RIFORMA PENSIONI/ Doppio incontro per i sindacati (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Settimana prossima i sindacati incontrano Conte. Si parlerà anche di riforma pensioni. In arrivo anche una convocazione da Fabiana Dadone

manovra 2020
Il premier Giuseppe Conte (LaPresse)

DOPPIO INCONTRO PER I SINDACATI

Lunedì si terrà un nuovo incontro tra Giuseppe Conte e i sindacati, dove si tratterà anche il tema di riforma pensioni. Domenico Proietti evidenzia che “il sacrosanto taglio delle tasse ai lavoratori dipendenti deve essere corposo e significativo. Per questo la Uil, in vista del prossimo incontro a Palazzo Chigi, chiede al Governo di stanziare risorse maggiori rispetto a quelle previste dal Nadef”. Secondo il Segretario confederale della Uil, “il taglio delle imposte deve riguardare anche i pensionati che hanno la tassazione più alta d’Europa e da 8 anni subiscono il blocco della rivalutazione delle pensioni”. Incontrerà i sindacati, in un’altra occasione, anche Fabiana Dadone, ministro della Funzione pubblica, che a Sky Tg24, stando a quanto riporta Askanews, ha evidenziato che “rivedere la riforma delle pensioni era un’esigenza che si sentiva nel Paese da anni, su questo già dal precedente Governo sono state sbloccate una serie di assunzioni per cui per gli anni 2019, 2020 e 2021 si va a copertura totale”.

LE RICHIESTE DI ANP-CIA E FNP-CISL

Anche l’Anp-Cia è impegnata sul fronte della riforma pensioni, che attualmente “penalizza enormemente i pensionati coltivatori diretti e i lavoratori autonomi in generale. Per questo siamo impegnati insieme al patronato Inac in una verifica puntuale delle pensioni in pagamento”, ha detto Onofrio Minerva, Presidente Anp-Cia Levante, in un evento organizzato a Putignano. Ezio Giannatempo, direttore provinciale del Patronato Inac di Bari, ha evidenziato, secondo quanto riporta ruvochannel.com, che “in numerose pensioni in pagamento sono presenti degli errori ed è importante fare una verifica puntuale”. Il Segretario generale della Fnp-Cisl Liguria, Gianfranco Lagostena, in un altro evento a Camporosso, ha ricordato che “in Italia ci sono milioni di pensionati, ma agli occhi del Governo siamo diventati invisibili. Nei prossimi giorni torneremo a mobilitarci”.Claudio Bosio, Segretario generale Cisl Imperia-Savona, stando a quanto riporta sanremonews.it, ha sottolineato che “occorre intervenire sul tema della rivalutazione e perequazione delle pensioni anche per le generazioni future”.

INPS CAMBIA REGOLE PER SINDACALISTI

Era attesa da tempo e pare che si arrivata una misura di riforma pensioni riguardante i sindacalisti. L’Inps ha infatti emanato ieri una circolare, la numero 129/2019, di cui dà un ottimo resoconto Italia Oggi. “La contribuzione aggiuntiva pagata dal sindacato, infatti, inciderà appieno sulla pensione solo se la relativa indennità (su cui la contribuzione è calcolata) soddisfi i caratteri di fissità e di continuità. Inoltre, quando gli incarichi sono più di uno, contemporanei, le relative indennità (e contribuzioni aggiuntive) non si sommeranno, ma se ne potrà prendere in considerazione una soltanto, quella d’importo maggiore”, spiega Daniele Cirioli. Va detto che “le nuove regole hanno effetto a partire dalla contribuzione aggiuntiva dell’anno corrente 2019 anche per incarichi sindacali conferiti precedentemente al 4 ottobre 2019 (data di pubblicazione della circolare)”. I sindacati, inoltre, dovranno inviare “annualmente la richiesta di autorizzazione alla contribuzione aggiuntiva, per ogni lavoratore”.

IL RICHIAMO A GUALTIERI SUGLI ESODATI

Il ministro Gualtieri, nello spiegare che la riforma pensioni con Quota 100 resterà in vigore, ha evidenziato che “ è controproducente smontare costantemente quello che c’era prima soprattutto quando ci sono determinati diritti acquisiti delle persone che andando in pensione hanno negoziato gli scivoli con le aziende non è serio cambiare le regole di accesso”. Parole che Antonio Boccuzzi ritiene “importanti ed un passaggio da ricordare e ribadire per votare al più presto un provvedimento in grado di salvaguardare i 6 mila esodati che ad oggi sono rimasti esclusi”. Sulla sua pagina Facebook, l’ex deputato del Pd ricorda che “le parole hanno un peso ed io nelle parole del Ministro leggo il peso di una grande responsabilità a cui sono convinto non vorrà sottrarsi”. Vedremo se Gualtieri farà una scelta attesa da diverso tempo dai circa 6.000 esodati esclusi, che ormai da quasi otto anni sono in attesa di veder sanata un’ingiustizia subita allorché è stata approvata la Legge Fornero senza alcun riguardo per i loro diritti acquisiti.

RIFORMA PENSIONI, LA SENTENZA DELLA CONSULTA

Uno dei temi di riforma pensioni di cui si è tornati a parlare in queste settimane è quello della previdenza complementare, vista anche l’idea del Governo di creare un fondo gestito dall’Inps con il compito di creare una pensione di garanzia per i giovani. In attesa di capire se il progetto prenderà o meno forma, vista anche l’opposizione sindacale, Il Sole 24 Ore ricorda che la Corte Costituzionale ha stabilito che “in caso di riscatto della posizione da un fondo di previdenza complementare effettuato tra il 2007 e il 2017, ai lavoratori del comparto pubblico si deve applicare lo stesso trattamento fiscale del settore privato”. Infatti dal 2007 al 2017 i dipendenti pubblici erano esclusi da una tassazione più favorevole per i riscatti introdotta da un decreto legislativo del 2005: una disparità che la legge ha sanato solo nel 2017. La sentenza della Consulta consentirà ora però il recupero della maggior imposta versata.

I DATI DELLA COVIP

Sempre dal quotidiano di Confindustria arriva un’altra notizia sui fondi pensione. Nell’ultimo report della Covip, l’Autorità che ha il compito di vigilare sul buon funzionamento del sistema dei fondi pensione, viene infatti mostrato un calo degli investimenti di fondi pensione e Casse dei professionisti nelle imprese italiane. Nel 2018 sono stati infatti pari a 9,9 miliardi di euro contro i 10,7 dell’anno precedente. Il calo è stato più marcato per i fondi (da 5,1 a 4,4 miliardi) che non per le Casse (da 5,6 a 5,5 miliardi). In generale c’è poi un maggior quota di investimenti di fondi e casse all’estero piuttosto che entro i confini nazionali.

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