Rivoluzione FIGC/ L’ipotesi: Serie B a 40 squadre e Serie C non professionistica

- Michela Colombo

Rivoluzione FIGC. Al vaglio un piano ambizioso per riformare il calcio: Serie B a 40 squadre e diviso in due girono e una Serie C non professionistica.

Pisa gruppo
Rivoluzione FIGC (Foto LaPresse - repertorio)

In attesa che si definisca o meno la ripresa delle attività calcistiche dopo lo stop imposto per il coronavirus, ecco che non mancano nel frattempo anche le ipotesi più fantasiose di riforma del sistema calcio, passata la pandemia. Dopo tutto è ben chiaro che, dopo la crisi per l’emergenza coronavirus, servirà una profonda rivoluzione del sistema calcio: dopo questa pandemia , così come per molte altre cose, anche il sistema dovrà cambiare, modificandosi verso una maggiore sostenibilità economica ai club. Già ora infatti, mentre ci si dilunga sulla decisione di riprendere o meno la stagione, il destino di molte società anche storiche è messo in dubbio per la crisi economica e in tal senso anche le grida di allarme non sono mancate: urge dunque una profonda rivoluzione, che stando alle ultime indiscrezioni di Sportitalia, potrebbe rivelarsi anche molto drastica, per le serie dalla A in giù.

SERIE B A 40 CLUB E A DUE GIRONI? LA FIGC CI PENSA

Come infatti cui riporta la tv sportiva, ecco che pare al vaglio della FIGC anche una rivoluzione del sistema calcio, che comporterebbe una riduzione dei club professionistici, dai 100 attuali a solo 60, con solo la Serie A di fatto invariata sulla carta. Dalla seconda serie però sarebbe rivoluzione completa. L’idea infatti è quella di passare per il campionato di Serie B dalle attuali 20 a 40 squadre, con gli attuali club (senza retrocessioni a fine di questa stagione) più alcuni della Serie C, ancora da individuare (presumibilmente le prime di ogni girone): il tutto divisi in due gironi. La terza serie invece diverrebbe non professionistica e sarebbe composta da 40 società, ovvero restanti dalla Serie C e le vincitrice dei rispettivi 9 gironi della Serie D (più altre, adeguatamente selezionate). In tal modo, per la Serie B verrebbero garantiti più fondi, mentre per la terza serie sarebbe più facile per molti club procedere all’iscrizione al campionato della prossima stagione, vista la consistenze riduzione dei costi. Chiaramente questa è un’ipotesi molto fantasiosa: ma in questo giorni così difficili, anche lo scenario più complicato pare possibile, viste le ardue esigenze che si prospettano per garantire la salvaguardia del sistema calcio.



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