RIFORMA PENSIONI/ Furlan (Cisl): “Manovra non finanzia rivalutazione assegni”

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, Furlan (Cisl) contesta Manovra e Recovery Fund: “il Governo non finanzia la rivalutazione degli assegni”

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Annamaria Furlan (Lapresse)

FURLAN (CISL) CONTESTA LA MANOVRA

«Ci sono dei limiti evidenti nella manovra, come stiamo illustrando ai gruppi parlamentari, ricevendo attenzione da tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione», ha spiegato stamane in una lunga intervista al Sole 24 ore la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan. Dal Recovery Fund che ancora non vede la luce ad una Legge di Bilancio che non convince appieno, i temi toccati dalla leader sindacale sono diversi: ma sulla riforma delle pensioni e le novità rilanciate dal Governo, la Furlan sottolinea «Non si vogliono utilizzare le risorse del Mes e si rinvia poi ancora una volta la riforma del fisco che è indispensabile per lo sviluppo. Non si finanziano la legge sulla non autosufficienza e la rivalutazione delle pensioni. E poi c’è tutto il capitolo della pubblica amministrazione dove non si affronta il tema dei 350 mila precari e si stanziano appena 400 milioni per il rinnovo dei contratti pubblici».

CONTRATTO ESPANSIONE: LA PROROGA NEL 2021

Il Governo ha previsto anche per il 2021 lo strumento “sperimentale” del contatto di espansione già utilizzato nel 2019 e in questo 2020: un passaggio della Manovra di Bilancio 2021 prevede infatti che il contratto di espansione interprofessionale potrà essere utilizzato anche il prossimo anno dalle aziende di qualsiasi settore che occupino almeno 500 dipendenti. In attesa di una strutturazione completa e complessa della riforma pensioni post-Quota 100, nella Legge di Bilancio si prevede tale processo di assunzioni di nuove professionalità attraverso la risoluzione anticipata del rapporto di lavoro per lavoratori a non più di 5 anni dal raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia o della pensione anticipata. La modifica in Manovra prevede con questo “scivolo” il pagamento da parte dell’azienda di un’indennità economica fino all’effettivo raggiungimento della pensione oltre che della relativa contribuzione figurativa.

RIFORMA PENSIONI, IL VULNUS DI OPZIONE DONNA

In un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore viene ricordato che tra le misure di riforma pensioni nella Legge di bilancio ci sarà la proroga di un anno di Opzione donna e Ape social. Se nel secondo caso pare che non ci sarà l’allargamento della platea dei beneficiari inizialmente previsto, nel primo, sottolinea il quotidiano di Confindustria, non viene posto rimedio alla disparità di trattamento rispetto ad altre forme di pensionamento derivante dal fatto che resta impossibile utilizzare il cumulo gratuito dei contributi per accedere a Opzione donna. Un problema che il Comitato Opzione donna social ha già evidenziato negli anni passati, ma a cui ancora non è stato posto rimedio, nonostante le continue proroghe, anno dopo anno, della misura. Vedremo se quest’anno andrà diversamente.

LE PAROLE DI DURIGON SUL CONTRATTO DI ESPANSIONE

Nei giorni scorsi Il Sole 24 Ore aveva anche ipotizzato che con la manovra venisse potenziato, oltre che prorogato, il contratto di espansione. In questo senso Claudio Durigon, in un’intervista a Libero, spiega che la Lega ha già presentato un emendamento per fare in modo che l’accesso a questo strumento possa essere ampliato alle imprese sopra i 250 dipendenti, consentendo “scivoli verso la pensione anche di 5-7 anni e la cassa integrazione per riqualificare i dipendenti, ma solo se assumono grazie ad agevolazioni che aumentano se gli addetti arrivano dagli Its, gli istituti tecnici”. Secondo i calcoli citati dall’ex sottosegretario al Lavoro, con uno stanziamento di 250 milioni di euro si potrebbe consentire a circa 3.000 imprese di usufruire di questo strumento.

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