Riti vudù, violenze e ses*o di gruppo/ Nuovi particolari choc su setta satanica Prato

- Mauro Mantegazza

Riti vudù per causare morte, violenze e ses*o di gruppo: sulla setta satanica di Prato emergono nuovi particolari choc dalle testimonianze delle vittime

Solitudine e paura
(Pixabay, 2018)

Una setta satanica è stata smascherata a Firenze: la Procura del capoluogo toscano ha arrestato Matteo V., 23 anni, della provincia di Prato accusato di avere violentato e ridotto in schiavitù un gruppo di ragazzi e ragazze. Questo studente universitario della provincia di Prato era il guru della setta satanica, che sfruttava le debolezze di ragazzi minorenni o appena maggiorenni in genere con disturbi dell’apprendimento, anoressici o depressi, tanto che Matteo V. dovrà rispondere anche del reato di prostituzione minorile.

Il Tirreno riferisce che il predatore sceglieva le sue vittime tra i più deboli, come la ragazza autolesionista che si taglia i polsi da quando ha 12 anni perché non si sente accettata dai genitori, quello depresso, con disturbi dell’apprendimento o che si sente una nullità perché è stato bocciato. Il diavolo li faceva sentire importanti grazie a riti segreti, allo scopo in realtà di abusare di loro e costringerli a soddisfare i suoi appetiti sessuali con la violenza e la sudditanza psicologica, fino al punto di aver cucinato “un ragù di carne” per i ragazzi, raccontando loro di averlo preparato con carne umana: e tutti lo avrebbero mangiato.

Non mancavano pure i riti voodoo, con bambole, una fiala di sangue finto e dei sali usati per i rituali. I seguaci avrebbero testimoniato che la bambola sarebbe stata usata per invocare la morte della madre di una delle adepte, come richiesto al guru proprio dalla stessa ragazza, in un rituale avvenuto nell’auto del 23enne.

SETTA SATANICA A FIRENZE: ARRESTATO IL “DIAVOLO”

Un’altra delle vittime, caduta nella rete a 15 anni a causa della solitudine, ha raccontato invece dell’interesse di Matteo V. per la licantropia e “mi aveva detto che avere rapporti sessuali sarebbe stata una dimostrazione di affetto”. Il sesso si svolgeva in un rito a tre “indispensabile per risvegliare la lincantropia”, nel quale il guru assumeva il ruolo di Reis, il lupo poliziotto: “Lui diceva che tutti gli uomini antropomorfi sono animali e di nascosto bisessuali”.

L’Huffington Post cita lo slogan “Fate sesso e sarete sovrumani”, con cui l’universitario costringeva le vittime a soddisfare le sue perversioni. Matteo V. affermava di essere “il Diavolo” e raccontava che le pratiche sessuali sarebbero servite niente meno che a ottenere poteri soprannaturali necessari a salvare il mondo. Stando alla ricostruzione dell’Ansa, i riti si consumavano nei boschi e le violenze avrebbero coinvolto almeno 13 ragazzi.

La setta satanica sarebbe stata creata nel giro di un anno. L’Ansa afferma che, nel mese di febbraio, il 23enne era stato perquisito dopo la denuncia presentata dalla madre di due ragazzi e dall’Osservatorio nazionale abusi psicologici. L’accusa iniziale a Matteo V. ricostruiva abusi a quattro persone. Poi altre vittime hanno trovato il coraggio di farsi avanti e in poco tempo il loro numero è più che triplicato, aggravando la posizione dell’universitario.

I RITI, LE VIOLENZE E LE PRESSIONI PSICOLOGICHE

Secondo gli investigatori, egli avrebbe persuaso gli adepti della sua setta satanica di averli scelti per salvare il mondo. Per convincerli della sua superiorità e indurli in soggezione psicologica al fine di abusarne, avrebbe anche elaborato un rituale di “resurrezione”, inscenando uno strangolamento da parte di un sodale, al termine del quale si rialzava da terra fingendo di rimettersi a posto il collo.

Individuava i suoi seguaci con ricerche mirate, tramite passaparola in ambienti a lui vicini. Attirati in trappola, gli adepti erano costretti a sottostare ai riti con inganni e minacce di morte. In un caso ad esempio il mostro avrebbe convinto una ragazza ad avere un rapporto con lui dicendole che in caso contrario la sua sorellina di 7 anni e i suoi genitori avrebbero perso la vita.

I riti della setta satanica prevedevano di sottoporsi a violenze fisiche: dita negli occhi, inalazione del fumo di cristalli bruciati e morsi sulle braccia: tutto sarebbe servito a recuperare i poteri delle entità nelle quali si erano incarnati in passato “come vampiri e lupi mannari”. In alcuni casi le violenze avrebbero provocato nelle vittime la temporanea perdita dei sensi. Il “diavolo” asseriva anche di essere capace di trasformarsi in altre creature e costringeva i seguaci a inviargli foto di nudo, che sarebbero state visualizzate da una entità cibernetica chiamata ‘Hydra’.

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