Roma, scuole chiuse: presidi vs Raggi/ “Danno di immagine altissimo”

- Carmine Massimo Balsamo

Scuole chiuse Roma, l’Associazione nazionale presidi si scaglia contro il sindaco Virginia Raggi. Ed ecco l’ironia di Beppe Sala…

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Virginia Raggi, sindaco di Roma (LaPresse, 2019)

Scuole chiuse oggi a Roma per maltempo, la decisione del sindaco Virginia Raggi ha mandato su tutte le furie i presidi. Nessuna tempesta di neve come ipotizzato in un primo momento, ma solo «due gocce di pioggia». «La sicurezza dei nostri figli e dei cittadini è la cosa che ci sta più a cuore», aveva spiegato ieri la prima cittadina M5s, ma l’Associazione nazionale presidi di Roma non ha accolto di buon grado la sua scelta. Intervistato da Agi, il presidente Mario Rusconi ha commentato: «La Raggi ha chiuso le scuole per un un disastro preannnunciato che non si è verificato. Questa mattina ero con un gruppo di studenti di Udine, Bolzano e altre città e tutti si meravigliavano per la scelta della prima cittadina, una situazione meteorologica come quella di oggi non rappresenta alcuna pericolosità».

SCUOLE CHIUSE ROMA, PRESIDI VS SINDACO RAGGI

L’associazione presidi contesta due aspetti: «Da una parte il sindaco ritiene che i dirigenti scolastici siano dipendenti comunali a cui impartire ordini di servizio quando invece possono riceverli esclusivamente dagli usr e dal ministero. Secondo poi appare oltremodo bizzarro pensare giustamente all’incolumità degli studenti e del personale scolastico ma non a quella dei dirigenti scolastici che a Parere del sindaco dovrebbero “presidiare”». Mario Rusconi ha sottolineato che l’organismo ritiene che gli uffici tecnici degli edifici scolastici debbano attivarsi immediatamente per verificare lo stato delle strutture, essendo «questi di proprietà del comune e della città metropolitana che hanno l’obbligo di legge di assicurarne lo stato di sicurezza». E Virginia Raggi deve fare i conti anche con la stoccata del sindaco di Milano Beppe Sala, che su Instagram ha ironizzato: «I milanesi non si spaventano per due fiocchi di neve, dai…».



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