PENSIONI, SPESE RIFORMA QUOTA 100/ Inps: “Ragioneria esagera” (ultime notizie)

- Niccolò Magnani

Tridico contesta i conti della Rgs sulla spesa della riforma pensioni di Quota 100: “conti esagerati”. La replica del Presidente Inps

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Pasquale Tridico (Lapresse)

Inps vs Ragioneria sulle spese della riforma pensioni

Non sono piaciuti all’Inps e al suo Presidente Pasquale Tridico i conti prodotti dalla Rgs in merito alla spesa della riforma Quota 100 e il “braccio di ferro” di questo ultime ore tra l’istituto e la Ragioneria, segnalato dal Sole 24 ore, è piuttosto acceso. 63 miliardi di spesa previdenziale maggiore per i nuovi anticipi pensioni stimati dalla Ragioneria generale dello Stato fino al 2036 – con un andamento pari allo 0,2 di punti Pil l’anno – non vengono visti dal n.1 Inps come calcoli “esatti”: «Sinceramente sono abbastanza sorpreso di questi 63 miliardi, probabilmente s’intende qualcos’altro. Credo sia sovrastimato come dato», sottolinea Tridico. Per l’ex candidato Ministro del Mef per il M5s il braccio di ferro deve essere tenuto anche perché dal Governo – con le parole di Fraccaro, Di Maio e Catalfo – la riforma pensioni di Quota 100 dovrà essere tenuta così come è anche per i prossimi due anni. Per il Presidente Inps, «Nel 2021 Quota 100 costa ancora 8 miliardi, e se avrà lo stesso tasso di espansione, si risparmieranno di nuovo 4 miliardi»; per Tridico, in conclusione, «Non si possono sommare a questi 20 miliardi i soldi che i lavoratori avrebbero preso a 67 anni, perché non ha senso. Se continua il tasso di espansione attuale, cioè al 50%, se ne spende la metà».

Fornero, “la Quota 100 non va prorogata”

Matteo Salvini si è detto pronto a ostacolare con ogni mezzo la revisione di «quota 100», mentre il leader M5s Luigi Di Maio ha tenuto a precisare che la riforma pensioni «non si tocca». Ma il tema continua a essere dibattuto e Elsa Fornero, artefice della precedente riforma finita nel mirino di diverse forze politiche, ha sottolineato ai microfoni di Radio Capital: «Io direi che quelli che sono programmati nel 2020, li lascerei sostanzialmente come sono. Farei qualcosa sul 2021: per esempio, invece di dire quota 100, farei quota 101 o quota 102». L’ex ministro del lavoro e delle politiche sociali del Governo Monti ha poi aggiunto: «L’altra cosa è vedere alcune categorie che potrebbero continuare anche nel 2021 ad avere quota 100. Bisogna dire molto chiaramente fin da ora che non verrà prorogata, perché quella fu una scelta insensata». Attesi aggiornamenti nel corso dei prossimi giorni, il capitolo pensioni sarà certamente uno dei più roventi per l’agenda giallorossa… (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

Salvini, “via Quota 100? Non si torna alla Fornero”

Il “disco” impostato da Matteo Salvini in questi primi giorni all’opposizione è sempre lo stesso in merito ai progetti di riforma pensioni del Governo giallorosso: «Quello che non permetteremo a livello nazionale è che si smonti il lavoro fatto. Leggo in questi giorni che qualcuno vuole cancellare quota 100 e tornare alla legge Fornero. Dovranno passare sui nostri corpi» ha spiegato il leader della Lega intervenendo ad un comizio in Umbria ad Orvieto. Nel frattempo fanno ancora discutere i risultati dello studio prodotto dalla Ragioneria di Stato, con la richiesta esplicita fatta al Ministero del Lavoro e del Mef per un cambio di rotta in vista sul tema pensionistico: «Legare l’uscita verso la pensione anche agli incrementi della speranza di vita», si legge nel rapporto diffuso ieri, «è un pilastro fondamentale per la sostenibilità del sistema previdenziale. Il processo di elevamento dei requisiti minimi e il relativo meccanismo di adeguamento automatico previsto dalla normativa vigente sono stati valutati con estremo favore dagli Organismi internazionali e, in primo luogo, in ambito europeo».

Landini critica il governo sulle pensioni

Lo aveva già fatto nei primi giorni del nuovo Governo Conte-bis, lo rifà ora andando a Bruxelles per incontrare il Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli (Pd): sulla riforma pensioni e il futuro di Quota 100 Maurizio Landini si distanza e parecchio dal nuovo esecutivo Pd-M5s-LeU, pur trovandosi in linea teorica nella collocazione ideologica che lo contraddistingue, la sinistra di Governo. Per il leader della Cgil «Se davvero il nuovo governo vuole essere quello del cambiamento, la svolta e il cambiamento si fanno insieme ai lavoratori e non contro di loro» , ha attaccato da Bruxelles il Segretario Landini. L’alleanza con Uil e Cisl in merito alla Piattaforma Comune, spiega ancora il sindacalista, non è cambiata e la richiesta al Governo rimane la stessa: «vogliamo confrontarci col governo, sperando che sappia ricostruire un rapporto strutturale con le parti sociali, sindacali e non solo, e che prenda decisioni dopo aver parlato con loro». In merito alle pensioni, Landini attacca «Abbiamo notato che nel suo programma ci sono molte cose importanti, ma che ne mancano altre, come le pensioni e il rinnovo dei contratti. Vogliamo dunque un confronto per il Paese, che ha bisogno di avere risposte ai suoi problemi».

Riforma pensioni, parla Proietti (Uil)

Come già aveva detto dopo le ipotesi circolate sui provvedimenti che ha in mente il Governo giallorosso sulla pensioni (non toccare la riforma di Quota 100, se non per un restyling sulle tempistiche; pensione di garanzia per i giovani; rinnovo Ape Social) il Segretario confederale della Uil Domenico Proietti si dice più possibilista su soluzioni e situazioni positive per il sistema pensionistico dell’immediato futuro in Italia. In una nota uscita ieri il sindacalista spiega «Il nostro sistema previdenziale è sostenibile nel presente e nel futuro». Il commento arriva dopo la pubblicazione della Ragioneria Generale dello Stato in merito alla spesa che Quota 100 potrebbe avere come impatto nel sistema pensioni italiano nei prossimi anni: «Sarebbe molto utile – rileva Proietti – che la Ragioneria Generale dello Stato contribuisse a realizzare un’operazione verità sull’importo della spesa per pensioni e della spesa per l’assistenza. È più che mai opportuno, a tale proposito, restituire rapidamente la commissione istituzionale, per operare questa separazione e dimostrare all’Europa che la spesa per pensioni in Italia è in media, e in qualche caso al di sotto, con quella degli altri paesi». In merito alle misure che il Governo Conte-2 dovrà tenere come priorità, la Uil sottolinea «continuare come già fatto con l’ape sociale e quota 100, a reintrodurre una flessibilità di accesso alla pensione intorno ai 62 anni».

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