Roberto Speranza/ “Non torneremo all’epoca dei divieti, ma serve responsabilità”

- Carmine Massimo Balsamo

Il ministro della Salute Roberto Speranza a Repubblica sulla situazione epidemiologica: “Non dobbiamo sottovalutare i rischi e le regole da rispettare”

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Roberto Speranza, ministro della Salute (LaPresse)

Casi positivi in aumento, ma non tornerà l’era delle restrizioni: parola di Roberto Speranza. Intervenuto ai microfoni di Repubblica, il ministro della Salute ha esordito sottolineando che è stata registrata una ripresa dei contagi in diversi Paesi europei, accompagnata da un aumento limitato delle ospedalizzazioni e non paragonabile a quello delle infezioni. “Abbiamo gradualmente superato il grosso degli obblighi e non sono all’ordine del giorno revisioni delle misure”, ha evidenziato: “Non avere restrizioni non significa però che non contino i comportamenti individuali e le raccomandazioni”.

Roberto Speranza ha spiegato che la sfida è puntare sulla responsabilità dei singoli, a partire dall’utilizzo delle mascherine, in particolare per tutte le occasioni a rischio. Vietato abbassare la guardia, secondo il titolare della Salute: “Certo, abbiamo vaccini, monoclonali, antivirali ma non dobbiamo sottovalutare i rischi e le regole da rispettare”.

ROBERTO SPERANZA: “NO VAX STANNO SUPERANDO IL LIMITE”

Nel corso del dialogo con il quotidiano romano, Roberto Speranza ha rimarcato che non sarà eliminato l’isolamento dei positivi come richiesto da vari politici ed esperti. Non è in discussione, ha confermato: “Chi è contagiato deve stare a casa. Oggi in isolamento ci sono 650 mila persone, non è immaginabile che se ne vadano in giro”. Roberto Speranza si è poi soffermato sui tanti atti vandalici dei No Vax, in particolare sulle scritte fuori dall’ospedale Spallanzani: “Sono stato allo Spallanzani tante volte. In altri momento fuori c’erano striscioni che inneggiavano al personale sanitario, come se si trattasse di eroi. Ora ci sono insulti e minacce. E’ inaccettabile. Anche questo cambiamento dà il senso di una rimozione da non sottovalutare. Non dobbiamo dimenticare il lavoro straordinario delle donne e degli uomini del nostro Servizio sanitario”. Il titolare della Salute ha ribadito che si tratta di una piccolissima minoranza ma molto rumorosa, ciò che è certo è che si sta superando il limite: “Una cosa è esprimere un’opinione, un’altra è compiere vandalismi, insultare e minacciare”.







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