RIFORMA PENSIONI/ Crollo nascite, il pericolo ‘agitato’ da Cottarelli

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, il futuro post-Quota, il nodo rivalutazioni e lo “spettro” agitato da Cottarelli sulla crisi demografica in Italia

carlo cottarelli azzolina banchi con le rotelle
Carlo Cottarelli (Lapresse)

COTTARELLI E IL PROBLEMA PENSIONI IN VISTA DELLA RIFORMA

L’inverno demografico di cui è afflitta l’Italia non da oggi, purtroppo, potrà avere effetti anche sul breve-medio termine sul sistema pensioni: intervenendo a “Parliamone” su Rai News24 l’economista Carlo Cottarelli torna sulla sua “provocazione”, ovvero quella di far andare in pensione prima chi fa figli.

«La fertilità dagli anni Sessanta ad oggi è calata dal 2,5 all’1,27», spiega il direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici, «Anche con il crescere del Pil non si tornerebbe ai livelli di natalità degli anni Sessanta. Al massimo a quelli degli anni Ottanta». Per questo motivo, in attesa della prossima riforma pensioni, il nodo del pensionamento non può essere separato dalla crisi demografica: «L’età effettiva di pensionamento in Italia è poco più di 63 anni. È importante tenere conto del fatto che bisogna fare andare in pensione il più presto possibile coloro che fanno lavori gravosi. Il Governo si sta muovendo verso tale direzione con quota 100. Ma bisogna fare una apertura per tutti, anticipando l’età di pensionamento rispetto alle regole della legge Fornero. Si potranno fare degli aggiustamenti, ma non rivoluzioni radicali perché c’è un problema demografico», conclude Cottarelli. (agg. di Niccolò Magnani)

RIVALUTAZIONI PENSIONI, COSA POTREBBE SUCCEDERE

Secondo l’esperta di diritti dei pensionati e avvocatessa dello studio “Dirittissimo”, Celeste Collovati, il mese di gennaio sarà fondamentale per capire la nuova riforma pensioni come impatterà sul nodo delle rivalutazioni.

«Nel 2021 le pensioni non sono state rivalutate perché l’inflazione prevista in via provvisoria per il 2020 era negativa. Nel 2022, si presume salirà anche perché il tasso del costo della vita sarà al 1,5%. La quantificazione dell’aumento come rivalutazione dipende dal metodo che il governo deciderà di seguire per la perequazione»: il nodo, spiega l’avvocatessa, è se il Governo Draghi rispetterà i dettami della Consulta che ha stabilito 7 anni fa come «se anche per motivi di deficit economici si debba ricorrere a blocchi della rivalutazione, questi debbano essere di breve durata, occasionali, così da non sollevare il ricorrente tema dell’incostituzionalità in merito alla durata di tali provvedimenti». Un ulteriore blocco/taglio alle pensioni, conclude Collovati, «dovrebbe sempre avere come scopo quello di reinvestire le somme recuperate nel sistema pensionistico come doveva essere per il contributo di solidarietà…». (agg. di Niccolò Magnani)

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI PROIETTI

Secondo Domenico Proietti, in tema di riforma pensioni occorre “un complesso di misure che deve essere affrontato con la giusta lungimiranza e organicità, perché i nostri cittadini meritano certezza e tranquillità soprattutto su un tema, come quello previdenziale, che per sua natura si deve fondare sulla stabilità delle norme. Per la Uil è il momento di agire abbandonando le logiche volte solamente a fare cassa, solo così si potrà avviare un percorso di riforma che riporti l’equilibrio sociale al centro del sistema”. Invitato da pensionipertutti.it a commentare le nove proposte di legge parlamentare in tema di pensioni, il Segretario confederale della Uil spiega che “rimettere equità e solidarietà al centro del sistema previdenziale deve diventare una priorità”.

IL COMMENTO SUI PDL IN PARLAMENTO

Dal suo punto di vista “bisogna innanzitutto reintrodurre una piena e vera flessibilità di accesso alla pensione intorno ai 62 anni e parallelamente con il solo requisito contributivo di 41 anni a prescindere dall’età anagrafica. Ma come Uil siamo fortemente contrari a qualsiasi misura che preveda una qualsivoglia forma di penalizzazione o ricalcolo per i lavoratori e le lavoratrici. Come sottolineato anche nei PdL presentati, l’attuale sistema non valorizza efficacemente il lavoro di cura e la maternità. Riteniamo che si debbano predisporre misure che riconoscano un maggior valore sociale e, quindi, previdenziale con interventi che oltre a consentire un accesso anticipato alla pensione tutelino anche il livello reddituale”.

— — — —

Abbiamo bisogno del tuo contributo per continuare a fornirti una informazione di qualità e indipendente.

SOSTIENICI. DONA ORA CLICCANDO QUI

© RIPRODUZIONE RISERVATA