RIFORMA PENSIONI/ Il “tampone” agli effetti di Quota 100 (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Uno degli effetti collaterali della riforma pensioni con Quota 100 è rappresentato dal rischio di lasciare il comparto pubblico privo di personale

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LA SCELTA DEL COMUNE DI SIRACUSA

Uno degli effetti collaterali della riforma pensioni con Quota 100 è rappresentato dal rischio di lasciare il comparto pubblico privo di personale in alcuni settori, considerando che per le sostituzioni occorrono dei concorsi. Spesso questi non possono partire celermente e per questo c’è chi prova a tamponare la situazione per evitare disservizi ai cittadini. Il comune di Siracusa, per esempio, ha deciso di aumentare le ore dei dipendenti part-time. In particolare, come spiega siracusaoggi.it, l’amministrazione, dopo un incontro con i sindacati, ha avviato l’iter per aumentare l’orario di tre ore settimanali per ogni lavoratore a partire da novembre. Il Sindaco Francesco Italia e l’assessore al Personale Alessandra Furnari hanno evidenziato in una nota che è stato necessario attendere l’approvazione del bilancio di previsione prima di poter dare il via libera a questo provvedimento cui si stava lavorando da tempo, con l’obiettivo “di rendere più efficiente la macchina amministrativa, in sofferenza per la carenza di personale aggravata anche a causa dei numerosi pensionamenti”.

LA PROTESTA DEI SENIORES DI FI

Oltre a Quota 100, la riforma pensioni ha previsto il blocco parziale delle indicizzazioni, contro cui i Seniores di Forza Italia si preparano ancora a protestare. Sabato 28 settembre al Teatro Manzoni di Milano ci sarà un incontro dei “Seniores” provenienti da tutta Italia. Il responsabile regionale del Trentino-Alto Adige Giannantonio Radice, in una nota ricorda che “come è noto il provvedimento, (dichiarato dalla Suprema Corte incostituzionale), emesso dal Governo Monti e poi bellamente aggirato, mantenendo i suoi effetti anche con il Governo Renzi, ha bloccato gli adeguamenti retributivi pensionistici da ben otto anni. L’importante appuntamento, che interesserà tutti i pensionati a prescindere dal colore politico di appartenenza, sarà moderato da Paolo Del Debbio, darà parola ai vari rappresentati regionali e vedrà la partecipazione del Presidente Silvio Berlusconi”. Probabile quindi che l’ex Premier, nell’occasione, ricordi quali sono gli interventi previdenziali che Forza Italia vuole proporre.

IL CONSIGLIO SUL RISCATTO DELLA LAUREA

La riforma pensioni, oltre a Quota 100, ha introdotto un riscatto agevolato per la laurea. Secondo Adiconsum, “molte famiglie stanno pensando di riscattare la laurea dei propri figli, in considerazione delle difficoltà che potrebbero incontrare in futuro per il conseguimento della pensione, contribuendo a creare, in tal modo, almeno uno ‘zoccolo” previdenziale’”. Tuttavia, secondo quanto riporta umbriajournal.com, “ad avviso di Adiconsum, affinché il riscatto della laurea agevolato rappresenti davvero un’opportunità, è necessario che il Governo garantisca che quanto versato ora mantenga il suo valore anche nel futuro. Ad esempio, in parole povere, i 26.000 euro pagati oggi per riscattare la laurea quinquennale devono mantenere il loro valore anche al momento della pensione”. Per questo motivo, “prima di mettere mano ai propri risparmi o di indebitarsi, consigliamo di verificare con grande attenzione, recandosi presso un patronato, l’effettiva convenienza o meno del riscatto della laurea ai fini pensionistici”.

LA RICHIESTA PER L’EDILIZIA

Vito Panzarella, Franco Turri e Alessandro Genovesi, Segretari generali rispettivamente di Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil, chiedono al Governo di mettere in campo “tutte le misure idonee al rilancio” dell’edilizia, che può contribuire al rilancio dell’economia del Paese. “Le nostre richieste sono sensate e fattibili: innanzitutto è necessaria una vera politica industriale nei settori dell’edilizia e dei materiali, con il rilancio delle opere infrastrutturali a partire dai cantieri bloccati e la riqualificazione e messa in sicurezza del territorio, a partire dal Sud e dalle aree interne”, dicono i tre sindacalisti in una nota, chiedendo anche una riforma pensioni “che tenga conto delle peculiarità delle occupazioni, tutelando chi è impegnato in lavori gravosi”. Come spiega il sito di Rassegna sindacale, il 21 ottobre si terrà una riunione dei direttivi nazionali di Feneal, Filca e Fillea per definire una giornata di iniziative di sensibilizzazione e proposta. I sindacati hanno anche intenzione di chiedere un incontro ai ministri delle Infrastrutture, del Lavoro e dello Sviluppo economico.

LE PAROLE DI ELSA FORNERO

Ospite in collegamento dell’ultima puntata della trasmissione diMartedì, Elsa Fornero ha spiegato perché è importante che quando si vara una riforma pensioni si guardi almeno al medio termine. L’ex ministra del Lavoro ha in particolare evidenziato che “se la vita si allunga, ma l’età di pensionamento resta costante, qualcuno deve pagare per quel di più di pensione che i contributi versati non coprono. Questo qualcuno in genere sono le generazioni giovani”, che “sono già molto colpite sul piano del lavoro, della progressione di carriera, e quindi tante belle misure che i vari governi possono proporre che fanno contenti gli elettori di oggi, creano dei problemi per gli elettori di domani. Problemi che possono essere anche molto seri e che possono arrivare al dunque anche in maniera improvvisa”. Emerge quindi che dal suo punto di vista l’età di pensionamento dovrebbe tornare ad aumentare in base all’aspettativa di vita. Una posizione che non mancherà di essere commentata da chi invece ritiene che oltre una certa età non sia possibile continuare a lavorare.

LE RICHIESTE DI FURLAN

“I programmi annunciati dal nuovo Governo Conte vanno ora sostanziati con i numeri nella Legge finanziaria. Questo diremo nella nostra Assemblea Unitaria di Assago il 9 ottobre, insieme a tanti nostri delegati e delegate”. Così Annamaria Furlan davanti al Consiglio Generale della Cisl Lazio, secondo quanto riportato da Adnkronos, dopo che la settimana scorsa i sindacati hanno incontrato il Premier parlando anche di riforma pensioni. “Ci aspettiamo segnali precisi su crescita, riduzione delle tasse per i lavoratori ed i pensionati, contratti pubblici, sanità, scuola, pensioni, modifiche al decreto sulla sicurezza. Vogliamo conoscere con chiarezza le risposte del Governo alle nostre priorità. I bisogni della gente che noi rappresentiamo non sono cambiati”, ha aggiunto la Segretaria generale della Cisl, che vuole dall’esecutivo “coerenza nella Legge di stabilità con segnali precisi sulla crescita e scelte chiare di equità”. Vedremo se le sue istanze, come quelle di Cgil e Uil, verranno accolte o meno dall’esecutivo.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI DAMIANO

Cesare Damiano, attraverso una dichiarazione resa a pensionipertutti.it, ha voluto rispondere agli esodati ancora privi di salvaguardia che gli avevano ricordato come dopo otto anni ormai siano ancora in attesa di una soluzione al loro problema. “Sono stato protagonista, nelle passate legislature, della battaglia che ha portato alle otto salvaguardie. Battaglia anche condotta quando ci dovevamo scontrare con le ostilità o le resistenze dei vari Governi che si sono succeduti. Abbiamo anche proposto, purtroppo senza risultato, la nona salvaguardia. Ho partecipato a quasi tutti le iniziative di presidio e di mobilitazione dei comitati degli esodati, anche favorendo, in tempi recenti, il dialogo con l’allora sottosegretario Durigon”, evidenzia l’ex ministro del Lavoro, che segnala anche la necessità di un complessivo intervento di riforma pensioni.

IL PROBLEMA DEGLI ESODATI

“Sono convinto che il tema vada riproposto per risolvere il dramma degli ultimi 6.000 lavoratori rimasti esclusi dalle salvaguardie, accanto ad altre tematiche anch’esse da ricordare: ad esempio Quota 41, la pensione contributiva di garanzia, la rivalutazione delle pensioni in essere e Opzione Donna. Un insieme di richieste non facili da risolvere, tutte insieme, data la ristrettezza delle risorse”, aggiunge Damiano, specificando poi che “gli ultimi esodati sono indubbiamente una priorità e più facilmente risolvibili dato il numero ristretto e certo di persone interessate, anche se l’Inps si è rifiutato fin qui di fornire dati, secondo quanto riportato dai precedenti responsabili del ministero del Lavoro”.

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