RIFORMA PENSIONI/ Salvini contro Conte: non deve prendere per il c**o la gente

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, Matteo Salvini attacca in tv Giuseppe Conte, dicendo che non deve prendersi gioco degli italiani sulla previdenza

salvini insulti aborto
Matteo Salvini al Parlamento Ue (LaPresse, 2019)

SALVINI CONTRO CONTE

Se per Giuseppe Conte Matteo Salvini è il grande sconfitto delle elezioni regionali, il Segretario della Lega, intervenendo alla trasmissione Quarta Repubblica, ha detto che il Premier non deve prendere per il c**o gli italiani quando parla di aumento delle pensioni. Certamente il tema della riforma pensioni sarà uno di quelli che il Governo dovrà affrontare, dovendosi sempre confrontare con la Quota 100 ormai identificata più con la Lega che con il Movimento 5 Stelle. Il confronto Governo-sindacati sul tema è stato avviato e, come evidenzia Enrico Marro sul Corriere della Sera “sui nuovi meccanismi di flessibilità sono probabili frizioni anche nel Governo. Tra la stessa Catalfo e il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che certo non potrà mettere a disposizione della riforma molte risorse, visti i vincoli di bilancio”. Tra l’altro nello stesso Pd, partito di maggioranza uscito “rafforzato” dalle elezioni, non sembra esserci una linea comune su come intervenire sul sistema pensionistico per il post-Quota 100.

LE RICHIESTE DELL’UGL

Anche l’Ugl ha incontrato ieri la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, cui ha spiegato che “va bene un confronto a tutto campo, ma il tavolo deve essere unico oltre che unitario, con tutte le parti sociali”. L’Unione generale del Lavoro evidenzia che in tema di riforma pensioni vanno pensati interventi riguardanti “il potere di acquisto delle pensioni e una riflessione sul post Quota 100 che potrebbe venire ‘liberalizzata’ ovvero senza più alcun paletto d’ingresso. Ma anche la possibilità di pensionamento con 41 anni di contributi; la revisione dell’Ape sociale; la valorizzazione della maternità e del lavoro di cura non retribuito per le pensioni delle donne; l’estensione della platea dei lavori gravosi ed usuranti; la pensione di garanzia per i giovani”. Sergio Cofferati, intervistato da Adnkronos, fa intanto sapere che “non bisogna solo intervenire sulla Fornero”, con “maggiori garanzie in uscita”, ma “bisogna ripristinare le condizioni economiche adeguate per chi è già in pensione, perché il blocco delle indicizzazioni ha impoverito tanta gente”.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI SBARRA

Luigi Sbarra non ha dubbi. In tema di riforma pensioni “bisogna estendere la platea di chi può accedere a forme di flessibilità legate al lavoro usurante e gravoso e dare continuità strutturale all’Ape sociale; istituire la pensione di garanzia per tanti giovani incastrati in lavori precari e part-time, che non danno accesso a pensioni dignitose; riconoscere alle donne almeno un anno di contributi in meno per ogni figlio; vanno avviate urgentemente le Commissioni istituzionali incaricate di dividere la spesa assistenziale da quella previdenziale e quella sul lavoro gravoso e usurante; e poi diciamo una cosa molto semplice, occorre garantire le uscite a partire da 62 anni di età, così come 41 anni di contributi a prescindere dall’età devono bastare per godersi il diritto alla pensione. Tutto ciò senza alcun ricalcolo contributivo che sarebbe un ulteriore e inaccettabile drenaggio a spese dei futuri pensionati”.

I LIMITI DELLA LEGGE FORNERO

Secondo quanto riporta Askanews, il Segretario generale aggiunto della Cisl nel corso del confronto di ieri tra Governo e sindacati ha indicato la necessità di “incentivare l’adesione ai fondi previdenziale sopratutto per i giovani lavoratori”. Dal suo punto di vista, poi, “i limiti del sistema Fornero sono evidenti, a cominciare dal più importante: i lavori non sono tutti uguali. Oggi noi abbiamo un problema di sostenibilità sociale che riguarda milioni di lavoratori che svolgono lavori faticosi, pesanti e usuranti, a cui si applicano le stesse regole di tutti gli altri. Questa distorsione va rimossa”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA