Riforma pensioni/ Le modifiche necessarie per Quota 100 (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

C’è molta attenzione in questo periodo ai numeri relativi alla riforma pensioni con Quota 100, in particolare alle domande che sono state presentate

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LE MODIFICHE NECESSARIE PER QUOTA 100

C’è molta attenzione in questo periodo ai numeri relativi alla riforma pensioni con Quota 100, in particolare alle domande che sono state presentate, anche a livello territoriale. In alcuni casi forniscono delle indicazioni utili per dare un giudizio sulla misura al debutto quest’anno. Secondo quanto riporta rietinvetrina.it, Alberto Paolucci, Segretario generale della Uil di Rieti e della Sabina Romana, ha spiegato che “le attuali cifre confermano che quota cento nasconde delle criticità che andrebbero risolte al più presto. Per questo provvedimento occorrono delle modifiche”. In particolare, secondo il sindacalista, “occorre una maggiore e strutturata flessibilità di accesso alla pensione per tanti lavoratori e lavoratrici. Ma poi bisogna poi affrontare anche il tema delle future pensioni dei giovani, della valorizzazione del lavoro di cura per le donne e della maternità ai fini previdenziali, e infine non possiamo dimenticare che deve essere ripristinata la piena rivalutazione delle pensioni in essere”.

QUOTA 100, LE PAROLE DI BIZZOTO

C’è spazio anche per un commento sulla riforma pensioni con Quota 100 in un’intervista che Ramira Bizzoto ha concesso ad aostacronaca.it, dopo aver lasciato la guida della Uil regionale che ha avuto per ben 19 anni. “L’economia purtroppo è ferma come è fermo il lavoro ed il potere di acquisto della famiglia è diminuito vertiginosamente. Purtroppo paghiamo scelte pesanti del passato, un’autority che avrebbe dovuto vigilare sull’euro e così non ha fatto e di conseguenza le famiglie sono sempre più povere. Manca  una politica sui giovani, su tutti i livelli, partendo proprio dalla scuola che dovrebbe dialogare anche con le politiche lavorative. La riforma pensionistica, la Fornero, hanno messo in contrapposizione giovani e anziani. Bloccando le uscite di certo non si agevola l’entrata nel mondo del lavoro. Quota 100 è un palliativo che scadrà nel 2021”, sono le parole dell’ormai ex sindacalista, oggi pensionata dopo aver maturato l’anzianità lavorativa alla Comunità Montana Monte Emilius da dove è iniziata la sua carriera sindacale come segretaria della Funzione Pubblica.

QUOTA 100 NEL DIBATTITO POLITICO

La situazione di crisi di Governo riaccende il dibattito anche sulle misure di riforma pensioni. “Sono contenta che questo governo finisca, il peggiore della storia repubblicana. Ha aumentato le tasse, ridotto le pensioni, ci ha portato alla crescita zero, a lacerazioni nel tessuto sociale”, ha detto Maria Elena Boschi a Reggionline. “Le misure proposte dalla Lega sono tutte regressive: flat tax, riforma pensioni, condoni fiscali, favoriscono chi ha già privilegi e puniscono i ceti deboli. Anche le iniziative in difesa delle piccole imprese sono sbagliate: andrebbero piuttosto aiutate a crescere. Salvini ha una filosofia economica populista, che crea consenso solo in certe classi, senza strategia a lungo termine”, sono invece le parole di Mariana Mazzucato, economista italiana residente a Londra, a Repubblica. Intanto Quota 100 ha portato, come spiega agrigentonotizie.it, l’Asp 1 ad assumere, per quattro mesi, 60 infermieri, visto che con la mobilità ne sono stati trovati solamente quattro per sostituire quanti sono andati in pensione.

LA DELUSIONE DEGLI ESODATI

Nelle sue dichiarazioni a pensionipertutti.it riguardo il destino della riforma pensioni dopo la crisi di Governo, Claudio Durigon ha spiegato che il “nodo esodati” verrà risolto dal prossimo esecutivo che uscirà dalle prossime elezioni. Su Facebook Gabriella Stojan, del Comitato 6.000 esodati esclusi, ricorda al sottosegretario al Lavoro che “gli esodati non sono ‘un nodo’, ma una categoria di ex-lavoratori traditi dallo Stato a cui i passati Governi non hanno reso giustizia e che attendono ormai da più di un anno dal “Governo del Cambiamento” che finalmente mantenga le promesse elettorali (Salvini – Lega) e Ministeriali (Di Maio – M5S) che garantivano una soluzione nella Legge di Bilancio dell’anno scorso! Per sanare la nostra ingiustizia è sufficiente un decreto di riapertura dei termini dell’ottava salvaguardia per tutte le categorie di Esodati che maturano il requisito pensionistico entro il 31/12/2021.#Dalleparoleaifatti non vale anche per noi? Dovremmo adesso attendere un ulteriore nuovo governo? Questa sarebbe la terza Legge di Bilancio che vedremmo passare senza che il nostro dramma abbia finalmente fine!”

QUOTA 100, PROBLEMI NELLA GESTIONE DELLE PRATICHE

Pensione slittata di un anno a causa di ritardi nella gestione delle pratiche di Quota 100: è questa la prospettiva che emerge a Torino in merito ai dipendenti del mondo della scuola. L’allarme, come spiega Repubblica, circola da diversi giorni nonostante qualche rassicurazione e smentita, ma secondo quanto trapela dall’ufficio scolastico provinciale, 150 persone ad un mese dal pensionamento non sarebbero ancora certe di smettere di lavorare. Sono soprattutto insegnanti e personale tecnico amministrativo che ha presentato correttamente ed entro i tempi le pratiche senza ancora avere dall’Inps una risposta in merito alla propria richiesta. Grazie a Quota 100 almeno un migliaio di dipendenti sono a casa ma alcuni sono incappati in problemi tecnici ed errori che, nel caldo agosto, diventa ancora più difficile risolvere. Diego Meli, segretario regionale Uil Scuola attacca: “Questo dimostra che ci sono falle nella gestione di questa importante opportunità per tanti lavoratori”. Il sindacalista spera quindi di poterne presto venire a capo sebbene il problema sia ormai noto da tempo. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

RIFORMA PENSIONI, LA CIRCOLARE INPS

Una della caratteristiche della riforma pensioni con Quota 100 riguarda il divieto di cumulo con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5.000 euro lordi annui. Sul tema l’Inps ha diffuso venerdì una circolare in cui viene proposto un “elenco tassativo dei redditi che non rilevano ai fini dell’incumulabilità della pensione”. Si tratta di “indennità percepite dagli amministratori locali in applicazione dell’articolo 82 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 – TUEL (cfr. il messaggio n. 340/2003) e, più in generale, tutte le indennità comunque connesse a cariche pubbliche elettive”. Vi sono anche i “redditi di impresa non connessi ad attività di lavoro, nonché le partecipazioni agli utili derivanti da contratti di associazione in partecipazione nei casi in cui l’apporto non è costituito dalla prestazione di lavoro”.

QUOTA 100, I REDDITI CUMULABILI CON LA PENSIONE

Da considerare cumulabili anche i “compensi percepiti per l’esercizio della funzione sacerdotale”, le indennità percepite per l’esercizio della funzione di giudice di pace, giudice onorario aggregato, giudice tributario a norma dell’articolo 86 della legge 21 novembre 2000, n. 342. Non contano l’indennità sostitutiva del preavviso, i redditi derivanti da attività svolte nell’ambito di programmi di reinserimento degli anziani in attività socialmente utili promosse da enti locali ed altre istituzioni pubbliche e private, le indennità percepite per le trasferte e missioni fuori del territorio comunale, i rimborsi per spese di viaggio e di trasporto, spese di alloggio, spese di vitto che non concorrono a formare il reddito imponibile ai sensi del TUIR e l’indennizzo per la cessazione dell’attività commerciale.

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