Riforma pensioni/ L’Ugl spinge su Quota 41

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, Paolo Capone evidenzia la necessità di passare da Quota 100 a Quota 41 per evitare il ritorno alla Legge Fornero

Capone, Ugl
Paolo Capone, Segretario generale Ugl (LaPresse, 2021)

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI CAPONE

Paolo Capone, intervistato dall’Agenzia Vista, spiega di ritenere necessaria una riforma delle pensioni. Questo perché “la Legge Fornero non è più sostenibile socialmente”. Il Segretario generale dell’Ugl non nasconde di avere già un’idea sul tipo di intervento necessario. “Quota 100 è stata una risposta importante che il Governo giallo-verde guidato da Conte ha dato, ma che era ovviamente sperimentale. Oggi si deve passare a una nuova impostazione, a una nuova sperimentazione. Noi crediamo che dopo 41 anni di versamenti di contributi il lavoratore ha il giusto diritto di andare in pensione e di godersi questo suo non privilegio, ma questo suo diritto”. Dunque dall’Ugl arriva una spinta importante per Quota 41. Tra l’altro Capone aggiunge che “su questo progetto stiamo lavorando, abbiamo fatto delle proposte al Governo, vediamo che cosa succede”. Il sindacalista è conscio che ormai “tutto è rimandato a settembre”, ma dice anche di ritenere “che ci sia la possibilità di arrivare a questa soluzione”.

LA PRIORITÀ SECONDO LAURA CASTELLI

Laura Castelli, come riporta consumatore.com, ritiene prioritario, in tema di riforma pensioni, “cominciare a pensare seriamente di dividere la previdenza dall’assistenza, perché senno i conti non tornano. Ma non ci sono dogmi, dobbiamo farlo guardando avanti”. La viceministra dell’Economia aggiunge anche che “non possiamo pensare che i pensionati che avremo tra 10-20 anni siano gli stessi che abbiamo avuto negli scorsi 20-30 anni. Se non ci mettiamo nella testa questo, non faremo mai nulla al passo coi tempi”. Intanto, come riporta adginforma.it, Carlo Chianura a nome del comitato “Salviamo la previdenza dei giornalisti”, esprime “gratitudine” e “profonda soddisfazione” per le parole sul diritto alla pensione dei giornalisti espresse dal presidente Mattarella durante la cerimonia del Ventaglio: “Ha detto con chiarezza che la libertà e l’indipendenza dell’informazione passano anche dalla necessità di pervenire a ogni soluzione equa e non punitiva in grado di continuare ad assicurare la pensione e le prestazioni previdenziali a tutti i giornalisti italiani”.

INPS ANNUNCIA PROROGA SCADENZA ESONERO CONTRIBUTIVO AUTONOMI

Con un messaggio diffuso ieri, l’Inps ha prorogato la scadenza per la presentazione della richiesta dell’esonero contributivo per i lavoratori autonomi al 30 settembre. Una decisione importante considerando che la scadenza era stata fissata al 31 luglio e che il decreto attuativo del ministero del Lavoro era stato emanato solamente il 28 luglio. Come aveva sottolineato Confesercenti, non essendo ancora le istruzioni dell’Inps circa le modalità di presentazione delle domande era sostanzialmente impossibile per gli interessati poter far valere il proprio diritto. Anche per questo, quindi, con buon senso l’Inps ha comunicato lo slittamento della scadenza. Il Sole 24 Ore spiega che i liberi professionisti ordinistici dovranno presentare domanda per l’esonero presso le proprie casse di previdenza entro il 31 ottobre. Il quotidiano di Confindustria, a proposito di ritardi nell’effettiva entrata in vigore delle norme, segnala che ancora manca il via libera alla “decontribuzione a fronte dell’assunzione di under 36 o di donne in condizioni di svantaggio”.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI DAMIANO

Come spiega Il Messaggero, durante l’incontro tra Governo e sindacati sulla riforma delle pensioni, Cesare Damiano, in qualità di rappresentante del ministero del Lavoro nel gruppo di lavoro che si sta occupando dell’Ape sociale e dei lavori usuranti, ha illustrato a Cgil, Cisl e Uil la proposta di consolidare l’Ape sociale, con un’estensione di fatto fino al 2026 e un allargamento delle categorie che possono accedere a questa forma di pensionamento anticipato. L’ex ministro del Lavoro ha anche spiegato che il gruppo di lavoro di cui fa parte vuol proporre di abbassare da 36 a 30 anni il requisito contributivo richiesto agli operai edili per accedere all’Ape social. È molto probabile che queste proposte vengano accettate sia dal Governo che dai sindacati, ma all’interno di un intervento più ampio all’insegna della flessibilità.

LA POSIZIONE DEL PD

Come spiega Il Sole 24 Ore, infatti, anche all’interno del Pd, dove non sono mancate critiche a Quota 100 nel corso degli ultimi mesi, viene evidenziata l’importanza della questione della flessibilità in uscita, richiamata da Debora Serracchiani, capogruppo dem alla Camera, durante un incontrato tra una delegazione di deputati del Pd e i Segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil. Secondo quanto riporta il quotidiano di Confindustria, il Pd sembra intenzionato a presentare in merito una propria proposta, “che non dovrebbe limitarsi a un riconoscimento previdenziale di tutti i lavori considerati gravosi”, anche se “la posizione dei Dem appare più soft” di quelle di M5s e Lega. Non resta quindi che attendere le mosse del Pd.

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