Roberto Vecchioni, Arena Suzuki 60 70 80/ Da ‘Samarcanda’ a ‘Luci a San Siro’

- Matteo Fantozzi

Roberto Vecchioni, Arena Suzuki 60 70 80: il cantautore è noto per essere un sussurratore ed è riuscito a far sognare ben quattro generazioni grazie alla sua splendida musica.

Roberto Vecchioni
Il cantautore Roberto Vecchioni

Da sempre sfuggente, il professor Roberto Vecchioni (non dimentichiamo che, anche durante l’apice della sua carriera per un lungo periodo non ha mai abbandonato l’insegnamento), sarà uno dei più graditi ospiti di ‘Arena Suzuki ’60 ’70 ’80‘, il programma in diretta su Rai 1 il 2 ottobre, dopo la riuscitissima prima puntata del 25 settembre, nel quale vecchie glorie del passato ci riportano in anni decisamente meno complicati dal punto di vista sociale e più spensierati. Vecchioni era un cantautore vero, di quelli con chitarra in mano per arrangiare i suoi testi, poi orchestrati in vari modi, ma il suo mood è quello del sussurratore più che dell’urlatore, un cantante che ha fatto sognare con testi intelligenti almeno quattro generazioni.

Chi può dimenticare la ‘Samarcanda’ di ‘oh, oh, cavallo oh, oh’, o il tenero ‘Luci a San Siro’, brani indelebili nella memoria collettiva? Lo show di Rai 1 sarà il pretesto per lasciarci andare ancora nell’animo e incontrare un amico, un cantautore, un insegnante vero, appassionato, che proprio di pedagogia ha parlato poche settimane fa assieme a Gianmarco Aimi del celebre webmag musicale, e rivista cartacea da decenni al top degli approfondimenti in chiave rock, ‘Rolling Stones’.

Roberto Vecchioni e la DAD

L’esternazione di Roberto Vecchioni si è soffermata sulla DAD, la pedagogia scolastica a distanza, un sotterfugio utilizzato da diversi paesi durante le chiusure dovute alla pandemia del Coronavirus. La sua dichiarazione è stata lapidaria: ‘I primi tempi pensavo che fosse meglio salvare i ragazzi, tentare di non farli contaminare’, dice il cantautore. Poi, continuando a riflettere sulla richiesta di un suo parere riguardo la didattica a distanza ribadisce un concetto molto chiaro: ‘Adesso stiamo andando verso l’estate, si può insegnare all’esterno mantenendo le distanze, sono cominciati i vaccini e sarebbe il momento di darsi una mossa. Perché psicologicamente, questo è risaputo, i ragazzi perdono tutto’. Non si può dargli torto… Nel frattempo le scuole sono iniziate di nuovo dopo un’estate di vaccinazioni intensive e auguriamo a tutti quanti, professor Vecchioni compreso, di mantenere questa apertura come spiraglio di salvezza e fiducia. Interista convinto e praticante da sempre, sulla sua Milano Vecchioni dichiara: ‘Invece è una città di verde e di gente che non solo lavora, ma sorride e ama’, un uomo che nella città meneghina ha sempre trovato un fascino sottile, un’energia positiva, sotto la coltre di nebbia spesso l’ispirazione per i suoi testi dolcissimi.

Lo attendiamo quindi all’Arena Suzuki, aspettando di sognare ancora una volta sulle ali delle sue elegie musicali, ricordando i successi di un passato che non è mai remoto se l’arte ha solide basi come le canzoni di Roberto Vecchioni. Ma è sempre la scuola il punto fermo del cantautore, un uomo di cultura che ha confessato di sentire praticamente ogni giorno al telefono il ministro Franceschini per scambi di vedute su riaperture, pedagogie, insomma un ‘Vecchioni pensiero’ che è la filosofia di un uomo che ha visto e vissuto e che racconta tanto di sé, e della sua passione per la scuola, nel suo ultimo libro ‘Lezioni di volo e di atterraggio (Einaudi)’.

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