Riforma pensioni/ I rischi di una crisi di governo

- Lorenzo Torrisi

Si fa sempre più concreto il rischio di una crisi di governo, che avrebbe conseguenze anche in tema di riforma pensioni

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Giuseppe Conte (foto Valerio Portelli LaPresse)

RIFORMA PENSIONI, I RISCHI DI UNA CRISI DI GOVERNO

Si fa sempre più concreto il rischio di una crisi di Governo e il sito del Sole 24 Ore segnala che questo comporterebbe inevitabili stop su alcuni dossier aperti cui l’attuale esecutivo sta lavorando, tra cui quello relativo alla riforma pensioni. “In ballo c’è, tra le priorità, la riforma degli ammortizzatori, per non farsi trovare impreparati alla fine di marzo quando si sbloccheranno i licenziamenti, e quella delle pensioni in vista della scadenza di quota 100”, si legge nell’articolo in cui si citano anche i dossier economici importanti come quelli relativi ad Alitalia, all’Ilva, a Mps e ad Autostrade per l’Italia. Restando sul piano previdenziale, Nunzia Catalfo, in una recente intervista a Repubblica, aveva detto: “Per le pensioni, a giugno avremo il piano per superare Quota 100 e garantire flessibilità in uscita”. Chiaramente in caso di crisi di governo non se ne farà nulla. Molto dipenderà a quel punto dall’eventualità o meno di nuove elezioni o dal nuovo esecutivo che dovesse nascere e dal suo programma.

IL CALCOLO ERRATO CHE NEGA LA PENSIONE

Il Resto del Carlino riporta la vicenda di Massimo Sirotti, un 59enne cesenate che “si è licenziato nel luglio scorso credendo di essere in regola con tutti i contributi utili per il raggiungimento della pensione, per poi scoprire che qualcuno ha sbagliato i calcoli, e che deve versare ancora 7mila euro per essere definitivamente in regola con i contributi. Per l’agognata pensione, nuovi conti alla mano, manca quasi un anno. Progetti fatti, sogni da realizzare dopo 41 anni di duro lavoro, conquista finalmente di un meritato riposo, tutto andato in frantumi per colpa di un calcolo errato”. Il patronato Uil a cui si è rivolto sostiene che l’Inps abbia sbagliato i conteggi. Una brutta sorpresa comunque per un lavoratore trovarsi comunque in una situazione come questa, diametralmente opposta a quella in cui si trova Jason DeBolt, che, come spiega il sito del Corriere della Sera, potrà andrà in pensione a 39 anni forte di 12 milioni di dollari investiti in azioni Tesla che aveva acquistato nel 2013 a un valore pari a 7,5 euro l’una.

PENSIONI AGRICOLE, CIA VS GOVERNO

Si conferma assai polemica la linea della CIA-Agricoltori Italiani sulle pensioni agricole dopo le varie promesse del Governo nei mesi passati: «La legge di bilancio è stata sicuramente difficile da comporre a causa della crisi per il Covid, ma il dato di fatto è che resta ancora inevasa la richiesta di aumento delle pensioni minime ferme a 515 euro», spiega l’associazione nazionale dei pensionati della CIA in un comunicato poi commentato dal presidente della sezione Verona, Laura Ferrin. «Migliaia di ex agricoltori percepiscono la pensione più bassa d’Italia», lamenta ancora al CIA veneta, «Si tratta di una grave ingiustizia già ampiamente esposta dall’associazione, a parlamentari e istituzioni tutte. Aspettiamo risposte nei prossimi provvedimenti del Governo in relazione all’annunciato aggiornamento delle norme sulle azioni di contrasto alla povertà: il “dopo Riforma quota 100”, la pensione contributiva di garanzia, la separazione tra previdenza e assistenza, il rilancio della previdenza complementare e la riduzione del carico fiscale sulle pensioni». (agg di Niccolò Magnani)

IL PESO DELLE TRATTENUTE SULLA PENSIONE

L’Associazione nazionale anziani e pensionati di Confartigianato ricorda che “a decorrere dal rateo di pensione di gennaio 2021, sui trattamenti fiscalmente imponibili, oltre all’Irpef mensile, vengono trattenute le addizionali regionali e comunali relative al 2020. Infatti, queste trattenute sono effettuate in 11 rate nell’anno successivo a quello cui si riferiscono”. C’è da segnalare che per quanto riguarda le pensioni della Gestione privata i cui titolari non risultino percettori di altre prestazioni pensionistiche, come spiegato dall’Inps, “le ritenute Irpef saranno calcolate con riferimento all’importo annuo della pensione e trattenute mensili al netto, per i mesi da gennaio a dicembre, delle detrazioni eventualmente spettanti. L’importo annuo dell’Irpef trattenuta non varia ma si assicura, in tal modo, che la tassazione gravante sulla tredicesima mensilità sia di importo simile a quello delle altre rate di pensione evitando che sull’ultimo pagamento dell’anno sia applicata una trattenuta più elevata”.

TRIDICO E LA NUOVA DISCIPLINA DEL LAVORO SPORTIVO

Intervenendo in audizione al Senato, il Presidente dell’Inps ha spiegato quali saranno gli effetti dello schema di decreto legislativo n. 230, relativo alla nuova disciplina del lavoro sportivo. Come riporta Askanews, Pasquale Tridico ha evidenziato che “le platee di lavoratori interessati sono individuati in tre gruppi di assicurati”. Il primo riguarda i “lavoratori sportivi attualmente già iscritti al fondo pensione sportivi professionisti che dal 2021 verseranno i contributi per l’assicurazione economica di malattia e di maternità, per l’assegno al nucleo familiare e per l’assicurazione sociale per l’impiego (Naspi)”. Il secondo gruppo è quello dei “lavoratori sportivi, subordinati e autonomi, che dal 2021 verranno iscritti al fondo pensione dei lavoratori sportivi e che verseranno i contributi Ivs, i contributi per l’assicurazione economica di malattia e di maternità, i contributi per l’assegno al nucleo familiare e per l’assicurazione sociale per l’impiego (Naspi)”. Infine, vi sono i “lavoratori sportivi dei settori dilettantistici titolari di contratti” co.co.co. e “non assicurati presso altre forme obbligatorie, che si iscriveranno alla gestione separata dal 2021”.

RIFORMA PENSIONI, LA PIATTAFORMA UIL

La Uil ha varato una piattaforma che viene definita dal sindacato di via Lucullo “un programma di lavoro per l’anno appena iniziato, con riferimento alle principali tematiche da affrontare nel corso del 2021”, con all’interno rivendicazioni da costruire, unitariamente con Cgil e Cisl, in vista di un dialogo costruttivo con tutte le parti sociali e le Istituzioni, per far ripartire il Paese”. Nel documento si parla anche di riforma delle pensioni. In particolare la Uil chiede un intervento risolutivo “sul sistema previdenziale, introducendo una flessibilità di accesso alla pensione più diffusa per tipologie di lavoro e categorie di lavoratori”, agendo subito per affrontare “il tema delle future pensioni dei giovani garantendo adeguati trattamenti pensionistici e valorizzando i periodi di formazione”.

LA RICHIESTA SUL FRONTE FISCALE

Nella piattaforma si spiega anche che “al fine di superare le disparità di genere che penalizzano le donne” occorre valorizzare “ai fini previdenziali il lavoro di cura e la maternità”. Per la Uil è inoltre necessario “riaccendere i riflettori sulla previdenza complementare incentivandone l’adesione”. Il sindacato ricorda l’esigenza di “continuare a tagliare le tasse ai lavoratori dipendenti e iniziare a farlo ai pensionati che sono i soggetti che prima pagano le tasse e poi prendono lo stipendio e la pensione”. Non resta quindi che vedere come verranno portate avanti le istanze previdenziali contenute nella piattaforma, in coordinamento, com’è stato detto, anche con la Cgil e la Cisl.

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