Riforma pensioni/ Quota 100 e il buco previdenziale da evitare

- Lorenzo Torrisi

Cosa fare una volta che la riforma pensioni con Quota 100 scadrà alla fine del 2021 è un problema che ci si comincia a porre già ora e anche Tiziano Treu

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LE PAROLE DI TREU

Cosa fare una volta che la riforma pensioni con Quota 100 scadrà alla fine del 2021 è un problema che ci si comincia a porre già ora e anche Tiziano Treu, Presidente del Cnel, in occasione della presentazione del rapporto sul mercato del lavoro, ha ricordato che “oggi si pone il problema urgente di come uscire da quota 100, bisogna evitare che la sua fine crei un buco previdenziale che avrebbe come effetto di creazione nuovi esodati”. Dal suo punto di vista, secondo quanto riporta l’agenzia Dire, “bisogna ricercare strumenti di flessibilità in uscita verso il pensionamento e va affrontata la questione più generale delle condizioni del mercato del lavoro, per cui giovani sono esposti al rischio di carriere discontinue e spesso di bassi salari che sono destinati a pregiudicare il loro futuro previdenziale”. Treu ha assicurato che il Cnel “vuole contribuire alla ricerca di soluzioni sostenibili e ha creato un apposito gruppo di lavoro”. Vedremo quali saranno le indicazioni che arriveranno da questo gruppo.

LE MOBILITAZIONI SINDACALI

Le mobilitazioni sul territorio dei sindacati contro le misure di riforma pensioni varate dal Governo proseguono. Oggi a Firenze si è tenuto un presidio davanti alla Prefettura. Il sito di Rassegna sindacale evidenzia che “gli effetti della legge Fornero, con l’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni, si sono fatti sentire: in Toscana la diminuzione è ancora più accentuata: 1.165.236 le pensioni erogate nel 2017 (meno 23.869 rispetto al 2014, con una diminuzione del 2%). Di queste ultime, il 79,20% (pari a 923.296) sono pensioni previdenziali (il dato italiano è più basso: 72,90%)”. Domani Cgil, Cisl e Uil saranno in piazza a Genova, insieme ai pensionati. Come spiega lavocedigenova.it, i sindacati “chiedono la pensione di garanzia per i giovani e per i lavoratori discontinui. Il riconoscimento del lavoro di cura e dei carichi familiari in particolare per le donne. Il superamento della Legge Fornero con flessibilità di uscita a 62 anni e la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contribuzione a prescindere dall’età”.

SBARRA SU QUOTA 41

Sul palco di Piazza Santi Apostoli a Roma ieri ha parlato anche Luigi Sbarra, che ha evidenziato che “se la manovra non verrà migliorata alla Camera la mobilitazione non potrà che continuare, finché non avremo risposte per le persone che rappresentiamo”. Il Segretario generale aggiunto della Cisl ha fatto riferimento anche ai temi di riforma pensioni, spiegando che “sono ridicoli e offensivi i 7 euro lordi annui sulle pensioni. La rivalutazione deve essere piena e immediata, non può essere rinviata al 2022. Vergognoso anche solo averlo proposto”. Sbarra ha anche aggiunto che “bisogna superare definitivamente la Legge Fornero: noi diciamo che 41 anni di contributi devono bastare, che va valorizzata la maternità con un anno di contribuzione in meno per ogni figlio. Pensiamo vada confermata Quota 100, insieme all’Ape Sociale e ad un allargamento del perimetro lavori usuranti-gravosi”. Dal suo punto di vista è poi “fondamentale costruire pensioni di garanzia per giovani intrappolati in percorsi frammentati”.

“SCUDO” PER INPGI NEL MILLEPROROGHE

Nei giorni scorsi si è parlato non poco delle misure di riforma pensioni riguardanti i giornalisti e l’Inpgi. Come spiega Il Sole 24 Ore, Andrea Martella, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria, ha proposto che la norma che proroga fino a giugno lo scudo anti-commissariamento per l’Inpgi venga inserita nel decreto milleproroghe. Resta intanto da capire se l’Inpgi, stante anche la norma relativa ai prepensionamenti nell’editoria che rischia di aggravarne i conti, avrà o meno un ampliamento della platea degli iscritti con l’incorporazione degli operatori della comunicazione che attualmente sono iscritti all’Inps. O se viceversa possa essere l’Inpgi a finire all’interno dell’Istituto nazionale di previdenza sociale, come del resto alcuni dei giornalisti vanno chiedendo da diverso tempo proprio per evitare che vi sia un dissesto dei conti dell’Istituto messo a dura prova, anche ma non solo purtroppo, dalla crisi del settore. Si attendono quindi le mosse del legislatore e dell’Inpgi stesso.

COSA CAMBIA CON LA MANOVRA

Dopo l’approvazione al Senato della Legge di bilancio vengono ricordate le misure che hanno a che fare con la riforma pensioni che se confermate alla Camera, come appare sostanzialmente certo, diventerebbero definitive. Quota 100 resterà in vigore, così come la pensione di cittadinanza, provvedimento quest’ultimo collegato al reddito di cittadinanza. Opzione donna e Ape social verrebbero prorogate di un anno. Stessa sorte non toccherebbe invece all’Ape volontario. La rivalutazione piena delle pensioni verrebbe garantita fino ai 2.000 euro mensili circa, alzando quindi l’attuale asticella che è intorno ai 1.500 euro. Dopo l’approvazione dell’apposito decreto ministeriale, non quindi in virtù della manovra, c’è anche la conferma dell’età pensionabile a 67 anni per il 2021 e il 2022. Com’è stato ribadito dai sindacati nei giorni scorsi, a gennaio il Governo riaprirà il confronto con le parti sociali proprio sul tema della riforma pensioni per rivedere la Legge Fornero, anche se non è chiaro con quali prospettive.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI LANDINI

Maurizio Landini, dal palco di piazza Santi Apostoli a Roma, dove ieri si è tenuta la mobilitazione unitaria dei sindacati con un focus particolare sui temi di riforma pensioni, ha ricordato che “il governo si è preso un impegno con noi. La riforma delle pensioni non è quota 100, è cambiare davvero la legge Fornero”. Secondo quanto riportato dal sito di Rassegna sindacale, il Segretario generale della Cgil ha anche indicato dove poter trovare le risorse per finanziare interventi in ambito previdenziale: “Dal fisco. Vivere in un Paese con 118 miliardi di evasione non solo è ingiusto. È inaccettabile. mette in discussione l’esistenza dei diritti”.

LE PAROLE DI BARBAGALLO

Landini ha voluto anche chiarire che “non siamo d’accordo con lo slogan che si combatte l’evasione fiscale affinché tutti paghino meno tasse; il problema vero è farle pagare a quelli che non lo fanno oggi, in modo che la riduzione vada finalmente ai dipendenti e ai pensionati, cioè gli unici che in questi anni hanno versato fino all’ultimo centesimo”. Come ha spiegato Carmelo Barbagallo, anch’egli presente alla manifestazione, i pensionati saranno in piazza Montecitorio anche domani e dopodomani. “Bisogna che nel governo si attrezzino a fare una grande riforma fiscale per ridurre le tasse sui lavoratori e sui pensionati e per ridare prospettive economiche al Paese”, ha detto il Segretario generale della Uil, che, stando a quanto riporta l’Ansa, ha aggiunto: “Se lavoratori e pensionati non recuperano il potere di acquisto, questo Paese non si riprende”.

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