RIPARTENZA TURISMO/ Il “segreto” de La Maddalena che a settembre è già overbooking

- int. Cipriano Deiana

TH Resorts gestisce un villaggio del Touring Club Italiano a La Maddalena: le camere sono già prenotate fino a metà settembre

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Il villaggio Touring Club a La Maddalena

Un altro gioiello incastonato in un’altra meraviglia: è il villaggio del Touring Club Italiano, gestito dagli esperti di TH Resorts, a La Maddalena, l’isola parco naturale a nord della Sardegna, che insieme al resort delle Tremiti e a quello di Marina di Camerota (Campania), tutte aree naturalistiche e paesaggistiche di grande rilevanza, compone il trittico TCI-TH. Anche questa a La Maddalena, come le altre, è una struttura dispersa in una grande area, quindi con distanze sociali garantite, ventilatori a pale al posto dell’aria condizionata, riciclo idrico, materiali ecocompatibili. Anche qui c’è un biologo marino a disposizione perché gli ospiti possano conoscere l’ambiente. Il villaggio ha riaperto lo scorso 29 giugno, uno dei primissimi del bouquet TH. La guida del resort è affidata a Cipriano Deiana, un “lungo corso”, con TH dal 2001.

Direttore, avete già i primi clienti?

Fortunatamente sì: abbiamo riaperto (e siamo stati i primi a La Maddalena) con il 50% di occupazione stanze, ma già da lunedì 6 saremo al 100%, e questo per tutte le settimane di luglio e agosto. Pensi che per le prime due settimane di settembre registriamo già un overbooking.

Di quante stanze stiamo parlando?

Più che stanze d’hotel, come nelle altre strutture del Touring qui abbiamo bungalow e capanni, confortevoli, ma molto a contatto con la natura, con l’ambiente circostante. Ne abbiamo 73, ma ne vendiamo solo 45, circa il 60%, per seguire la linea adottata da TH in quest’estate di fase tre, con molta attenzione al distanziamento sociale e quant’altro. Siamo andati anche oltre alle direttive e ai protocolli suggeriti dalle autorità sanitarie, ma crediamo che la certezza di una vacanza sicura – ancor più in un contesto come il nostro – giustifichi ogni nostro sforzo.

La Sardegna sta scontando forse qualche timore dei turisti rispetto alla ventilata possibilità di richiesta di passaporti sanitari? E anche qualche problema di collegamenti?

Purtroppo è così, di passaporto sanitario s’è parlato tanto, troppo, poi finalmente il tutto è stato giudicato incostituzionale e non se n’è fatto niente. Ma quei timori sono difficili da cancellare, nonostante il turismo in isola rappresenti ben più del 13% del Pil nazionale: è una componente sostanziale, prepotente, e bisognerebbe evitare di compromettere in ogni modo il nostro appeal. Io arrivo da due stagioni passate al TH di San Teodoro, dove abbiamo registrati numeri davvero importanti. Peccato compromettere tutto con limitazioni e cavilli senza senso. Per quanto riguarda i collegamenti, qualche problema c’è stato, effettivamente, ma adesso le compagnie hanno ripreso normalmente i servizi, anzi hanno aumentato i voli.

Cosa offre il resort a La Maddalena?

La natura, che basta e avanza. Qui siamo a Punta Cannone, un luogo incantato, in un parco marino naturale, l’unico a far capo ad un unico comune, appunto a La Maddalena. Dovreste sentire i profumi della macchia, di cisto, ginepro, mirto, tutti gli odori del Mediterraneo. Dovreste vedere i colori del mare, visitando i 62 isolotti dell’arcipelago, tra Caprera, Spargi, Budelli, Mortorio: sono le spiagge e i fondali più belli del mondo.

Non sarà troppo partigiano? Non c’è proprio niente che non va?

L’unico difetto è la scarsa promozione del brand. Qui, e in tutta la Sardegna, ci si era abituati a grandi rendite di posizione: i turisti arrivavano anche se gli operatori non cercavano affatto di lanciare i propri prodotti. Adesso però tutto è cambiato e sarebbe meglio investire di più.

Però i clienti, come diceva, arrivano, no?

Sì, certo, ma nel nostro caso si tratta quasi esclusivamente di italiani e moltissimi di questi (anche l’80%) sono repeaters, gente che viene qui da un sacco di anni. È un po’ la caratteristica dei resorts del Touring, molto frequentati dai soci. Credo però che la platea di riferimento andrebbe allargata, possibilmente richiamando flussi anche all’estero. Queste nostra sono bellezze rare, che varrebbe davvero la pena far conoscere di più.

Per il resto? Il personale è formato? Le precauzioni sanitarie sono state adottate?

Ovviamente, abbiamo adottato il protocollo TH: ambienti sempre sanificati, gel ovunque, personale attento alle nuove disposizioni, tavoli e ombrelloni assegnati e via dicendo. Poi ci sono le attività. Il vento che soffia spesso sull’isola è l’ideale per praticare vela e windsurf. E poi beach volley, canoa, ping pong, bocce, passeggiate naturalistiche, escursioni in bicicletta, in barca a vela o a motore e le visite guidate con trasferimenti.

(Alberto Beggiolini)

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