RIFORMA PENSIONI/ Quota 100, la ritirata spagnola del Governo (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Francesco Boccia è duro nei confronti del Governo e critica le sue mosse in merito alla riforma pensioni con Quota 100 e il Reddito di cittadinanza

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Pasquale Tridico (Lapresse)

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI BOCCIA

Francesco Boccia è duro nei confronti del Governo: “Sono degli irresponsabili e ogni giorno confermano la loro totale mancanza di rispetto per il Paese e per gli italiani. Per quattro mesi ci hanno raccontato che le loro due misure principali inserite nella legge di Bilancio 2019, quota 100 sulle pensioni e il reddito di cittadinanza, anche se di sola spesa corrente avrebbero cambiato il corso della politica economica italiana. Quell’approccio sommato da continue minacce in Europa, aveva invece creato solo tensioni continue sui mercati finanziari che ci sono costate già 5 miliardi di maggiori oneri tra i sei mesi del 2018 e tutto il 2019”, dice il deputato del Pd, secondo cui sulla riforma pensioni con quota 100 e sul reddito di cittadinanza “il Governo Conte, con evidente irresponsabilità, ha avuto un approccio da assalto francese e ritirata spagnola”. “Per noi era chiaro sin dall’inizio che senza investimenti pubblici, riduzione delle tasse sul lavoro e pesanti interventi redistributivi sarebbe stato impossibile far crescere ancora l’Italia”, aggiunge Boccia.

LA PROTESTA DI 3 GENERALI

Domani si celebra la Festa della Repubblica, ma sembra che alla sfilata prevista ai Fori Imperiali a Roma non ci saranno tre generali, in aperta contestazione con il Governo Conte. Adnkronos riporta le parole di Dino Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, che evidenzia in particolare come “noi generali in pensione veniamo trattati come malfattori per via della polemica sulle cosiddette pensioni d’oro, addirittura Luigi Di Maio pronunciò la frase ‘si debbono vergognare’. Non capisco di cosa dovrei vergognarmi. Ho servito lealmente il mio Paese per 40 anni, rischiando la vita su un aeroplano”. Mario Arpino, già Capo di Stato della Difesa, ritiene non tollerabile “la gogna mediatica a cui sono stati sottoposti i pensionati. Non ne faccio una questione personale: trovo inaccettabile sentire parlare di pensioni d’oro, quasi incitando all’odio di classe”. Sarebbe “ipocrita da parte mia stringere le mani di chi ha tagliato le pensioni. Non è una colpa, ma un merito avere una pensione più alta per chi ha lavorato tutta la vita. Io ho cumulativamente 55 anni di servizio”, aggiunge.

I CAMBIAMENTI CHIESTI DAI SINDACATI

Durante la manifestazione unitaria contro la riforma pensioni, i sindacati non hanno solo protestato contro gli interventi di blocco delle indicizzazioni e di tagli degli assegni, ma hanno anche chiesto degli interventi all’attuale sistema previdenziali. Ivan Pedretti, secondo quanto riporta il sito di Rassegna Sindacale, ha chiesto al Governo di bloccare il meccanismo che lega i requisiti pensionistici all’aspettativa di vita, “perché i lavoratori non sono tutti uguali: un muratore, un siderurgico un’infermiera hanno un’aspettativa di vita più bassa di un universitario o di un impiegato ed è giusto dunque che vadano in pensione prima e senza tagli”. Il Segretario generale dello Spi-Cgil ritiene anche fondamentale riconoscere, ai fini previdenziali, il lavoro di cura svolto dalle donne e prevedere “una pensione di garanzia per i giovani, sostenuta dalla fiscalità generale, che garantisca un futuro previdenziale dignitoso alle nuove generazioni un futuro dignitoso e non una pensione da fame”. “Non siamo egoisti come qualcuno ci descrive, anzi siamo pronti anche ad azioni di solidarietà per garantire un futuro ai giovani”, ha aggiunto Pedretti.

ZINGARETTI ALL’ATTACCO SULLA RIFORMA PENSIONI

Si è tenuta giovedì la prima direzione del Pd dopo le elezioni europee. Nicola Zingaretti, secondo quanto riporta cinquequotidiano.it, ha evidenziato la necessità di “spingere verso la ripresa del nostro rapporto con i ceti deboli, i giovani, le periferie, i piccoli centri”. Il leader dei democratici ha anche parlato di riforma pensioni, evidenziando che Quota 100 “scarica il peso delle pensioni sui più giovani”. In conferenza stampa, secondo quanto riporta Lapresse, ha anche detto: “Nel silenzio generale, lo voglio ricordare, da sabato per sei milioni di italiani inizierà il taglio delle pensioni, cosa della quale nessuno sembra interessarsi”. Marco Leonardi, dal Festival dell’economia di Trento, ha fatto però autocritica sulle politiche portate avanti dal Pd durante gli anni di Governo: “Non abbiamo fatto abbastanza per i poveri, non siamo stati sufficientemente incisivi sulle pensioni e non siamo stati in grado di creare la giusta empatia con l’elettorato del sud”. Queste le ragioni per cui l’anno scorso era arrivata la sconfitta alle elezioni politiche.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI PEDRETTI

Oggi i sindacati scendono in piazza a Roma contro la riforma pensioni del Governo. Ivan Pedretti, intervistato dal Manifesto, spiega che “le pensioni continuano ad essere un bancomat e l’operazione da 3,5 miliardi fatta in manovra crea una divisione fra deboli, una spaccatura sociale visto che i soldi tolti ai pensionati vengono usati per Quota 100 e Reddito di cittadinanza: perché quei soldi non li sono andati a prendere ai ricchi o agli evasori fiscali? A giugno si riprenderanno 100 milioni, il presidente del consiglio Conte ci dice che si tratta di poco ma allora se è poco perché non rinunciano? Ad un pensionato con 1.800 euro lorde di pensione, che nette sono non più di 1.500, capofamiglia monoreddito un taglio anche di 100 euro l’anno può metterlo in difficoltà”.

L’ATTACCO A TRIDICO

Il Segretario generale dello Spi-Cgil ne ha anche per Pasquale Tridico, “perché non fa il suo mestiere. Il suo mestiere non è fare la Caritas e dire che andrà in giro con i camper per i poveri. Il suo lavoro è garantire i lavoratori e i pensionati e invece riduce le sedi dell’Inps nei piccoli territori, isolando le persone. A milioni di persone non è data la possibilità di controllare la propria busta, c’è solo un pin on-line che spesso non funziona”. Pedretti garantisce anche che “se non ci saranno riposte continueremo a mobilitarci perché le nostre ragioni non si esauriscono con una manifestazione. Faremo altre mobilitazioni sul territorio, continueremo a far sentire la nostra voce. Sappiamo che le Europee ci delineano una strada in salita: in tanti hanno votato la Lega ma siamo consapevoli che bisogna combattere il ministro della paura Salvini”.

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