Riforma pensioni/ Il rischio con l’erosione dei risparmi

- Lorenzo Torrisi

Mario Caligiuri, Direttore del Master in Intelligence all’Università della Calabria, ricorda a cosa può portare l’erosione dei risparmi con la crisi

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Image by Steve Buissinne from Pixabay
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IL RISCHIO CON L’EROSIONE DEI RISPARMI

In un articolo su formiche.net, Mario Caligiuri, Direttore del Master in Intelligence all’Università della Calabria, segnala come i servizi in questo periodo dovrebbero esaminare “in funzione predittiva in tutta Italia il rischio di disagio sociale che se dovesse superare la soglia di guardia potrebbe certamente incidere sulla sicurezza nazionale e quindi sulla tenuta delle istituzioni democratiche”. Questo perché se la crisi determinata dal coronavirus diventasse profonda, ci potrebbe essere un’erosione dei risparmi e “migliaia di pensioni non potranno più integrare il reddito delle famiglie”. “Con la diminuzione delle entrate fiscali, lo Stato avrà meno risorse non solo per gli investimenti ma anche per i servizi, come sanità, istruzione e welfare. Non a caso il presidente dell’Inps ha comunicato che c’è la copertura del pagamento delle pensioni fino a maggio”, scrive Caligiuri.Radioradio.it riporta invece le parole di Marco Rizzo, Segretario del Partito comunista, secondo cui il ricorso a Mes o coronabond comporterebbe in futuro tagli a pensioni e sanità per ripagare il debito contratto.

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LA RICHIESTA DELLA CGIL

Cgil e Fisac-Cgil di Imperia hanno chiesto al Prefetto di intervenire in vista dell’accredito delle pensioni sui conti correnti bancari prevista per domani. “Chiediamo di sensibilizzare le Forze dell’ordine e i comandi di Polizia Locale ad effettuare controlli e presidi mobili in prossimità almeno delle filiali di maggiori dimensioni, allo scopo di evitare eccessivi assembramenti all’esterno delle stesse che i colleghi non sarebbero in grado di gestire in autonomia”, sono le parole del sindacato riportate da imperianews.it. “A oggi le indicazioni delle Aziende di Credito si limitano ad informare i clienti, tramite messaggistica on line o contatto telefonico di recarsi in banca solo su appuntamento e per effettuare operazioni inderogabili. Tale campagna informativa, pur apprezzabile, non riesce a raggiungere tutta la clientela, in particolare quella più ‘debole’ in quanto anziana e meno avvezza all’utilizzo di carte bancomat e telefoni cellulari”, segnala ancora la Cgil. Vedremo se domani si vedranno le forze dell’ordine nei pressi delle filiali bancarie.

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L’APPELLO DI CGIL, CISL E UIL AI PENSIONATI

Da Cgil, Cisl e Uil arriva un appello ai pensionati italiani. “Molti di voi sono preoccupati perché hanno sentito che ci potrebbero essere dei problemi per il pagamento delle pensioni. Non è vero! State tranquilli, non c’è nessun problema. Tutte le pensioni saranno pagate sempre e regolarmente. In questi giorni si stanno pagando le pensioni alle poste e in banca”, si legge nella nota riportata dal sito di Rassegna sindacale. “Come sapete è importante in questo momento limitare il più possibile gli spostamenti e i contatti. Per questo vi chiediamo di non andare tutti insieme in banca o alla posta. Sappiamo che siete abituati a farlo e che per molti di voi è strettamente necessario. Laddove è possibile, utilizzate sistemi di pagamento digitale e le carte e prelevate il contante dagli sportelli automatici di poste e banche. Se avete comunque necessità di andare fisicamente alla posta o in banca, seguite l’ordine alfabetico previsto per gli uffici postali e prendete un appuntamento in banca”, aggiungono le confederazioni sindacali.

LA RICHIESTA DEI SINDACATI

Si approssima l’appuntamento con l’accredito delle pensioni sui conti correnti bancari. Per questo le segreterie regionali di Spi-Cgil,Fnp-Cisl e Uilp-Uil del Piemonte ricordano che “la priorità è garantire la sicurezza sia dei clienti, in questo caso i pensionati, sia dei dipendenti delle filiali ed evitare il diffondersi del rischio di contagio Covid19”. Motivo per cui i sindacati, come riporta Askanews, chiedono di attenersi alle misure “che le banche adotteranno nella gestione degli ingressi alle filiali, compreso il rispetto dell’obbligo di recarsi agli sportelli soltanto previo appuntamento; di osservare le norme che pongono in un metro la distanza minima di sicurezza tra le persone e con gli addetti allo sportello; di evitare di soffermarsi oltre il tempo strettamente necessario e di rientrare subito a casa”. “La maggior parte delle pensioni sono accreditate sul conto corrente, non è necessario prelevare l’importo appena arriva l’accredito. Si può andare in banca in modo ordinato e scaglionato nei giorni successivi prenotando l’appuntamento”, aggiungono i sindacati.

L’INVITO DI USISIN-UBI LAZIO

Si avvicina l’accredito delle pensioni sui conti correnti bancari che avverrà nella giornata di domani. Le banche, come ricorda Alessia Di Rocco, Segretaria regionale del sindacato autonomo dei bancari Usisin-Ubi Lazio, sono considerate attività che svolgono servizi essenziali e sono dunque aperte. In una nota della sindacalista riportata da leggo.it viene però rivolto un invito rivolto a tutti i correntisti a recarsi in filiale solo previo appuntamento e per reali necessità nonché per l’esecuzione di operazioni indifferibili e “a valutare con i colleghi la possibilità di svolgere gran parte delle operazioni tramite i canali remoti messi a disposizione dalle banche. In questi giorni si presenterà il tema del pagamento delle pensioni che non dovrà portare le persone più fragili ed a rischio di contagio, a riversarsi in banca per prelevare la propria pensione. L’appello che facciamo è quello di chiamare per fissare il proprio appuntamento. Ci sta a cuore la salute di tutti”. Per quanto riguarda l’accredito delle pensioni c’è anche l’invito a non recarsi in filiale il primo giorno utile.

RIFORMA PENSIONI, LE MISURE DEL DL CURA ITALIA

In tema di riforma pensioni val la pena segnalare, come ricorda Il Sole 24 Ore, che nel decreto cura Italia “è stata introdotta una speciale proroga che si propone di aiutare gli assicurati iscritti a Inps e Inail a non perdere, a causa della emergenza sanitaria in atto, i propri diritti riferiti alle prestazioni erogate dai due istituti. In particolare, l’articolo 34 ha stabilito che, a partire dal 23 febbraio e fino al 1° giugno 2020, vengano sospesi i termini di decadenza e di prescrizione relativi a tutte le prestazioni previdenziali, assistenziali e assicurative erogate sia da Inps, sia da Inail”. Il quotidiano di Confindustria evidenzia che “il diritto alla pensione non rientra nel campo di questa proroga, in quanto non soggetto a prescrizione o decadenza, mentre sono soggetti a prescrizione i singoli ratei mensili di pensione”. La sospensione in oggetto opera “in via automatica, pertanto non è necessaria alcuna istanza da parte dei soggetti interessati”.

LA DIFFERENZA TRA PRESCRIZIONE E DECADENZA

Nell’articolo viene anche ricordato che “la prescrizione di una prestazione previdenziali (si pensi agli arretrati di pensione) consiste nel venir meno del diritto a ottenere la somma spettante a un cittadino a causa della sua inerzia nel non richiederne la corresponsione. In generale, la prescrizione ha un termine di dieci anni, am nell’intricato mondo della previdenza italiana si registrano termini speciali”. Per cui sarà bene verificare caso per caso. Invece “la decadenza si concretizza nel venir meno di un diritto per non aver presentato la richiesta di una prestazione entro i termini previsti dalle singole norme”.

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