Roby Facchinetti, lettera a Stefano D’Orazio/ “La vita ti ha portato via, mi incaz*o”

- Anna Montesano

Roby Facchinetti rompe il silenzio dopo la morte di Stefano D’Orazio e a lui scrive una lettera: “La vita ti ha portato via, tu che l’amavi tanto…”

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Roby Facchinetti

“Quando il dolore è troppo profondo e ci devasta, è difficile fare altro che dar spazio a lacrime e silenzio”. Inizia così il lungo post pubblicato da Roby Facchinetti su Instagram che contiene una toccante lettera all’amico e collega Stefano D’Orazio. Tanti anni condivisi nei Pooh e tanti ricordi che gli hanno reso impossibile parlare subito dopo la sua morte. Quelle parole arrivano però oggi con parole di profondo dolore: “Ancora oggi faccio fatica a credere che ci hai lasciati, amico mio.” ha scritto il cantante e musicista, raccontando un aneddoto inedito: “Però, Stefano, ci lasci poesie straordinarie. Ci lasci una lezione di impareggiabile generosità umana. Ci lasci la tua ironia: pure poco prima del tuo ricovero in ospedale, quando mi hai svelato che il tampone era purtroppo risultato positivo, non dimenticherò mai come hai cercato di cancellare dalla mia mente il gelo che improvvisamente la attanagliava dicendomi allegramente ‘Sì ma Roby, guarda che tutto il resto va benissimo, eh!?’”

Roby Facchinetti ricorda l’amico Stefano D’Orazio: “La vita ti ha portato via…”

Roby Facchinetti affronta il dolore di questa grave perdita e al contempo si dice furioso per la morte dell’amico Stefano D’Orazio. Nella lettera scritta per lui e pubblicata sui suoi social, si dice pronto a portare avanti il loro progetto – il Parsifal – e ricorda le frasi delle loro canzoni uscite dalla sua penna. “Quante frasi delle canzoni che hai scritto mi tornano in mente in queste ore difficili, amico mio… Soprattutto mi rimbomba nella memoria quel “Siamo nati per combattere la sorte / ma ogni volta abbiamo sempre vinto noi”. E mi incazzo, sai?, – tuona – per lo scherzo crudele di questa sorte. Tu che amavi la vita, tu che le hai dedicato un inno, e la vita che ti ha portato via.” Così conclude: “Però appunto sono momenti, questi, inevitabili momenti di smarrimento. Tu, Stefano, rimani e rimarrai.”



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