Riforma pensioni/ E la mossa importante per i giovani nel Recovery plan

- Lorenzo Torrisi

“Investire nei giovani e ridurre il divario generazionale non passa solo per la riforma delle pensioni”, spiega Giacomo Bandini

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(LaPresse)

LA MOSSA IMPORTANTE PER I GIOVANI

“Investire nei giovani e ridurre il divario generazionale non passa solo per la riforma delle pensioni, ma anche nella creazione di politiche attive. Educazione, imprenditorialità e lavoro sono le parole chiave”. Così Giacomo Bandini, Direttore generale di Competere, chiude il suo intervento su formiche.net dedicato al Recovery plan, che alla fine destina solamente due miliardi di euro, cioè circa l’1% delle risorse totali ai giovani. “Nell’ambito del piano #NextGenerationItalia le risorse dedicate alle politiche giovanili costituiscono solamente l’1% del totale (circa 2 miliardi). Se confrontate con quelle di alcuni paesi più lungimiranti risultano piuttosto limitate. La Francia prevede investimenti pari a 15 miliardi di euro da destinare equamente alle politiche attive del lavoro e alla formazione attraverso piattaforme ad hoc. In Spagna la copertura dedicata agli interventi di sostegno ai giovani occuperanno il 17,6% del totale delle risorse, mentre in Portogallo l’8,6%”, scrive Bandini, secondo cui l’Italia potrebbe portare a 15 miliardi la cifra stanziata anche con un fondo garanzie per le imprese degli under 35.

ALLARME UIL SUL TAGLIO PENSIONI

In seguito all’allarme, più volte rilanciato, per il taglio delle pensioni nel 2021 effettuata con la nuova revisione dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo (previsto dalla riforma Dini) è la Uil a rilanciare la tematica sottolineando la pericolosità: «L’attuale meccanismo – spiega il segretario confederale Domenico Proietti – è penalizzante per i lavoratori e disincentiva la permanenza al lavoro, in netta contrapposizione con il principio alla base del sistema contributivo. Rimandando, infatti, l’accesso alla pensione si incorre nel pericolo di vedere il proprio montante contributivo calcolato con coefficienti più sfavorevoli». Sulla medesima scia anche Ignazio Ganga, segretario confederale della Cisl: «La revisione automatica dei coefficienti per il calcolo delle pensioni con il sistema contributivo dovrebbe essere rivista e diventare oggetto di confronto con le organizzazioni sindacali, come prevedeva all’origine la legge Dini del 1995».

LA SORVEGLIANZA PER I LAVORATORI A RISCHIO

Come ha spiegato in una recente intervista Nunzia Catalfo, il Governo studierà una riforma pensioni per cercare di tutelare anche i lavoratori più esposti al rischio contagio da Covid. Intanto, come spiega pensionioggi.it, secondo quanto stabilito in uno degli articoli del Decreto milleproroghe “proseguirà sino al 31 marzo 2021 la sorveglianza sanitaria eccezionale dell’Inail”. La misura, “impone ai datori di lavoro pubblici e privati di assicurare la sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente esposti al rischio, in ragione dell’età, della condizione da immunodepressione e di una pregressa infezione da Covid-19 ovvero da altre patologie che determinano particolari situazioni di fragilità del lavoratore”. Fino al 28 febbraio 2021, inoltre, “i lavoratori fragili sopra indicati svolgono di norma la prestazione lavorativa in modalità agile, anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti, o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto”.

RIFORMA PENSIONI, LE NOVITÀ PER LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE

Come ricorda Il Sole 24 Ore, non c’è stata alcuna misura di riforma pensioni che, com’era stato auspicato, possa incentivare l’adesione alla previdenza complementare come il semestre di silenzio-assenso chiesto anche dai sindacati. Tuttavia non mancano novità per il settore in virtù di “un notevole aggiornamento del quadro regolatorio che completa il recepimento della direttiva Ue Iorp II”. La Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, ha pubblicato sul proprio sito le nuove Istruzioni in materia di trasparenza e il Regolamento sulle modalità di raccolta degli iscritti che “diverranno cogenti dal 1° maggio prossimo”. Il quotidiano di Confindustria spiega che le nuove Istruzioni introducono una serie di semplificazioni e prevedono il cambiamento della Comunicazione periodica agli iscritti, soprattutto dal punto di vista grafico per rendere più percepibili le informazioni più salienti. Dal punto di vista della raccolta di nuove adesioni, “l’enfasi è senz’altro sul collocamento mediante siti web”.

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