Rissa a Milano: arrestato pugile 18enne/ Mandò in coma un ragazzo con un pugno

- Davide Giancristofaro Alberti

Per la rissa a Milano della scorsa estate, un 18enne pugile è stato arrestato: mandò in coma un ragazzo dopo avergli sferrato un gancio da dietro

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Rissa a Milano (Screen Corriere)

E’ stato arrestato, e si trova ora ai domiciliari, un pugile di origini nordafricane di 18 anni, accusato di lesioni gravi aggravate dopo una rissa avvenuta la scorsa estate in quel di Milano, presso l’Arco della Pace. Il 26 luglio di un anno fa un ragazzo di 19 anni finì in coma, e dopo alcuni mesi di indagine il gip Ilaria De Magistris, come riferisce il Corriere della Sera, ha disposto l’obbligo di dimora per cinque ragazzi, tutti di età compresa fra i 18 e i 21 anni, che quella notte parteciparono all’aggressione.

Stando a quanto ricostruito dagli investigatori si tratta di un assalto senza senso, ma di fatto premeditato: il gruppo ha infatti “stuzzicato” altri ragazzi, e appena è giunto il pretesto la gang è intervenuta riempiendo di botte i “rivali”. Fra coloro che hanno avuto la peggio, come spiegato sopra, anche un 19enne finito a terra dopo un gancio sferrato dal nordafricano di cui sopra (residente in Brianza, nato a Desio), che gli ha provocato lesioni molto serie alla testa, oltre che ferite e fratture al volto.

RISSA A MILANO, PUGILE ARRESTATO: “E’ IMPENSABILE CHE NON SAPESSE…”

Il gruppo era composto da ragazzini che venivano tutti da fuori, leggasi Varese, Piacenza e Monza, e alcuni di loro si erano ritrovati a Milano per le riprese del video del rapper Neima Ezza, lo stesso degli scontri di San Siro di una settimana fa. «È impensabile – scrive il gip nell’ordinanza – che un pugile con 8 incontri all’attivo non abbia considerato che un gancio destro, portato alle spalle di una ignara vittima che in quel momento ha, per quel tipo di azione, le difese assolutamente “azzerate”, non sia potenzialmente “mortale”». Il ragazzo è iscritto alla federazione pugilistica italiana e si allena tre volte a settimana, è dotato di grande tecnica e ovviamente di forza e capacità di fare male, come purtroppo si è visto per il 19enne, rimasto per diverse settimane in coma farmacologico. Al boxeur gli inquirenti sono giunti dopo aver visionato le telecamere di sorveglianza della zona che hanno evidenziato una «perfetta posizione dei piedi, le gambe flesse e le spalle ruotate con il braccio destro in posizione “caricata”, in perfetto stile pugilistico». Il gruppo è sospettato di altre due aggressioni identiche.



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