Roberta Rei “Nadia Toffa, un mito per tutti”/ “Era un tornado, rock ma anche dolce”

- Emanuela Longo

Roberta Rei ricorda Nadia Toffa ad un anno dalla sua morte: la sua forza e quel “mito sfuggente” trasformatosi in una amicizia

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Roberta Rei, Le Iene

Era il 13 agosto 2019 quando, con estremo dolore, dicevamo addio per sempre alla guerriera Nadia Toffa, la conduttrice e “iena” bresciana morta a soli 40 anni a causa di un tumore al cervello. “È come se non fosse già passato un anno”: a commentare il primo anniversario della morta di Nadia è l’amica e collega Roberta Rei, che con Nina Palmieri e Veronica Ruggeri ha preso il suo posto nella conduzione de Le Iene. In una intervista all’Huffingtonpost ha aggiunto: “Per sostituire Nadia alla conduzione del programma sono servite le energie di tre donne. Questo fa capire quale fosse la sua caratura, quanta forza riuscisse a infondere a tutti noi”. Sono ancora in tanti a ricordare Nadia in occasione del primo anniversario della sua prematura scomparsa, quando andrà in onda uno speciale de Le Iene interamente dedicato a lei su Italia 1. “Viveva per il programma, è il minimo che potessimo fare per omaggiarla”, ha aggiunto la Rei. Nel corso dello speciale in onda in prima serata non mancheranno contenuti inediti, interviste e racconti di chi ha avuto l’onore di conoscerla e lavorare con lei. “Nadia era un vero e proprio mito, per tutti”, ha ricordato la sua collega.

ROBERTA REI RICORDA NADIA TOFFA AD UN ANNO DALLA MORTE

Sono stati numerosi i momenti felici che oggi Roberta Rei ricorda, legati a Nadia Toffa. “Io sono arrivata in redazione da quattro anni, relativamente poco tempo rispetto ad altri colleghi. All’inizio la vedevo come un ‘mito sfuggente’: sempre in giro a girare servizi, non si fermava mai, non perdeva tempo, correva tanto”, racconta la “iena” la quale non ha mai nascosto la grande stima nei confronti dello scricciolo biondo. Ed oggi Roberta la ricorda con estrema tenerezza, descrivendola come “un tornado, rock ma anche tanto dolce”. Con il passare del tempo ha avuto modo di conoscerla sempre meglio fino a creare una vera amicizia: “Era inarrestabile, perfino in vacanza: tu magari volevi riposare, lei ti svegliava alle 6 del mattino e ti proponeva di lanciarti in qualche avventura. Un vero e proprio tornado”, racconta. La Rei ha ricordato poi quel regalo pochi mesi prima della morte: “Le avevo regalato dei girasoli, i suoi fiori preferiti. Farglieli recapitare, tra l’altro, fu una piccola impresa per la riservatezza: quando il fioraio che doveva consegnarli sentì che la destinataria era lei, non riuscì a contenersi dalla gioia”. Per ringraziarla le mandò una foto con quei fiori appena ricevuti. “L’immagine di Nadia e di quei girasoli è la prima che mi viene in mente quando penso a lei”, dice. Il giorno della morte, Roberta Rei non era in Italia e non fece in tempo a darle quell’ultimo saluto: “Ancora adesso, solo a pensarci, mi viene da piangere”, ha ammesso.

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