RIFORMA PENSIONI/ L’ampliamento del fondo Fon.Te agli autonomi

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, con un accordo tra le parti sociali è stata allargata la platea dei destinatari del fondo pensione Fon.Te

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L’AMPLIAMENTO DEL FONDO FON.TE AGLI AUTONOMI

In un articolo pubblicato sul sito di Ipsoa, Giuseppe Rocco ricorda che lo scorso 10 marzo è stato siglato un accordo tra  tra Confcommercio-Imprese per l’Italia e Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e UILTuCS, per ampliare la platea dei destinatari del fondo pensione Fon.Te ai “dipendenti da aziende del Terziario ai professionisti e ai lavoratori autonomi, ivi inclusi i titolari delle imprese individuali e i familiari partecipanti alle imprese familiari”. Nell’accordo, evidenzia l’esperto previdenziale, “la contribuzione è fissata nella misura minima del 3% del reddito d’impresa, o di lavoro autonomo dichiarato ai fini Irpef, relativo al periodo d’imposta precedente e, in ogni caso, con versamento annuale non inferiore a 1.200,00 euro. All’atto dell’adesione, l’iscritto sarà tenuto poi al versamento del contributo di adesione una tantum, fissato dall’accordo nella misura di euro 30 (trenta)”. Indubbiamente questa è un’iniziativa che mira a incentivare l’adesione alla previdenza complementare dei lavoratori autonomi. Vedremo se ci saranno misure di riforma pensioni generalizzate per introdurre altri incentivi.

LE PROPOSTE DI PENSIONATI D’ITALIA

Come riporta sassilive.it, questo fine settimana “Fratelli d’Italia sarà presente anche in Basilicata per attenzionare il dipartimento ‘Pensionati d’Italia’, presieduto a livello nazionale da Valfredo Porega e nella nostra regione da Rocco Molinari. Il dipartimento è già una consolidata realtà a livello nazionale ed in Basilicata nasce con l’obiettivo di difendere e tutelare i diritti dei pensionati e la centralità del loro ruolo sociale”. L’evento, viene spiegato, sarà l’occasione per presentare alcune proposte in tema di riforma pensioni. In particolare: “Aumento delle pensioni minime a 1.000 Euro; Dividere la previdenza dall’assistenza; Lasciare invariate le pensioni di reversibilità; Corsie preferenziali per gli over 65 per le visite specialistiche ed odontoiatriche; L’anziano come risorsa per la società (servizio di volontariato davanti le scuole elementari e medie inferiori, nei musei e nei giardini pubblici; Sviluppo dei centri per gli anziani, come importante luogo di aggregazione”.

LUNEDÌ AL VIA IL PAGAMENTO DELLE PENSIONI

Anche per il mese di maggio, come fa sapere Poste Italiane, le pensioni verranno accreditate in anticipo, “a partire da lunedì 26 aprile per i titolari di un Libretto di Risparmio, di un Conto BancoPosta o di una Postepay Evolution. I titolari di carta Postamat, Carta Libretto o di Postepay Evolution potranno prelevare i contanti da oltre 7.000 ATM Postamat, senza bisogno di recarsi allo sportello”. Poste Italiane ricorda che “coloro che non possono evitare di ritirare la pensione in contanti in un Ufficio Postale, dovranno presentarsi agli sportelli rispettando la turnazione alfabetica prevista dal seguente calendario che potrà variare a seconda del numero di giorni di apertura dell’ufficio postale di riferimento: i cognomi dalla A alla C lunedì 26 aprile; dalla D alla G martedì 27 aprile; dalla H alla M mercoledì 28 aprile; dalla N alla R giovedì 29 aprile; dalla S alla Z venerdì 30 aprile”. I pensionati over 75 che non hanno delegato altri soggetti al ritiro della pensioni potranno rivolgersi ai Carabinieri cui affidare la delega.

LA PROPOSTA PER I LAVORATORI DELLO SPETTACOLO

In questi mesi il settore dello spettacolo sta soffrendo molto per le limitazioni che sono state imposte alle attività. Il Fatto Quotidiano spiega che è stato approvato un rapporto della commissione Cultura della Camera in cui viene evidenziato che “il welfare del settore è, di fatto, inefficiente”. C’è infatti da considerare che per maturare un’annualità contributiva ai fini pensionistici servono 120 giornate di lavoro l’anno, ma molti degli iscritti al Fondo pensione per i lavoratori dello spettacolo non raggiunge le 10 giornate annue. È anche per questo che il fondo è costantemente in attivo: “tanti versano contributi e pochi ricevono prestazioni”. Il rapporto di cui è curatrice la capogruppo M5S Alessandra Carbonaro evidenzia quindi la necessità di una riforma del sistema. In particolare, spiega la pentastellata, “sui requisiti dell’indennità di malattia e della pensione”. Vedremo se si riuscirà ad arrivare a un testo condiviso che possa portare un po’ di speranza in un settore fortemente colpito dalla crisi.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI MANTOVANI

In un approfondimento pubblicato sul sito di Manageritalia, il Presidente Mario Mantovani ricorda quelle che sono le proposte di riforma pensioni “volte a rendere più equo e sostenibile il nostro sistema previdenziale”. “La prima, finalizzata a contrastare la graduale erosione delle pensioni pubbliche, prevede che per la rivalutazione del montante contributivo sia preso a riferimento anziché il tasso di crescita del Pil a prezzi correnti il tasso di rivalutazione del Tfr, o comunque un tasso tale da assicurare, assieme alla copertura integrale del rischio inflazionistico, un rendimento reale minimo. La seconda, finalizzata al consolidamento dei fondi pensione, prevede ulteriori agevolazioni fiscali a beneficio degli aderenti, nonché una graduale riduzione dell’aliquota della previdenza obbligatoria compensata da un contestuale aumento dei contributi della previdenza complementare”.

L’IMPORTANZA DELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE

Mantovani enuncia poi la terza e ultima proposta, “riferita al finanziamento dei fondi pensione da parte dei dirigenti di azienda e in generale dei percettori di redditi medio-alti, riducendo ulteriormente su base volontaria la contribuzione versata alla previdenza pubblica, tramite una rimodulazione del massimale contributivo, con devoluzione del minore importo versato all’Inps alla previdenza complementare. Tale proposta è da ritenersi aggiuntiva a quella di riduzione dell’aliquota della previdenza pubblica ipotizzata per la generalità dei lavoratori”. Per il Presidente di Manageritalia e Cida occorrerebbe però anche altre misure che possano incentivare l’adesione alla previdenza complementare.

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