RIFORMA PENSIONI/ Ultime notizie. Quota 100 non va toccata, dice Furlan

- Lorenzo Torrisi

Annamaria Furlan ribadisce che la riforma pensioni con Quota 100 non va toccata. Nel Governo è però scontro tra renziani e M5s

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Annamaria Furlan, leader Cisl (Lapresse)

FURLAN: QUOTA 100 NON VA TOCCATA

Annamaria Furlan ribadisce che la riforma pensioni con Quota 100 “non va toccata. Noi abbiamo detto con molta chiarezza che prima di togliere una delle poche possibilità di flessibilità di uscita dei lavoratori bisogna cambiare nell’insieme la legge previdenziale. La Fornero va cambiata fino in fondo. Nel frattempo quota cento la teniamo, come teniamo l’Ape sociale e cioè le poche flessibilità di uscita insieme ad opzione donna che oggi i lavoratori hanno oltre ovviamente alle regole della legge Fornero. Noi abbiamo chiesto da tempo, e questo c’è stato assicurato, di aprire un tavolo serio sulla previdenza nel suo complesso a partire dal dividere assistenza da previdenza e dal riconoscere alle donne il valore sociale della maternità magari attribuendo un anno di contributi per ogni figlio”. Intervistata da formiche.net, la Segretaria generale della Cisl ricorda anche l’importanza di sbloccare la rivalutazione delle pensioni, “perché è l’unico reddito che hanno gli anziani” e reputa positivo il fatto che il ministro Catalfo voglia aprire un confronto anche sui lavori gravosi.

BELLANOVA “VS” GOVERNO “QUOTA 100 VA TOLTA”

Alle parole di Matteo Renzi fanno seguito quelle di Teresa Bellanova, Ministro dell’Agricoltura ma soprattutto capo delegazione per Italia Viva nel Governo nelle discussioni della prossima Manovra Economica: la riforma pensioni di Quota 100 secondo il partito scissionista dal Pd va tolta già in questa Finanziaria, «è una misura a tempo e per pochi, che non considera i lavori usuranti, discrimina i lavoratori e toglie risorse a migliaia di giovani e famiglie. Abbiamo sì bisogno di una riforma pensionistica ma seria, strutturale, che non gravi sulle spalle dei nostri figli». Dopo le conferme invece del Premier Conte, del Pd e soprattutto del Movimento 5 Stelle – con Di Maio che ha fatto muro alle richieste renziane – l’imminente Consiglio dei Ministri potrebbe vedere non pochi “dissidi” tra le forze di maggioranza proprio sulla possibilità o meno di abolire la Quota 100 prima della scadenza naturale della misura pensionistica.

RENZI INSISTE: TOGLIERE QUOTA 100

Con la sua enews di oggi Matteo Renzi non getta affatto acqua sul fuoco in relazione alla discussione, all’interno della maggioranza, sul futuro della riforma pensioni con Quota 100. L’ex Premier scrive infatti che “Quota100 è pensato solo per chi ha già diritti. Togliere quella misura per destinare i soldi alle famiglie e allo stipendio dei lavoratori sarebbe giusto. E molto utile. Via quota 100, più risorse ai figli e ai salari”. Paolo Capone, Segretario generale dell’Ugl, in una nota fa però sapere che “è impensabile toccare Quota 100 perché rappresenta un successo per il nostro Paese, con 176 mila domande presentate all’Inps fino a settembre, il che vuol dire agevolare l’ingresso dei giovani e il turnover nel mondo del lavoro”. “Il Governo presti molta attenzione alla prossima manovra, alcune riforme come questa delle pensioni, sono state decisive per il bene dell’occupazione e dei lavoratori. In tal senso, auspico che non ci sia alcun passo indietro, sarebbe un grave errore e un vero fallimento di questo esecutivo”, aggiunge il sindacalista.

LO SCONTRO NELLA MAGGIORANZA SU QUOTA 100

La riforma pensioni con Quota 100 continua a far discutere nella maggioranza di governo. Luigi Di Maio, secondo quanto riporta Radiocor, ha infatti detto: “Il partito di Renzi vuole tornare alla legge Fornero, io non voglio altri esodati in Italia, ancora non abbiamo finito di affrontare quelli originati dalla legge Fornero. Se qualcuno pensa di poter far partire una nuova generazione di esodati ha sbagliato governo”. Da Facebook gli ha fatto eco il collega di partito Vito Crimi: “Ma davvero si vuol far ricadere il Paese nel cataclisma Fornero? Pensavo che la batosta fosse stata sufficiente e che quel fallimento fosse solo un lontano ricordo. Invece, ancora oggi, sentiamo qualcuno in maggioranza che vuol creare nuovi esodati. Siamo al delirio, alla follia pura! Fornero addio, Quota 100 non si tocca”. Alessia Rota, deputata Pd, però, su Twitter scrive: “M5S dice che ‘non voterà mai una legge di bilancio che ripristini la Fornero’. Perché non dicono che quella legge non è MAI stata abolita e che quota100 è una misura provvisoria iniqua e costosissima? Sono risorse che potrebbero essere destinate a lavoratori e famiglie”.

CATALFO SU QUOTA 100

Pier Paolo Baretta è fiducioso sulla possibilità che nel Governo si arrivi a una quadra sul da farsi circa la riforma pensioni con Quota 100. Sul tema, ha detto il sottosegretario dell’Economia secondo quanto riportato da Askanews, “c’è una discussione comprensibile in una manovra di bilancio complessa. Ci sono punti che vanno composti. Ieri abbiamo fatto un importante incontro al ministero dell’Economia con il ministro Catalfo. Credo che in giornata si risolverà”. In questo senso il ministro del Lavoro, stando a quanto riporta Radiocor, ha messo in chiaro che “i renziani non governano da soli” e che Quota 100 è una misura sperimentale che “va mantenuta così com’è fino alla sua naturale scadenza”. Nel frattempo cresce l’insofferenza dei sindacati. Carmelo Barbagallo, come riporta Askanews, si aspetta una convocazione “entro stasera o al massimo domani mattina” da parte di palazzo Chigi, perché “ancora non trovano riscontro alcune questioni come l’adeguamento delle pensioni e l’incremento delle risorse per il rinnovo dei contratti pubblici”.

L’ALLARME DI DURIGON

Claudio Durigon lancia l’allarme sulla possibilità che il Governo metta mano alla riforma pensioni con Quota 100. L’ex sottosegretario al Lavoro spiega a pensionipertutti.it che il Governo “racconta che quota 100 non si tocca fino a scadenza e invece sono pronti ad inserire ulteriori mesi di finestra. Questo è davvero mettere le mani in tasca ai lavoratori e alle imprese, perché sicuramente un lavoratore in stato di prepensionamento avrà stimoli diversi per la produttività. Se poi questo avviene come aumento dei mesi nella pensione per anzianità significherebbe che ci troviamo in un colpo di mano filo-europeista davanti alla reintroduzione della aspettativa di vita della legge Fornero”. Durigon evidenzia: “Noi ci aspettavamo dal governo cinque stelle non la reintroduzione di altre finestre, ma l’abolizione delle esistenti in virtù delle nuove assunzioni Inps”. Infatti, sottolinea, le finestre erano state introdotte “per far sì che l’Inps potesse lavorare la mole di domande senza intoppi”. Una motivazione che oggi non avrebbe motivo di esistere.

SALVINI E DI MAIO DIFENDONO QUOTA 100

Le parole di Luigi Marattin contro la riforma pensioni con Quota 100, che a nome di Italia Viva propone di cancellare, non lasciano indifferente Matteo Salvini che, come riportato da Repubblica, subito respinge la proposta al mittente: “Renzi propone l’abolizione totale di quota 100. È solo l’ultima follia del governo delle poltrone, che ha annunciato nuove tasse su gasolio, merendine e denaro contante mentre gli sbarchi aumentano e la politica estera non esiste. Non glielo permetteremo! È ancora più importante essere in piazza a Roma, il 19 ottobre, per mandare l’avviso di sfratto a questi traditori sia dal governo dell’Umbria che da quello del Paese”. A quanto pare non c’è però solamente il leader della Lega a fare scudo contro modifiche a Quota 100. Sembra che durante il vertice di governo svoltosi ieri a palazzo Chigi anche Luigi Di Maio si sia opposto a ogni ipotesi di modifica (compreso l’allungamento delle finestre) della misura previdenziale che del resto lo stesso Movimento 5 Stelle ha voluto insieme alla Lega l’anno scorso.

ITALIA VIVA: ABOLIZIONE TOTALE DI QUOTA 100

Italia Viva non ha mai nascosto la volontà di cancellare la riforma pensioni con Quota 100 e Luigi Marattin torna all’attacco su questo punto. “A fronte del fatto che le risorse per la legge di bilancio 2020 non sono ancora del tutto definite, Italia viva propone l’abolizione totale di Quota 100”, ha detto il deputato vicino a Renzi, evidenziando che “si tratta della politica più ingiusta degli ultimi 25 anni, perché spende risorse ingenti a carico dei giovani lavoratori. In sua sostituzione proponiamo di rendere strutturale l’Ape Social, per consentire il prepensionamento a chi ha svolto lavori gravosi e usuranti, e non a tutti”. Il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo però non ci sta: “Quota 100 non si tocca. È una misura sperimentale che scade nel 2021 e come tale va portata a termine senza fare modifiche. Con i sindacati mi sono impegnata espressamente ad avviare subito un confronto su come rendere il nostro sistema pensionistico più equo. Lo faremo e proprio per questo le cose restano come stanno”.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI LEONARDI

Marco Leonardi, dalle pagine del Foglio, riaccende il dibattito sull’opportunità di mantenere la riforma pensioni con Quota 100 fino alla sua naturale scadenza alla fine del 2021. Dal suo punto di vista per finanziare le diverse misure necessarie come il taglio del cuneo fiscale o l’assegno unico familiare occorre aumentare l’Iva o “riprendere la discussione con le parti sociali per costruire un sistema pensionistico più giusto fondato su due pilastri – rete di assistenza con Ape sociale per chi è disoccupato o lavoratore gravoso e flessibilità di uscita per tutti gli altri. Trovato un accordo, che dovrebbe partire dal 2021, si dovrebbe poter considerare subito superata quota 100”.

QUOTA 100 CON RICALCOLO CONTRIBUTIVO

L’ex consigliere di palazzo Chigi sa bene che “toccare quota 100 è impopolare, ma si dovrebbe riconoscere che quota 100 nel 2021 riguarderà un numero molto contenuto di persone (100/150 mila) ciascuna delle quali otterrebbe un beneficio pro capite di diverse decine di migliaia di euro (40/50 mila)”. Aumentare l’Iva, poi, sarebbe decisamente più impopolare. Per Leonardi si potrebbe pensare che Quota 100 resti in vigore, prevedendo però il ricalcolo contributivo della pensione dal 2021. L’economista ricorda che “una flessibilità di uscita a pagamento, esattamente come avviene in Germania, accompagnata con una rete di protezione dell’anticipo pensionistico sociale per disoccupati, disabili, caregivers e lavoratori gravosi che non raggiungono i requisiti della pensione sarebbe un’ottima soluzione per il lungo periodo”.

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