Roma, 53enne si impicca nel suo bar/ “Depresso per crisi Covid”: si indaga su usurai

- Silvana Palazzo

Roma, 53enne si impicca nel suo bar che non aveva ancora inaugurato per la pandemia Covid: “Depresso per crisi economica”, dicono amici. La polizia indaga su giro di usurai

polizia reato rapina omicidio napoli 1 lapresse1280 640x300
Polizia (LaPresse)

Un 53enne si impicca a Roma nel suo bar che aveva appena rilevato. Non lo aveva ancora inaugurato, anzi da settimane rinviava l’apertura. Proprio per questo temeva che non sarebbe riuscito a reggere le spese. Ha trascorso per questo diverse notti insonni con una calcolatrice e un foglio di carta per fare i conti, che però non tornavano. Era preoccupato per le sorti del bar sulla via Tiburtina, ma soprattutto per le sue. «Era caduto in depressione per le difficoltà economiche che aveva anche a causa della chiusura del suo locale per le norme anti-Covid», dicono gli amici, come riportato da Tpi. Da qui quell’estremo gesto di disperazione. A raccontarlo gli amici che lo hanno trovato con la corda stretta al collo nel sottoscala del bar che era ancora chiuso al pubblico. Lo avevano chiamato a lungo al telefono senza riuscire a parlargli. Quindi, lo hanno cercato anche a casa, sentendosi dire dalla moglie che era al bar.

Ma così anche lei ha cominciato a preoccuparsi, secondo la ricostruzione riportata dal Messaggero. Quando i due amici sono arrivati al bar, hanno trovato il locale con la serranda alzata a metà. Sono entrati e lo hanno chiamato per nome, ma senza ricevere risposta. Poi lo hanno trovato impiccato nel sottoscala ormai cianotico.

SI IMPICCA NEL SUO BAR: INDAGINI SU GIRO USURAI

I due amici hanno provato a farlo tornare a respirare, ma per il 53enne non c’era nulla da fare: era morto da diverse ore. Sul posto sono accorsi gli agenti di polizia dei commissariati Porta Pia e Sant’Ippolito, oltre alla Scientifica per i rilievi. Tutto lasciava facilmente intendere che si sia trattato di un suicidio. Dalla ricostruzione alle testimonianze degli amici e della moglie. Il 53enne avrebbe dovuto aprire a giorni il bar, ma a causa delle restrizioni anti Covid e delle limitazioni per la pandemia aveva ritardato l’inaugurazione. Così si è consumata l’ennesima tragedia legata alla crisi causata dalla pandemia Covid. La polizia, però, non ha chiuso il caso, anzi sta continuando ad indagare per ricostruire le ragioni e, ad esempio, se fosse finito nelle maglie di un giro di usurai. Stando a quanto riportato dal Messaggero, non si esclude che si sia sovraesposto per avviare l’attività senza poi riuscire a colmare eventuali debiti. Ma è solo un’ipotesi su cui sta indagando la polizia. La salma intanto è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria.



© RIPRODUZIONE RISERVATA