Roberta Lanfranchi/ “Gli haters? Non sono persone cattive, ma tanto annoiate…”

- Valentina Gambino

Roberta Lanfranchi: “Ogni anno mi propongono un reality…”, ecco la nuova vita della conduttrice tra televisione, teatro e radio.

Paperissima Sprint
Roberta Lanfranchi conduce "Paperissima Sprint" (© Carlos Folgoso / Massimo Sestini)

Roberta Lanfranchi si racconta a Spy, svelando il segreto del suo successo: essere rimasta sempre sé stessa in ogni occasione. Mamma di tre figli (Matteo e Francesco, avuti dall’ex marito Pino Insegno e Ettore, frutto dell’amore con Emanuele Del Greco), da anni alterna la tv alla radio e il teatro e adesso conduce Paperissima Sprint, per il secondo anno consecutivo. Tornare su Canale 5 è sempre un piacere per lei: “E’ come una seconda casa”, svela: “Il ritorno è sempre gradito, soprattutto quando chiama Antonio Ricci. Vuol dire che l’anno prima è andata bene e speriamo di continuare a fare bene”. “Cosa mi piace del programma? – aggiunge – Lo possono guardare tutti. dal bambino di un anno al nonno di novanta. La tv è piena di programmi non adatti e questo riunisce la famiglia”. Il pubblico apprezza questo format proprio perché nessuno dice parolacce e non è urlato. È un programma normale che piace alla gente normale. Di contro, cosa non le piace guardare in TV? “La monotonia, il ripetere sempre le stesse cose, lamentandosi dopo che i risultati non ci sono. Si sperimenta poco, si cerca di copiarsi a vicenda”.

Roberta Lanfranchi: “Ogni anno mi propongono un reality…”

Roberta Lanfranchi si ritiene molto fortunata: “Faccio un lavoro che mi piace, da due anni conduco un programma che amo tantissimo, ho una famiglia che amo. Se mi lamentassi sarei folle”. Durante la sua carriera però, confida di aver detto molti “no”: “Ogni anno mi chiedono di partecipare a un reality. Mi piacciono da pazzi, ma non ho abbastanza faccia tosta e coraggio da espormi così tanto”. Di seguito la conduttrice, svela alcuni momenti bui della sua professione: “Dopo una gravidanza è normale stare a casa un po’ e chiedersi cosa sarà, ma non bisogna farsi sopraffare dall’ansia. – Quando ho smesso di pensarci è arrivata la chiamata. Piangersi addosso non aiuta”. In ultimo, ironizza sul ruolo degli haters: “Servirebbero laboratori pomeridiani per tenerli occupati. Non sono persone cattive, ma tanto annoiate”.



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