Roberto Speranza/ “Proroga stato di emergenza, decisione a ridosso del 15 ottobre”

- Carmine Massimo Balsamo

“Non ci sono le condizioni per un nuovo lockdown”, la precisazione del ministro della Salute Roberto Speranza ai microfoni di Cartabianca.

roberto speranza
Roberto Speranza a Cartabianca

No a nuovo lockdown totale, proroga dello stato d’emergenza tutta da valutare e vaccino entro metà 2021: questi alcuni dei temi trattati da Roberto Speranza ai microfoni di Cartabianca: «Noi col decreto Rilancio abbiamo investito più di 1 miliardo e mezzo per rafforzare presidi sanitari, rete ospedaliera, rete territoriale, abbiamo aumentato la dotazione di posti letti in terapia intensiva e sub-intensiva. Dobbiamo avere grandissima attenzione e lavorare affinchè il virus non si diffonda ulteriormente. I numeri che vediamo nei paesi europei sono impressionanti, i nostri numeri sono molto distanti da altri paesi, ma la partita è aperta: il numero di contagiati dipende da noi, dobbiamo tornare ad avere grandissima prudenza e grandissima attenzione», le parole del ministro della Salute: «Sono sicuro che vinceremo questa sfida, ma ci attendono mesi difficili. Credo che entro 6/7 mesi avremo a disposizione le prime dosi di un vaccino e alcuni farmaci efficaci costruiti sulla ricerca degli anticorpi monoclonali».

ROBERTO SPERANZA SU PROROGA STATO EMERGENZA E LOCKDOWN

Roberto Speranza non si è sbilanciato sulla proroga dello stato di emergenza, ma il suo giudizio appare chiaro: «La valutazione sulla possibile proroga dello stato di emergenza verrà fatta a ridosso del 15 ottobre 2020. Ciò che posso dire è che la situazione oggi non è migliore rispetto a quella di fine luglio, quando decidemmo di prorogare lo stato di emergenza. Faremo le nostre valutazioni e ci confronteremo con il Parlamento, perché questo passaggio deve avvenire in una democrazia parlamentare come la nostra. Ma io sono per mantenere la linea della massima prudenza». Infine su una possibile chiusura totale: «Dobbiamo lavorare giorno e notte per evitare un nuovo lockdown totale, che avrebbe un grande costo. Al momento, i numeri non lo giustificherebbero in Italia, ma tutto dipende dai comportamenti degli italiani e dalle nostre capacità di tenuta».

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