Roberto Benigni “Afghanistan? Mio cuore è profugo”/ “Quelle sono le facce di Cristo…”

- Emanuela Longo

Roberto Benigni commenta con angoscia l’attuale situazione in Afghanistan e spiega perché non può ancora usare l’ironia

roberto benigni david di donatello 2020
Roberto Benigni

Anche l’attore, regista e comico toscano Roberto Benigni si è espresso nelle passate ore sulla situazione in Afghanistan commentando con grande amarezza le immagini che giungono in questi giorni e che raccontano della grande tragedia. Lo ha fatto intervenendo a Viareggio, in provincia di Lucca, dove ha ricevuto il premio speciale Città di Viareggio dal presidente del 92/o Premio letterario Viareggio-Repaci, Paolo Mieli. “Le immagini che vediamo dall’Afghanistan, della gente accalcata nel fango e poi delle mamme che gettano i bambini oltre il filo spinato, sono come veder gettare il proprio cuore, il nostro cuore è un profugo in questo mondo”, ha commentato.

Benigni ha spiegato con grande fervore quello che prova anche lui, in prima persona, nel vedere alcune immagini che arrivano dall’Afghanistan: “Anche io ho il desiderio di gettare il mio cuore oltre il filo spinato, perché quelle immagini che vediamo riguardano me. Io sono loro, io sono quel bambino, loro sono tutte le facce del Cristo”.

Roberto Benigni commenta la situazione in Afghanistan

Nel commentare ciò che sta accadendo in Afghanistan, Roberto Benigni ha preso in prestito le parole della vincitrice della sezione narrativa Edith Bruck secondo la quale “viviamo in un mondo di profughi” ed ha aggiunto: “Ha ragione e il mio cuore è profugo a vedere le immagini di madri che gettano i bambini oltre il filo spinato. Quelle sono tutte le facce di Cristo, non possiamo che aiutare quelle persone. Non c’è altro da fare”.

Parlando con Mieli, nel corso del suo intervento il premio Oscar ha spiegato di aver raccontato la shoah con ironia “perché quella era finzione mediata dall’arte”. Ma le immagini che oggi arrivano dall’Afghanistan rappresentano qualcosa di totalmente differente: “sono ora tragica realtà, è fiamma che brucia, che non può essere ancora trattata con ironia”. Quello che arriva dai reportage da Kabul, l’attore non riesce ancora ad affrontarlo con totale distacco: “è qualcosa di insuperabile, che non si può ora far toccare dall’ironia, perché quanto succede è troppo presente e ha bisogno del tempo”, ha aggiunto. E nel rammentare il suo amore profondo per la poesia, che lui l’ha paragonata ad una preghiera, Benigni ha aggiunto: “Prego tantissimo e scrivo tantissimo”.



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