ieri al tavolo delle pensioni, si attende il varo della Manovra di Bilancio per capire cosa davvero il Governo Draghi opta per la prossima riforma previdenziale. Una conferma della “rottura” al vertice sono le parole dette oggi da Draghi all’incontro del Labour 20 in vista del G20 con i sindacati internazionali: «i sindacati pensino anche ai lavoratori di domani. […] Avete un ruolo molto importante da svolgere. La tutela dei più deboli, ovunque essi siano, ci unisce. Insieme, dobbiamo fare in modo che innovazione e produttività vadano di pari passo con equità e coesione sociale. E farlo pensando non solo ai lavoratori di oggi, ma anche a quelli di domani». le sigle nazionali si ribellano e minacciano scioperi, mentre dal Governo il leader di Italia Viva si schiera contro ancora una volta Cgil, Cisl e Uil intervenendo nel pieno della diatriba sulle pensioni: così Matteo Renzi, «Che i sindacati attacchino il Governo sulle pensioni dimostra ancora una volta come parte dei dirigenti di questo Paese pensi solo a chi è già garantito e non ai giovani. Tanto il conto lo pagano sempre i nostri figli. Per me ha ragione Mario Draghi e non Maurizio Landini». (agg. di Niccolò Magnani)

LA LETTERA APERTA DI ELSA FORNERO A LANDINI

Elsa Fornero ha scritto una lettera aperta a Maurizio Landini che è stata pubblicata sulla Stampa. L’ex ministra del Lavoro, evidenziando di ritenere il Segretario generale della Cgil una “persona credibile, coraggiosa, capace di assumersi responsabilità e anche di mobilitare la sua organizzazione per sostenere una strategia di contrasto al declino, incentrata sul lavoro, di giovani, donne e anche lavoratori magari anziani ma ancora in grado, per buona salute, di contribuire al benessere collettivo (oltre che all’aumento della propria pensione). Mi dirà: che cos’ha a che fare tutto questo con l’uscita da quota 100 e con la ripresa di un percorso di innalzamento dell’età pensionabile? Rispondo che è impossibile non vedervi il venir meno di un patto economico tra le generazioni che proprio nel sistema previdenziale trova una delle sue maggiori manifestazioni”. Quindi, “uscire da quota 100 con una qualche (sempre imperfetta) gradualità e rispettando l’equità che impone di trattare meglio almeno i più sfortunati è possibile. Richiedere un nuovo passo indietro sarebbe ancora una volta una miope scelta di declino”.

LE PAROLE DI LANDINI, SBARRA E BOMBARDIERI

L’incontro tra Mario Draghi e i sindacati ha lasciato insoddisfatti quest’ultimi, anche per quel che riguarda i temi legati alla riforma delle pensioni. Come riporta Adnkronos, per Maurizio Landini, infatti, le risorse che l’esecutivo intende stanziare per questo capitolo della Legge di bilancio sono insufficienti. “Con 600 milioni non fai una riforma degna di questo nome”, ha in particolare evidenziato il Segretario generale della Cgil. Luigi Sbarra, Segretario generale della Cisl, ha ricordato che le pensioni “non possono essere considerate un dettaglio nella contabilità generale dello Stato: non sono solo un costo economico ma soprattutto un problema di sostenibilità sociale. Ed è sbagliato ritenerle un lusso, un privilegio o una regalia”. “Sulle pensioni non c’è neanche una scelta: né 102 né 104, c’è solo la scelta di stanziare 600 milioni per la proroga di Opzione Donna e l’Ape sociale”, ha aggiunto Pierpaolo Bombardieri, Segretario generale della Uil. “Valuteremo quello che il Governo fa, decideremo le iniziative di mobilitazione più adatte”, ha sottolineato ancora Landini.

RIFORMA PENSIONI, MANAGERITALIA SU QUOTA 102 E QUOTA 104

L’ipotesi di una riforma delle pensioni che passi da Quota 102 e Quota 104 viene bocciata da Manageritalia in quanto, spiega il Presidente Mario Mantovani, “rappresenterebbe l’ennesima misura tampone che perpetra la creazione di tanti scalini – per evitare lo scalone- – e quindi lascerebbe sempre fuori qualche coorte di lavoratori, creando scontento”. In particolare, aggiunge “l’ipotesi 102-104 non farebbe altro che penalizzare le donne, che non arrivano a soddisfare i requisiti e quindi non potrebbero accedere al pensionamento anticipato; l’abolizione tout court di Opzione donna senza gradualità non lascia loro scelte alternative”.  In questo senso Manageritalia ha una proposta “all’insegna della flessibilità, della stabilità e della sostenibilità”.

LE PAROLE DI MANTOVANI

La flessibilità dovrebbe infatti consentire a tutti i lavoratori di poter scegliere quando andare in pensione. Quindi per le donne, che generalmente hanno un’anzianità contributiva più bassa, “si dovrebbe poter modulare l’età anagrafica e gli anni di lavoro all’interno di un range definito, senza mettere all’interno di una quota altri paletti”. La stabilità dovrebbe essere garantita da regole certe e durevoli “senza continue rimodulazioni, in modo da favorire, nelle nuove generazioni, l’attitudine a programmare il proprio futuro previdenziale”. Per quanto riguarda la sostenibilità, secondo Manageritalia è importante che i costi delle misure pensionistiche non si riversino sulle generazioni future. “Sotto questo profilo la proposta del Presidente dell’Inps Tridico, di anticipare solo la quota contributiva, sarebbe meno gravosa per il bilancio dello Stato e molto più percorribile”.

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