Rita Pavone/ “Dopo il Covid le persone cattive lo sono ancora di più” (Techetechetè)

- Emanuele Ambrosio

Rita Pavone tra i protagonisti di Techetechetè su Raiuno. La cantante di “Cuore” rivela: “ho incontrato Elvis Presley, fu un sogno”

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Rita Pavone a Io e te

Rita Pavone torna in tv nella puntata di oggi, lunedì 10 agosto 2020, di “Techetechetè“, il programma di successo di video-frammenti della Rai. La celebre artista è tra i protagonisti di questa sera con una serie di filmati ed esibizioni legate ai suoi successi senza tempo: da “La partita di pallone” a  “Come te non c’è nessuno”, da “Fortissimo” a “Datemi un martello”, da “Il ballo del mattone” fino a “Geghegè” e “Cuore”. Una carriera straordinaria quella della Pavone che tutti ricordano anche per la super hit “Viva la pappa col pomodoro”, ma che ha festeggiato ben 60 anni di attività musicale lavorando con tutti i più grandi della musica. Poco prima del lockdown l’artista aveva pubblicato il disco “RaRità!”, una sorta di best of con tutte le canzoni più importanti della sua carriera per l’occasione riproposte in una versione inedita per festeggiare, ma soprattutto fare un sunto di questi 58 anni di carriera. Un anniversario importante che la piccola e grande Rita ha deciso di celebrare tornando in gara a Sanremo. Intervistata da direi.it (data 20 giugno 2020) ha raccontato: “risalire su quel palco è stata una botta di adrenalina, mi sono divertita un sacco e la sensazione che ho provato quando Amadeus ha annunciato il brano e il mio nome, è stata come quella di una botta al cuore, un’ubriacatura”. Una partecipazione a sorpresa quella dell’interprete che con 60 anni di carriera e un nome conosciuto in tutto il mondo ha volutamente deciso di rimettersi in sfida: “se fossi andata in qualità di ospite, avrei già vinto la battaglia in partenza. Con un repertorio come il mio, non ci sarebbe stata gara. Ma io non volevo ricevere un’ovazione per quello che già avevo fatto, sono convinta di avere ancora molte cose da dire. Non mi guardo indietro perché il passato l’ho già conosciuto, io voglio vedere quello che ho davanti. Mettermi in gioco è vitale per me e non mi fa dare nulla per scontato: voglio far vedere che esisto, come voce e come presenza. Lo stato anagrafico serve per i documenti, ma non per valutare cosa una persona ha ancora da dare. Ci sono tanti ragazzi che a vent’anni sono dei morti viventi, eppure sono giovani”.

Rita Pavone: “sono rock, ma posso essere anche dolcissima”

Il successo di Rita Pavone è innegabile. 60 anni di carriera e milioni di dischi venduti in tutto il mondo grazie a canzoni senza tempo che l’hanno consacrata una delle artiste di maggior successo della storia della musica. Parlando proprio di sè ha detto: “esiste una Rita Pavone che nella vita è una donna molto normale: si occupa del giardino, gioca con il cane, va a fare la spesa. Poi c’è quella artistica: non ha paura di nulla, affronta tutto e tutti con grande tranquillità, ma anche una Rita aggressiva, che quando vede delle ingiustizie si arrabbia. Tutte loro convivono bene assieme, hanno i loro spazi e sanno camminare nella stessa direzione”. Un concentrato di qualità artistiche e caratteriali che l’hanno portata a lavorare anche in America dove ha conosciuto anche Elvis Presley: “lo ricordo come un uomo bellissimo, magro, con i basettoni lunghi e un paio di Ray Ban gialli, che in Italia ancora non esistevano. Saluta con gentilezza tutti, poi guarda me e mi fa: “Oh, but i know you: I see you at Ed Sullivan show!”. La cantante ha poi parlato dei social e in particolare di Instagram: “ognuno è figlio del proprio tempo: questo non è il mio. Nella mia ingenuità da signora anziana, davo per scontato che chiamandosi “social”, si potesse socializzare. E invece mi sono trovata davanti a tante cattiverie gratuite, alla rabbia che cova nelle persone. Dicevano che il Covid avrebbe portato la gente a capire che la vita è uno sparo, una volta che il colpo è partito non puoi più tornare indietro. Invece non è stato così: le persone cattive lo sono ancora di più e quelle per bene sono diventate quasi remissive. Adesso mi diverto a scattare le fotografie, girare i video e far emergere i ricordi, ma lascio poi che siano gli altri a metterli online”.

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