Riforma pensioni/ I dati dei sindacati

- Lorenzo Torrisi

Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil tornano a chiedere un intervento di riforma pensioni relativo alle rivalutazioni degli assegni

pensioni_manifestazione_lapresse
Lapresse

I DATI DEI SINDACATI

Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil tornano a chiedere un intervento di riforma pensioni per “una giusta rivalutazione dei trattamenti pensionistici”. Nelle Marche, le federazioni hanno elaborato i dati Inps da cui emerge come “tra i pensionati italiani, e nello specifico tra quelli marchigiani, ci sono tantissime persone che stanno di fatto scivolando verso la soglia di povertà”, spiega Elio Cerri, Segretario generale dello Spi-Cgil Marche. Il Corriere Adriatico riporta anche le parole di Mario Canale, Segretario generale della Fnp-Cisl, che evidenza che “come confermato recentemente anche dall’Istat, la presenza di un pensionato all’interno di nuclei familiari vulnerabili ha consentito di dimezzare l’esposizione al rischio di povertà. In cambio di questo contributo alla tenuta della coesione sociale abbiamo ricevuto ben poco. Pensioni che non vengono rivalutate da 7 anni (la mini rivalutazione di 53 centesimi al giorno operata dalla Legge di bilancio è una beffa scandalosa), carico fiscale tra i più alti dell’Unione Europea, nessun diritto esigibile a prestazioni socio assistenziali e sanitarie quando non siamo più in grado di cavarcela da soli”.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI PROIETTI

Secondo Domenico Proietti, in tema di riforma pensioni, “con il dichiarato scopo di superare lo scalone che si creerebbe da gennaio 2022”, dopo la fine del triennio di Quota 100, vengono avanzate “proposte singolari è fortemente penalizzanti. La più ricorrente di queste proposte è quota 102 con penalizzazioni e ricalcolo contributivo. Misura che se fosse realizzata equivarrebbe a: si va in pensione a 64 con 38 anni di contributi e con una pensione ridotta tra il 20-30%”. Il Segretario confederale della Uil, in un articolo pubblicato su pensionipertutti.it, spiega che “questa proposta è assurda perché oltre a peggiorare quota 100 è un bagno di sangue dal punto di vista economico per gli eventuali pensionati”.

LA PROPOSTA DI FLESSIBILITÀ

Proietti ricorda che i sindacati propongono “come soluzione maggiormente equa per tutti una flessibilità di accesso alla pensione intorno a 62 anni. Questa per noi è una proposta seria che va incontro alle esigenze dei cittadini e che dunque porteremo avanti convinti al tavolo di confronto con il governo che si terrà il prossimo 27 gennaio”. Il sindacalista ci tiene però a evidenziare: “Noi rispettiamo tutte le opinioni e siamo aperti al confronto, ma chi definisce questa proposta irresponsabile dovrebbe avere almeno il pudore di ricordarsi quale trauma è stata la gigantesca operazione di cassa fatta sul finire del 2011 sulle spalle di lavoratori e pensionati”. Il riferimento neanche troppo velato sembra essere rivolto a quanto affermato da Elsa Fornero proprio sulla proposta di pensionamento a 62 anni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA