RIFORMA PENSIONI/ Nuovo incontro Governo-sindacati venerdì (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

C’è soddisfazione tra i sindacati dopo l’incontro con Giuseppe Conte in mattinata. Per la riforma pensioni nuovo tavolo programmato per venerdì

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Maurizio Landini (Lapresse)

NUOVO INCONTRO GOVERNO-SINDACATI VENERDÌ

C’è soddisfazione tra i sindacati dopo l’incontro con Giuseppe Conte in mattinata. Più che altro per il metodo con cui si sta procedendo. Maurizio Landini ha spiegato ai cronisti fuori da palazzo Chigi che già oggi partirà un approfondimento tecnico sul rinnovo dei contratti del pubblico impiego, mentre un nuovo incontro sulla riforma pensioni si terrà venerdì. Il giorno prima si parlerà invece di taglio del cuneo fiscale, che i sindacati giudicano, nella versione attuale, insufficiente e che vorrebbero anche esteso ai pensionati. Carmelo Barbagallo ha aggiunto che una delle richieste avanzate al Premier è quella di rivedere il meccanismo di rivalutazione delle pensioni, visto che al momento c’è ancora un blocco parziale stabilito con la manovra dello scorso anno. È chiaro però che servirà trovare delle risorse per questi interventi e, considerando i vincoli già presenti per disinnescare le clausole di salvaguardia sull’Iva, si può correre il rischio di intervenire su altri fronti togliendo delle risorse ad altre categorie.

LE PAROLE DI COTTARELLI

Parlando in collegamento da Washington con la trasmissione L’aria che tira, Carlo Cottarelli è tornato a parlare oggi di riforma pensioni, ricordando che quand’era Commissario alla spending review non aveva potuto non prevedere un intervento sulla spesa pensionistica, vicina ai 300 miliardi di euro, tramite una ricalcolo, magari parziale, contributivo degli assegni in essere. Una misura che non è mai stata poi presa in considerazione dagli esecutivi cui ha lasciato in eredità il suo lavoro. Intanto da parte di Italia Viva, il partito creato da Matteo Renzi, arrivano nuove dichiarazioni contro la riforma pensioni con Quota 100. Stavolta non dall’ex Premier, ma da Luigi Marattin, “l’uomo dei conti di Italia Viva”, come lo definisce il Quotidiano Nazionale, che riporta queste sue parole: “Quota 100 è stato un errore e andrebbe cancellata. Lo strumento per il pensionamento delle persone in difficoltà c’è già, è l’Ape social, e, semmai, va prorogato e reso strutturale”.

LE INIZIATIVE DI FNP E UIL SCUOLA

Uno dei temi su cui, parlando di riforma pensioni, i sindacati chiedono al Governo di intervenire c’è quello del blocco delle indicizzazioni. L’Eco di Bergamo riporta le parole di Caterina Delasa, Segretaria generale della Fnp-Cisl di Bergamo. “Pochi o tanti che siano, sempre soldi in meno nelle pensioni, un provvedimento che colpisce pensionati che hanno costruito il proprio assegno versando contributi per 35, 40 e anche 45 anni di lavoro, e per la stragrande maggioranza dei casi, non certo delle cosiddette pensioni d’oro, visto che più di il 90% di chi è colpito dai tagli sta sotto i 3000 euro lordi”. La Uil Scuola in Puglia fa invece partire oggi, da Barletta, “la due mesi no stop” sulle pensioni. Come riporta barlettaviva.it, si tratta di “un viaggio itinerante di esperti della Uil Scuola che, nei comuni delle province di Bari e Bat, incontreranno il personale scolastico per informarlo dei requisiti e dei calcoli utili al collocamento a riposo e alla sistemazione contributiva”. Tenendo conto che non è escluso che il Governo modifichi Quota 100.

IL SOLLECITO CUPLA AL GOVERNO

Il Comitato Unitario Pensionati Lavoro Autonomo, che rappresenta oltre 5 milioni di pensionati del mondo autonomo, ha inviato, attraverso il Coordinatore nazionale Giorgio Grenzi, una lettera al Governo per “sottolineare l’opportunità di far entrare nell’agenda di Governo alcune tematiche che sono di scottante attualità e che non sembra figurino nel programma, pur generico, diffuso dall’Esecutivo, tra cui le più salienti sono quelle dell’invecchiamento attivo, della non autosufficienza, delle pensioni basse – che sono state toccate solo marginalmente dalle norme sulla pensione di cittadinanza -, della sanità e della riduzione delle tasse, argomento del quale finora si è parlato con riferimento ai soli redditi da lavoro dipendente”. Dunque viene sollecitato un intervento di riforma pensioni, in particolare con la la riduzione delle tasse per i pensionati che contribuirebbe “all’aumento certo dei consumi, presupposto della crescita interna del Paese”. Il Cupla chiede quindi al Governo “di voler considerare l’opportunità di una interlocuzione su questi argomenti in vista della stesura della Legge di Bilancio”.

LE RICHIESTE DELLA CGIL AL GOVERNO

Oggi alle 12:00 si terrà un nuovo incontro tra Governo e sindacati. Il sito di Rassegna sindacale ricorda le parole di Maurizio Landini in tema di riforma pensioni, argomento che sarà sul tavolo. “Occorre riaprire una discussione vera sulla revisione della legge Fornero, perché quota 100 non l’ha modificata. Chiediamo anzitutto una pensione di garanzia per i giovani e il riconoscimento della differenza di genere, quindi un trattamento migliore per le donne. E poi bisogna finalmente considerare che i lavori non sono tutti uguali, quindi occorre introdurre una flessibilità in uscita che permetta alle persone di decidere quando andare”, ha detto il Segretario generale della Cgil, che chiede al Governo anche “un segnale forte e chiaro, cioè visibile, perché aumentare il netto in busta paga per i lavoratori e i pensionati vuol dire ridare fiducia, rialimentare i consumi e far ripartire l’economia”. Vedremo se queste istanze verranno raccolte dall’esecutivo, impegnato a mettere a punto la Legge di bilancio.

LA RACCOMANDAZIONE DI ELSA FORNERO

Domani a Modena, si aprirà un nuovo ciclo di seminari del Centro di Ricerche e Indagini Socio Economiche (Crise) dell’Unimore. Il primo incontro sarà dedicato a “La riforma pensionistica e le future generazioni” e vedrà intervenire Elsa Fornero. sassuolo2000.it riporta le dichiarazioni di Graziano Pini, Direttore del Crise, secondo cui “sarà interessante sentire dalla viva voce dell’artefice le motivazioni della cosiddetta Riforma Fornero e le recenti proposte della prestigiosa economista di adeguamento del sistema. Infatti, il combinato disposto del regime contributivo puro, entrato in vigore nel 1996, e le norme della riforma del 2011 hanno come esito una forte penalizzazione del lavoro precario e discontinuo: i 40enni precari di oggi alle prese con impieghi part time e saltuari rischiano, in assenza di un impiego stabile e duraturo, di andare in pensione ben oltre i 70 anni. E con un assegno di importo basso, al limite della sopravvivenza. Ecco la necessità, dice la prof.ssa Elsa Fornero, di interventi di tipo ‘sociale’, quindi finanziati dalla fiscalità generale”.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI DAMIANO

Cesare Damiano ha commentato la proposta di riforma pensioni chiamata Quota 100 Rosa lanciata dal Comitato Opzione donna social. A pensionipertutti.it ha ricordato che “nella scorsa legislatura insieme ai colleghi della Commissione Lavoro mi sono battuto per riconoscere un vantaggio previdenziale alle donne che come noto svolgono abitualmente doppio compito: lavoro e casalingo. La misura più semplice nota sarebbe riconoscere per ciascun figlio uno sconto pari ad un anno di contributi. Nulla vieta che questa misura possa essere già applicata a Quota 100 giacché le donne hanno meno contribuzione degli uomini. Questo potrebbe creare, mi rendo conto, una discriminazione tra donne che hanno figli e donne che non hanno figli, ma sarebbe comunque un buon punto di partenza”.

IL COMMENTO SU QUOTA 100

Damiano ha anche ribadito il suo parere riguardo Quota 100 tout court, spiegando che a suo avvisto “è opportuno che la si porti a compimento, a scadenza naturale al 2021. Anche se ha in sé dei limiti come l’alta contribuzione richiesta che discrimina non solo le donne, ma anche per chi fa lavori faticosi e spesso discontinui, come gli edili. Quota 100, per giunta, non ha messo in moto un meccanismo di sostituzione 1 pensionato 1 occupato, ed anche il pubblico impiego è bloccato nel turnover. Inoltre, aspetto da tenere in considerazione, si è dimostrata una misura costosa, ma alla quale hanno aderito meno lavoratori del previsto, a dimostrazione che non era il provvedimento più idoneo per molti lavoratori che non hanno potuto optare per l’uscita anticipata proposta”.

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