RIFORMA PENSIONI/ La protezione contro il rischio povertà

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, gli assegni pensionistici si confermano molto spesso una garanzia di protezione rispetto alla povertà assoluta

reddito di emergenza
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LA PROTEZIONE DELLE PENSIONI

Come segnala il sito del Corriere della Sera, dai dati Istat diffusi oggi sulla povertà assoluta in base all’età emerge che per gli over 65 l’incidenza è inferiore alla media nazionale. “Le pensioni si confermano così molto spesso una garanzia di protezione rispetto alla povertà assoluta”. Intanto, intervistato da corrierecomunicazioni.it, Claudio Varani, Vicepresidente del Fondo Cometa, evidenzia che con il rinnovo del Ccnl Tlc, “l’adesione al nostro Fondo è divenuta ancora più conveniente, in quanto è stato stabilito l’incremento della contribuzione aziendale a Telemaco dal 1,2% all’1,3% a partire dal 1° aprile 2021 e all’1,4% dal 1° dicembre 2022. Nulla cambia per il contributo minimo a carico del lavoratore che resta pari all’1% e rappresenta la quota che dà diritto alla contribuzione aziendale. L’incremento è un segnale importante in quanto il livello della pensione complementare è funzione dell’entità della contribuzione: maggiori saranno i contributi versati, maggiore sarà l’importo della pensione finale”.

LE RICHIESTE DELLA CISL

Uscendo dal Mise per un incontro con i Ministri Orlando e Giorgetti sul fronte Stellantis, il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra ha tracciato la rotta dei prossimi mesi, decisivi per la riforma delle pensioni e per i progetti del PNRR: «nella Dichiarazione Finale (del G20 sul Lavoro, ndr) ci sia un forte richiamo ai diritti fondamentali della persona, alla stabilità, alla qualità del lavoro, alla tutela della salute e sicurezza». Dalla pandemia, spiega ancora il n.1 del sindacato “bianco”, «si esce attraverso un nuovo modello sociale di sviluppo umano fondato sulla qualità e la dignità di lavoro e persona. Tutte le risorse dei prossimi 5-6 anni non possono che avere l’obiettivo l’incremento di occupazione netta per giovani, donne e aree geografiche con condizioni di precarietà e arretratezza». Infine, le sigle nazionali lanciano al Governo un forte richiamo «a impegni digitali e smart working, va tutto riportato nel perimetro delle regolamentazioni sindacali e non solo legislativa. Solo con le politiche attive possiamo governare il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro». (agg. di Niccolò Magnani)

RIFORMA PENSIONI, I SINDACATI SI MOBILITANO

Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di indire per il 26 giugno tre manifestazioni nazionali che si terranno a Torino, Firenze e Bari e che vedranno la partecipazione, rispettivamente, del Segretario generale della Cgil Maurizio Landini, del Segretario generale della Cisl Luigi Sbarra, e del Segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri. In una nota i sindacati evidenziano che “durante questi lunghi mesi di pandemia abbiamo sempre avanzato proposte e chiesto con tenacia la tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati. Tali azioni hanno trovato forte condivisione anche nella Conferenza episcopale italiana”. Dal loro punto di vista, “l’obiettivo primario è conquistare la proroga della moratoria sui licenziamenti almeno fino al 31 ottobre, una riforma degli ammortizzatori sociali e nuove politiche attive per il lavoro. È necessario ribadire con fermezza i contenuti della piattaforma unitaria su: lavoro, occupazione, coesione, sviluppo, fisco, pensioni, non autosufficienza, rinnovo dei contratti pubblici e privati, riforma pubblica amministrazione e scuola, della cultura e del turismo”.

LA PROBABILE PROROGA DI OPZIONE DONNA

Una lettrice del sito di Repubblica ha chiesto all’esperto pensioni se Opzione donna verrà prorogata anche per il 2022. Nella risposta a cura della Fondazione Studi Consulenti del lavoro viene ricordato che tra le misure di riforma pensioni inserite nell’ultima Legge di bilancio c’è quella che ha fissato alla fine del 2020 la scadenza maturare il requisito anagrafico e contributivo per accedere a Opzione donna. “Anche visto il trend di proroghe dei termini costanti dal 2015 a oggi, appare più che plausibile che vi sia una ulteriore proroga che consenta di maturare i requisiti entro il 2021 o 2022. Si suggerisce tuttavia di valutare la possibilità di riscatto del corso di studi, anche parziale che nel caso dell’optante donna è particolarmente vantaggioso nella modalità agevolata a 5265 euro per anno riscattato, secondo quanto previsto dalla Circolare 6 del 2020. Infatti, tale modalità di riscatto, per chi ha studiato prima del 1996, prevede un ricalcolo contributivo dell’assegno di pensione, comunque previsto anche dalla pensione in Opzione donna”, si legge ancora nella risposta.

RIFORMA PENSIONI, LE RACCOMANDAZIONI DI AGE PLATFORM EUROPE

AGE Platform Europe, la piattaforma europea di cui fa parte l’Associazione nazionale anziani e pensionati di Confartigianato, ha proposto alcune raccomandazioni in relazione al Rapporto sull’adeguatezza delle pensioni dell’Ue. In primo luogo, “affrontare la povertà degli anziani”, anche tramite “lo sviluppo di parametri di riferimento per le pensioni minime nella prossima raccomandazione del Consiglio sul reddito minimo adeguato”. Bisognerebbe poi “affrontare il divario pensionistico di genere, mediante una raccomandazione sulla protezione sociale e sui servizi per i Care Giver, come crediti pensionistici e sostegno al reddito; mappare l’efficacia delle pensioni di reversibilità nel ridurre il divario pensionistico di genere e sviluppare parametri di riferimento sulle pensioni di reversibilità”.

LA RIFLESSIONE SUL FINANZIAMENTO DELLE PENSIONI

Per AGE Platform Europe va fatta anche “una riflessione sul finanziamento delle pensioni di vecchiaia” tramite fonti quali “le tasse sull’inquinamento, per sostenere sia l’adeguatezza delle pensioni per i pensionati attuali e futuri, sia la solidarietà intergenerazionale verso i giovani”. Inoltre, bisognerebbe proiettare meglio l’impatto delle misure di riforma pensioni “sui lavoratori a basso reddito su un periodo di tempo più lungo. Infine, visto che il Rapporto sull’adeguatezza delle pensioni esamina l’evoluzione delle pensioni 10 anni dopo il pensionamento, occorrerebbe “una prospettiva a più lungo termine” anche “alla luce dell’aumento della longevità, ad esempio 20 anni a venire”.

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