RIFORMA PENSIONI, RENZI VS GOVERNO/ “Quota 100 non crea lavoro” (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Quota 100, Renzi attacca il Governo sulla riforma Pensioni: “non ha creato posti di lavoro, tutt’altro”. L’attacco del senatore dem a Lega e M5s

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RENZI VS GOVERNO “QUOTA 100 NON CREA LAVORO”

In una lunga intervista su Il Sole 24 ore, l’ex premier Matteo Renzi attacca il Governo su molti fronti compresa la riforma pensioni di Quota 100, considerata dal senatore Pd una riforma del tutto inutile: «come il Reddito di Cittadinanza, la Quota 100 è una misura sbagliata perché va contro il lavoro». Come sottolinea Renzi, «Quota 100 doveva liberare un posto di lavoro ogni pensionato, dicevano i ministri. Come è andata? Ci sono 150.000 domande per Quota 100: quanti posti di lavoro nuovo si sono creati? Non rispondono perché non lo sanno, forse. O perché si vergognano. E il reddito di cittadinanza costituisce un alibi per non far fatica, per non lavorare». Da ultimo, per l’ex segretario Pd i due avversari – Salvini e Di Maio – sono «uniti dall’odio verso chi fa fatica. Attaccano chi crea posti di lavoro perché nella loro vita non hanno mai avuto bisogno di lavorare davvero». (agg. di Niccolò Magnani)

I REDDITI DA AFFITTI E IL CUMULO IN QUOTA 100

Nella rubrica “i consigli dell’esperto” su Repubblica, alcuni lettori hanno cercato di capir meglio la situazione della Quota 100 in merito al rapporto con i redditi da affitti e il conseguente cumulo vietato dalla riforma pensioni per come stabilito dal Governo Lega-M5s. La domanda del proto-pensionato è molto semplice: «Ho chiesto pensione quota 100. Siccome è previsto che non si può superare 5000 euro di reddito ed io mi trovo nella situazione di riscuotere un fitto di appartamento con cedolare secca di euro 8400,00 ed un lavoro occasionale di circa 4000,00 euro l’anno, come vanno ad incidere sul trattamento di pensione». Ebbene, come sottolinea l’esperto di Rep Finanza – la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro – il divieto di cumulo riguarda esclusivamente i redditi di lavoro dipendente «autonomo e, solo parzialmente, i redditi diversi per lavoro autonomo occasionale entro il limite di 5.000 euro lordi annui (cumulabili)». Tuttavia i redditi da affitto per cedolare secca non rientrano nelle categorie incumulabili essendo parte della categoria dei redditi fondiari: «Si attende a breve una circolare Inps, tuttavia, dedicata al regime delle incompatibilità e delle cumulabilità con la pensione anticipata in Quota 100». (agg. di Niccolò Magnani)

CGIL “QUOTA 100 NON RISOLVE LEGGE FORNERO”

«Le domande di Quota 100, presentate sino ad oggi, sono circa 145mila, molte meno rispetto alle 290 mila previste dal Governo e non tutte saranno accolte, altre avranno decorrenza nel prossimo anno. Noi l’avevamo già detto mesi fa chiedendo che le risorse eccedenti venissero usate per superare effettivamente la Legge Fornero», è il post prodotto la Cgil e condiviso anche dal segretario Roberto Ghiselli in merito ai problemi legati alla riforma delle pensioni approntata dal Governo gialloverde in questo primo anno di esecutivo Conte a Palazzo Chigi. Non solo, per Ezio Cigna, responsabile previdenza pubblica della Cgil nazionale, il tema è ancora più profondo: «Una misura quella di Quota 100 che coinvolgerà una platea molto più ristretta rispetto a quella prevista, con un ingente risparmio di risorse per il prossimo triennio, così come noi avevamo già stimato ad aprile. Le nostre previsioni, considerate da Governo e Inps infondate, sono quindi corrette. Le domande di Quota 100, presentate sino ad oggi, sono circa 145mila, di queste –non tutte saranno accolte e altre avranno decorrenza nel prossimo anno. Cifre che rendono ancora più attendibile la nostra previsione: Quota 100 è una misura che coinvolgerà un terzo della platea prevista nel triennio, ossia 325mila persone anziché 970mila, determinando un avanzo importante di risorse». (agg. di Niccolò Magnani)

QUATTORDICESIMA, LA DOMANDA DI RICOSTITUZIONE

E anche luglio sta per arrivare consentendo a tanti pensionati di poter accedere alla tanto agognata Quattordicesima: per qualche giorno il primo interesse non sarà dunque solo la riforma pensioni e tutti gli annessi e connessi, ma chi ha diritto, come ne usufruisce e come può richiedere eventuale ricorso al macrotema della pensione “quattordicesima”. Ricordiamo che il diritto alla 14esima viene verificato rispetto a requisiti di età, contribuzione e reddito: se però alle posizioni prive di notizie reddituali precedenti al 2015, dove non è stata attribuita la Quattordicesima, il pensionato ritiene di averne diritto, allora può essere presentata l’apposita domanda di ricostituzione. Per farlo serve semplicemente accedere ai servizi online sul portale Inps, laddove in possesso delle credenziali Pin inps, Spid o Cns. In alternativa, specifica l’Istituto, il pensionato può avvalersi dell’assistenza gratuita degli uffici di Patronato: se la domanda a quel punto dovesse esser presa in considerazione e accettata, allora la Quattordicesima sarà erogata nella prima finestra utile di pagamento delle pensioni. (agg. di Niccolò Magnani)

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI CICCONE

Si è parlato molto di come la riforma pensioni abbia comportato dei sacrifici per chi è già in quiescenza, attraverso tagli e blocco parziale delle indicizzazioni. Biagio Ciccone, Segretario generale della Uil pensionati della Campania, in un’intervista a larampa.it, ci tiene a evidenziare che “i pensionati hanno tanto da offrire ai territori sia in termini economici che culturali e umani: le loro pensioni sono una risorsa considerevole, se non continuano a tartassarli; la loro opera sociale e familiare gratuita è il cardine di qualsiasi autentico modello solidale; essi stessi sono un capitale culturale vivente, la nostra memoria, le nostre radici. I territori del Sud Italia, in cambio, possono offrire ai pensionati ciò che essi cercano in tutto il mondo: aria buona, clima favorevole, cibo sano, cure naturali, calore umano, solidarietà. Tutto questo altrove lo hanno capito molto bene”.

LE RISORSE CHE L’ITALIA NON VEDE

Il sindacalista fa l’esempio dei pensionati italiani trasferitisi all’estero “per sfuggire al cappio fiscale e vengono accolti a braccia aperte in Portogallo, Canarie (Spagna), Florida (Usa), ecc., che li attraggono con politiche favorevoli. E noi perché non l’abbiamo capito? Perché mai queste politiche non possono essere attuate al Sud? Perché il nostro Paese deve continuare a trattare come un rifiuto quei cittadini che sono una risorsa?”. Ciccone sembra quindi promuovere le misure che mirano ad attirare i pensionati al Sud, “cosa che non solo salverebbe interi paesi del Mezzogiorno dalla scomparsa, ma genererebbe posti di lavoro e consentirebbe all’Italia intera di arrestare l’emorragia economica, culturale e umana rappresentata dall’esodo dei giovani e dei pensionati”.

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