RIFORMA PENSIONI/ Il sostegno di Toti ai portuali in sciopero

- Lorenzo Torrisi

Anche oggi i lavoratori delle Riparazioni navali di Genova hanno scioperato per protestare contro le scelte fatte nella Legge di bilancio in tema di riforma pensioni

Fase 2 Regioni autonomia
Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti (LaPresse)

PORTUALI ANCORA IN SCIOPERO

Anche oggi i lavoratori delle Riparazioni navali di Genova hanno scioperato per protestare contro le scelte fatte nella Legge di bilancio in tema di riforma pensioni. Come noto, infatti, i portuali chiedono di avere un’uscita anticipata generalizzata visto che oggi è concessa solo a un parte di loro. Alla mobilitazione, come riporta genova24.it, è arrivato il sostegno di Giovanni Toti. “Se parliamo di riparazioni navali, di cantonieri in mezzo a una strada, è chiaro che devono avere un trattamento diverso da chi lavora comodamente seduto a una scrivania, in un ufficio”, ha detto il Presidente della Liguria. Dal suo punto di vista, “sulle pensioni bisogna essere molto chiari. In un Paese in cui aumenta l’età media è evidente che aumenti l’età lavorativa in prospettiva: che lo si faccia prima o dopo, ma quello è il destino. Le baby pensioni non hanno portato bene ai nostri conti e al nostro sviluppo. Dopodiché non facciamo di tutta l’erba un fascio per nascondere le responsabilità e decidiamo chi ha i soldi e il diritto di andare in pensione un po’ prima perché ha faticato un po’ di più e chi invece può tranquillamente regalare un anno di lavoro al Paese”.

LE PAROLE DI SBARRA E DI MAIO

Dopo la Uil, anche la Cisl, per bocca del suo Segretario generale, si esprime contro la soluzione di riforma pensioni trovata per la Legge di bilancio. “Quota 102 ci appare una misura sbagliata perché rappresenta una sorta di tampone che ci accompagna verso la piena normalità della legge Fornero e tutto ciò per noi è inaccettabile”, ha detto infatti, secondo quanto riporta italpress, Luigi Sbarra. Vedremo domani se i sindacati decideranno per una mobilitazione unitaria o meno. Intanto Luigi Di Maio difende l’operato del Governo. Come riporta l’Ansa, il ministero degli Esteri, intervenendo alla trasmissione “Agorà”, in onda su Rai 3, ricorda infatti: “Io avevo firmato ‘Quota 100’ tre anni fa avevo detto a tutti durerà tre anni, oltre non ce lo possiamo permettere dal punto di vista della sostenibilità finanziaria. Tutti lo sapevano, come che nessuno vuole tornare alla legge Fornero”. “Quindi adesso stiamo lavorando a un intervento che è in Legge di bilancio e che cerca soprattutto di aiutare la fascia più debole dei lavoratori, c’è una differenza tra chi fa un lavoro usurante e chi non lo fa”.

LA PROPOSTA DI MARINO

Secondo Mauro Marino, ci sarebbe un modo per varare una misura di riforma pensioni per il post-Quota 100 a basso costo per lo Stato ma che sia “apprezzabile” dai lavoratori. Come ha recentemente spiegato in un articolo pubblicato su pensionipertutti.it, la base di partenza sarebbe la cosiddetta Ape contributiva proposta dal Presidente dell’Inps Pasquale Tridico, con un’aggiunta: “Un anticipo non solo sull’età anagrafica ma anche sulla pensione anticipata. In pratica prevedere un’uscita fino a tre anni prima rispetto ai 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Uscire a 39 anni e 10 mesi gli uomini e 38 e 10 mesi le donne pur percependo solamente la parte di contributivo per un massimo di tre anni e successivamente percepire anche la parte di retributivo sarebbe, come mi scrivono molti lavoratori, un sacrificio temporaneo accettabile e darebbe a chi è al limite una possibile via d’uscita”. Sicuramente una formula di questo tipo potrebbe essere usata da molti lavoratori. Ognuno poi potrebbe valutarne la convenienza.

L’ATTESA PER LA SCELTA DEI SINDACATI

C’è attesa per capire cosa faranno i sindacati di fronte alle misure di riforma pensioni inserite nella Legge di bilancio. La Fiom ha già deciso di proclamare uno pacchetto di 8 ore di sciopero con la manovra, le cui modalità di attuazione verranno stabilite nei prossimi giorni, anche in base al confronto con Fim e Uilm e alle decisioni che prenderanno Cgil, Cisl e Uil. I vertici delle confederazioni dovrebbero riunirsi domani, ma Pierpaolo Bombardieri ha già espresso il suo pensiero. Parlando alla trasmissione “Agorà”, in onda su Rai 3, il Segretario generale della Uil ha infatti detto che Quota 102 “è una presa in giro, è uno strumento che permette ai politici di dire che sono soddisfatti. Sostanzialmente rientra in gioco la legge Fornero tranne che per 15 mila persone”. Bombardieri, come riporta l’Ansa, chiede tra l’altro “perché non si è affrontato il tema della riforma delle pensioni sei mesi fa. Noi avevamo chiesto al Governo di aprire un tavolo di confronto per affrontare problemi chiari”.

RIFORMA PENSIONI, LA PROTESTA DEI PORTUALI

Mentre il Governo ha inserito Quota 102 nella Legge di bilancio, in tema di riforma pensioni c’è da segnalare la protesta dei lavoratori portuali, che, come spiega Il Secolo XIX, chiedono di avere un’uscita anticipata viste le caratteristiche dell’attività svolta che prevedono turni h24 ed esposizione alle intemperie. “Il Governo deve colmare questa iniquità rispetto ad altri settori produttivi e consentire anche ai lavoratori portuali l’esodo anticipato oggi riconosciuto solo ad una parte di essi oltre che ad altre categorie di lavoratori dei trasporti” spiegano i sindacati di categoria Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti in una nota. Come riporta l’Ansa, ieri si è registrato uno sciopero spontaneo di quattro ore dei lavoratori delle riparazioni navali al porto di Genova contro la riforma delle pensioni che andava in Consiglio dei ministri.

LA PROPOSTA DI GRILLO

Nel frattempo Beppe Grillo, dal suo blog, lancia la sua proposta “semplice, equa e sostenibile” per riformare il sistema pensionistico guardando ai giovani. Una proposta che ricalca quella di Pasquale Tridico ribattezzata giornalisticamente Ape contributiva: “Permettiamo ai lavoratori del sistema misto di andare in pensione a 63 anni con la quota contributiva maturata fino ad oggi, e diamo loro al compimento dei 67 anni, l’età ordinaria di vecchiaia, la parte retributiva”. Grillo fa propria anche un’altra istanza del Presidente dell’Inps: rendere gratuito il riscatto di laurea per i giovani. “Risolviamo quindi un problema ai giovani, oggi, che allo stesso tempo costituisce una riforma pensionistica: un vero e proprio anticipo pensionistico per domani!”, è la conclusione del post.

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