Riforma pensioni/ Le soglie che i sindacati chiedono di ridurre

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, i sindacati chiedono di ridurre le soglie economiche richieste per alcune opzioni di pensionamento

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LaPresse

LE SOGLIE CHE I SINDACATI CHIEDONO DI RIDURRE

Riprendendo i punti salienti dell’analisi di Sandro Gronchi, pubblicata su lavoce.info, relativa alla piattaforma sindacale sulla riforma pensioni, in un articolo su money.it viene ricordato che Cgil, Cisl e Uil chiedono “di ridurre le soglie economiche richieste per alcune opzioni di pensionamento, visto che quelle attuali vanno a penalizzare chi ha redditi medio-bassi. Appunto la soglia delle 2,8 volte l’assegno sociale per accedere alla pensione anticipata contributiva, ma anche quella di 1,5 volte lo stesso che chi rientra pienamente nel regime contributivo deve soddisfare per accedere alla pensione di vecchiaia a 67 anni”. Si tratta di soglie “che tra l’altro dovrebbero essere non solo ridotte, ma anche rese universali, chiedendo dunque a tutti di soddisfarle indipendentemente da quel è il regime di riferimento”. In questo modo si potrebbe in effetti contribuire a far venir meno alcun differenze in essere tra il sistema contributivo puro e il regime misto.

L’IMPORTANZA DELLA PREVIDENZA MARINARA

In un articolo pubblicato su Strafacendo, blog di Tgcom24, viene ricordata l’importanza della previdenza per quanti lavorano nel settore marittimo, anche perché la previdenza marinara “è materia complessa e variegata, sconosciuta a molti, quasi di esclusivo appannaggio degli addetti ai lavori”. Helene Antonella Valenti ha quindi pubblicato un libro, dal titolo “Previdenza marinara” edito da Egaf, che rappresenta una “guida ai principali trattamenti pensionistici dell’assicurazione generale obbligatoria e del fondo di previdenza marinara gestiti dall’Istituto nazionale della previdenza sociale”. L’autrice spiega che “il dibattito politico e parlamentare italiano sulle tante questioni che ancora oggi affliggono il lavoro marittimo è tuttora in corso e nonostante le tante difficoltà, tutti concordano nel ritenere che questo settore, che riveste un ruolo decisivo nella nostra economia nazionale, vada sicuramente migliorato e tutelato”, anche attraverso una previdenza marinara migliore.

MASTRAPASQUA E GLI ECCESSI DELLA LEGGE FORNERO

Si è parlato non poco nei giorni scorsi della lettera che Draghi, insieme a Trichet, inviò al Governo italiano dieci anni fa. Come ricorda Antonio Mastrapasqua, in un articolo pubblicato sul sito di Nicola Porro, “nell’estate e nell’autunno del 2011 tutta l’attenzione si fissò sulle pensioni. Ne sono buon testimone. Chi allora osò criticarne gli eccessi – lo dissi e lo scrissi – venne tacciato come nemico, al punto da contestare i numeri tempestivamente resi noti di coloro che sarebbero precipitati nella faglia del rinvio della pensione. Il ministro del Lavoro disse – alla presentazione della Relazione annuale dell’Inps del 2012 – che si era dovuto intervenire come se si dovesse amputare una gamba in cancrena. Con buona pace della gamba e delle sue dimensioni”. Parole scritte dall’allora Presidente dell’Inps e riguardanti la riforma pensioni targata Fornero. Mastrapasqua evidenzia poi che “la lettera di Trichet e Draghi non parlava solo di pensioni. L’elenco delle sollecitazioni rimaste per dieci anni – ancora oggi – sulla carta, non è breve”.

RIFORMA PENSIONI, LE NOVITÀ PER I LAVORATORI DELLO SPETTACOLO

Come ricorda Il Sole 24 Ore, dal 1° luglio sono entrate in vigore le norme sui lavoratori dello spettacolo contenute nel Decreto sostegni-bis, che introducono una sorta di piccola riforma delle pensioni per questa categoria. “I contributi giornalieri richiesti per l’annualità di contribuzione scendono da 120 a 90. Per gli attori cinematografici e audiovisivi – che maturano mediamente un numero di giornate più basso – si prevede che ogni giornata contributiva versata al Fondo determini l’accreditamento di un’ulteriore giornata, fino a concorrenza dei 90 contributi giornalieri annui richiesti. La maturazione dell’annualità di contribuzione sarà comunque assicurata per quei lavoratori che superano un determinato tetto di reddito (quattro volte quello minimo annuale)”.

L’AMPLIAMENTO DELLE ATTIVITÀ ACCREDITABILI

Il quotidiano di Confindustria aggiunge però che le norme prevedono che “chi fosse sotto quella soglia reddituale e avesse però almeno 45 contributi, vedrà in ogni caso accreditate le giornate mancanti fino alle 90 necessarie”. Un altro intervento importante ai fini pensionistici riguarda l’ampliamento delle attività accreditabili. In particolare l’insegnamento e la formazione retribuite, oltre che le attività di carattere promozionale di spettacoli, saranno utili ai fini pensionistici. Viene inoltre introdotta “la possibilità del ricongiungimento dei contributi maturati presso altre gestioni fino a un terzo dei contributi annuali”. Novità che si spera possano quindi tornare utili per gli iscritti al Fondo lavoratori dello spettacolo.

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