RIFORMA PENSIONI/ La critica di Cazzola a Tridico

- Lorenzo Torrisi

Anche Giuliano Cazzola interviene sulle dichiarazioni di Pasquale Tridico riguardo la garanzia sul pagamento delle pensioni dei prossimi mesi

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Pasquale Tridico, Presidente Inps (LaPresse, 2020)

LA CRITICA DI CAZZOLA A TRIDICO

Anche Giuliano Cazzola interviene sulle dichiarazioni di Pasquale Tridico riguardo la garanzia sul pagamento delle pensioni dei prossimi mesi da parte dell’Inps. Su ildiariodellavoro.it, l’ex deputato scrive che il Presidente dell’Inps “avrebbe potuto spiegarsi meglio, anche perché il sistema funziona, in termini di cassa, in maniera diversa e – fino ad un certo punto – più garantita. Tutte le entrate pubbliche (salvo alcune imposte locali) confluiscono alla Tesoreria dello Stato. Anche i contributi previdenziali. Al momento dei pagamenti (delle pensioni come delle altre prestazioni) è la Tesoreria che eroga la fornitura necessaria agli enti pubblici”. Inoltre, non bisogna dimenticare che “la legge stabilisce che le pensioni, in quanto prestazioni obbligatorie, vadano pagate comunque”. Per Cazzola, “non si capisce quindi perché Tridico dica che ci sono risorse solo fino a maggio, quando non è l’Inps a gestire la cassa, ma la Tesoreria. Si parva licet, dobbiamo aspettarci un’altra complicazione”.

PAGAMENTI SCAGLIONATI PER CREDIT AGRICOLE

Mentre sono iniziate, presso le Poste italiane, i pagamenti anticipati delle pensioni, anche le banche hanno deciso di prendere le loro iniziative per evitare assembramenti alle filiali dopo l’accredito degli assegni di aprile sui conti correnti. Come riporta La Gazzetta di Parma, per esempio, Credit Agricole, “per andare incontro alle esigenze delle persone di età più avanzata, non munite di una carta bancomat e garantire il servizio di ritiro pensione”, “ha organizzato appuntamenti dedicati, come da accordo Abi, al fine di consentire la migliore gestione delle attività e la protezione di Clienti e Collaboratori, nel pieno rispetto delle prescrizioni di sicurezza. Dunque andrà richiesto un appuntamento in filiale con un accesso scaglionato per cognome. Per mercoledì 1 aprile potranno richiederlo i clienti con cognomi dalla A alla F, giovedì 2 aprile con cognomi dalla G alla P, infine venerdì 3 aprile con cognomi dalla Q alla Z. Vedremo se ci saranno altre banche che decideranno di prendere iniziative simili.

LA SCELTA DI MPS

In vista dell’accredito delle pensioni sui conti correnti dei propri clienti il 1° aprile, Mps ha deciso di contattarli telefonicamente “per offrire loro il supporto necessario a distanza e, limitatamente alle esigenze inderogabili, per fissare appuntamenti scadenzati al fine gestire i flussi di arrivo della clientela in filiale ed evitare assembramenti”. In generale l’invito è quello di “non recarsi in filiale e ad utilizzare i canali che non richiedono la presenza fisica e i bancomat esterni alle Agenzie, così da garantire l’operatività nel contesto dell’emergenza sanitaria Covid-19 e tutelare al contempo la salute di tutti limitando il rischio di contagio”. In un comunicato la banca toscana ricorda anche che “le Filiali di Banca Mps su tutto il territorio nazionale sono accessibili solo su appuntamento la mattina del lunedì, mercoledì e venerdì e che tutte le agenzie sono contattabili telefonicamente e via mail anche negli orari di chiusura al pubblico”. Inoltre, sono a disposizione dei clienti le App e il Digital Banking.

RASSICURAZIONI E PROBLEMI ALLE POSTE

Prosegue anche oggi il pagamento anticipato delle pensioni di aprile presso gli sportelli delle Poste Italiane. Roberto Gualtieri, ministro dell’Economia, su Twitter ha scritto: “Pur nell’emergenza e con le vigenti restrizioni, il pagamento delle pensioni sta avvenendo in modo regolare. Lo scaglionamento in ordine alfabetico funziona. Grazie a tutte le lavoratrici e i lavoratori che, in sicurezza, consentono l’operatività di migliaia di uffici postali”. Tuttavia non mancano casi di lunghe file. Si è parlato molto ieri di quanto accaduto a Napoli e Poste Italiane ha voluto ricordare, come riporta l’Ansa, che sono aperti 55 uffici postali su 66 e ci sono 82 sportelli automatici per il ritiro in contanti. Sono state poi previste “rigorose e specifiche norme comportamentali, pensate per garantire che le operazioni si possano svolgere nella massima sicurezza tanto per utenti che per i lavoratori”. Blogsicilia.it ha intanto diffuso un video in cui si notano discussioni dai toni non proprio distesi tra persone in coda per prelevare agli sportelli automatici delle Poste.

RIFORMA PENSIONI, I DATI INPS

Dall’Osservatorio Inps sulle pensioni emerge, come riportato da Askanews, che le pensioni vigenti al 1° gennaio 2020 risultano essere 17.893.036, “di cui 13.862.598 (il 77%) di natura previdenziale e 4.030.438 (il 23%) di natura assistenziale”. Complessivamente, tali assegni valgono 208,8 miliardi di euro, di cui 187 sostenuti dalle gestioni previdenziali. Il 49,3% delle pensioni è in carico alle gestioni dei dipendenti privati, mentre le gestioni dei lavoratori autonomi erogano il 27,7% delle pensioni. Dati utili quindi a capire come sia composto l’universo dei pensionati, cui ha deciso di dare voce, in questo periodo non facile, lo Spi-Cgil di Asti, che in una nota evidenzia che “in questi tristi e complicati giorni, abbiamo sentito dire troppo spesso e con troppa leggerezza che di coronavirus morivano solo i vecchi Come se la loro vita, tutto sommato, contasse di meno”.

LA POSIZIONE DELLO SPI-CGIL

Tuttavia, evidenzia il sindacato dei pensionati, “noi ‘vecchi’ siamo stati per lunghi anni il vero welfare del Paese”, perché “ci hanno bloccato le rivalutazioni, a differenza di altri Paesi abbiamo pensioni tassate che sono ben al di sotto della media europea, ma nonostante questo abbiamo messo a disposizione i nostri risparmi durante le crisi finanziarie, per garantire un futuro ai nostri figli e ai nostri nipoti”. “Lo Spi Cgil si è sempre battuto per la difesa dei pensionati e delle pensionate perché per noi rappresentarli significa anche tutelare la loro dignità di persone e per questo abbiamo deciso di intervenire, chiedendo più rispetto per chi ha dato tanto al Paese ricevendo molto poco”, conclude la nota.

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